Se tutte le famiglie italiane che oggi lavano e asciugano a mano le stoviglie passassero alla lavastoviglie, risparmierebbero annualmente più del fabbisogno di acqua di una città come Milano e quasi un miliardo di kWh e disporrebbero di 23 giorni di vacanza in più”. Questa è l'offensiva lanciata due anni fa da i maggiori marchi di produttori di lavastoviglie (Zanussi, Rex, Indesit, Hoover, Candy) e dalla multinazionale Reckitt Benckiser, il leader italiano dei detersivi per lavastoviglie con Finish.
Perché questa offensiva? E c'è del vero in quanto sostengono gli interessati?
Quanto consumaIn Italia la lavastoviglie è meno diffusa della media europea: solo nel 31 per cento delle famiglie. La tecnica ha fatto passi avanti in questi ultimi vent'anni e la quantità d'acqua necessaria ad ogni ciclo di lavaggio è scesa da 45 a meno di 25 litri, conseguentemente sono diminuiti i consumi di detersivo e di energia (per riscaldare l'acqua). Tutti i modelli più recenti sono dotati di tasto per
cicli di lavaggio ridotti (o “rapidi”), con consumi inferiori. Ecco la differenza di consumi tra una lavastoviglie di classe A di nuova generazione ed una vecchia secondo l'Enea (Ente pubblico per l'energia).
Tabella: consumi di una lavastoviglie moderna e di una tradizionale di modello medio (10/12 coperti) e di potenze differenti, usate una volta al giorno per un lavaggio completo (Enea). Modello lavastoviglie | Kwh/lavaggio | Kwh/anno | Detersivo /lavaggio (g) | Detersivo /anno (Kg) | Costo annuo (euro) |
| Basso consumo | 1,4 1,6
| 511 584
| 20 30
| 7,3 11,0
| 111,00 147,00
|
| Tradizionale | 2,5 3,0
| 912 1095
| 40 50
| 14,6 18,2
| 202,00 244,00
|
Come si vede nella tabella, molto dipende dalla potenza elettrica della macchina: le lavastoviglie tradizionali per 10-12 coperti consumano, per il ciclo più lungo, circa 2,5 kWh; i modelli nuovi, invece, tra 1,4 e 1,8 kWh. Nei
lavaggi “rapidi” i consumi possono anche essere dimezzati.
Contano nondimeno le abitudini famigliari e il tipo di cucina: se normalmente si lavano poche pentole, stoviglie appena usate, i consumi possono essere anche decisamente minori. Se poi, ancora difficile in Italia, la lavastoviglie fosse
collegata direttamente all'acqua calda (magari alimentata da pannelli solari), come per la lavatrice (
vedi scheda), il consumo energetico diventerebbe quasi trascurabile! Peraltro, la possibilità di usare direttamente acqua calda consente di ridurre gli stessi tempi di lavaggio.
Lavastoviglie vs lavaggio a manoLa campagna televisiva delle aziende interessate alla diffusione di lavastoviglie confronta i consumi generati nel lavare i piatti a mano: “puoi” consumare più acqua e energia. Vero, purtroppo, a causa di cattive abitudini: lavare con l'acqua corrente, magari bella calda, intingendo frequentemente la spugnetta nel detersivo, per poi risciacquare ancora con l'acqua bollente, è un modo per sprecare senz'altro di più. Del tutto diversi i consumi se si immergono subito i piatti in una bacinella, usando la giusta dose di detersivo, senz'altro meno aggressivo e inquinante di quelli per lavastoviglie, e risciacquando rapidamente con acqua fredda o tiepida. Se si seguono questi semplici accorgimenti e non si è una famiglia numerosa che cucini spesso, vale la pena fare a meno della lavastoviglie e continuare a lavare a mano.
La durezza dell'acquaLa lavastoviglie è in genere dotata di un dispositivo, detto “addolcitore”, grazie al quale viene ridotta la “durezza” dell'acqua ed evitata così la formazione di calcare che, depositandosi sulle resistenze elettriche e sulle parti meccaniche, provocherebbe un aumento dei consumi e un rapido deterioramento della macchina. Le moderne lavastoviglie segnalano poi la necessità di aggiungere sali nell'addolcitore: si tratta in genere di prodotti inquinanti, che si possono sostituire con normale sale grosso da cucina.
Da notare che più l'acqua del rubinetto è dura (ricca di sali), più il lavaggio risulta poco soddisfacente e le stoviglie opache. E' importante quindi conoscere il
grado di durezza dell'acqua. La bolletta del Comune riporta i dati aggiornati delle analisi, ma in alternativa anche sul sito Internet di Assocasa (associazione delle imprese di prodotti e servizi di pulizia) è pubblicato il grado di durezza dell'acqua di quasi tutti i Comuni italiani.
DetergentiI detersivi
per lavastoviglie contengono cloro, soda, fosfati, citrati, silicati e molti riempitivi salini. Devono rimuovere a fondo i colori intensi dei cibi, ma la combinazione di detersivo fortemente alcalino e di brillantanti acidi finisce per sbiadire anche i colori delle porcellane e per opacizzare i bicchieri. Come per le lavatrici più moderne, un risciacquo parsimonioso d'acqua rende sempre più difficile rimuovere per bene i detersivi. Vale quindi la pena
usarne il meno possibile, dimezzando la dose per lavatrici recenti e per lavaggi rapidi.
Occhio alle cattive abitudiniErrori e cattive abitudini penalizzano i consumi anche nel caso della lavastoviglie. Come ad esempio l'abitudine di “prelavare” sotto un getto di acqua calda corrente piatti e pentole prima di inserirle nella macchina. Così facendo, il tempo, l'energia e l'inquinamento del lavaggio a mano si sommano a quelli prodotti dal lavaggio con la macchina. L'operazione, indispensabile, invece da svolgere prima di caricare si definisce in gergo tecnico “raschiamento” del residuo di cibo e si compie a mano o con una spazzola morbida, anche a secco subito dopo il pranzo. Finito il ciclo, è consigliabile lasciare aperto lo sportello per facilitare l'asciugatura ed evitare la formazione di cattivi odori.