Decisi all'acquisto. Se proprio ci si accorge che le possibilità che abbiamo descritto nella
scheda sul raffrescamento dell'abitazione non sono praticabili, se si è davvero convinti di accendere il condizionatore solo qualche giorno all'anno, allora può valere la pena acquistare un comune modello costituito da due unità separate, una interna e una esterna, normalmente appesa o appoggiata sul balcone. Occhio, però, a quando affrontare la spesa: l'acquisto dell'ultimo minuto è il peggiore. Si sceglie l'impianto che c'è e che si può installare prima, che in genere è il più sprecone. Al condizionatore estivo vale la pena pensarci quando nevica, così come i lavori sulla caldaia vanno intrapresi in primavera.
Quale comprare. Il condizionatore più adatto per le nostre esigenze deve essere prima di tutto idoneo al locale in cui verrà applicato. Si può scegliere tra un
impianto fisso, costituito da un’unità esterna collegata ad una o più unità interne (monosplit o multisplit), e un
apparecchio portatile, solitamente meno potente, ma facile da spostare e da installare senza l’aiuto di tecnici. Teniamo presente che rispetto ai portatili, gli impianti fissi a parità di freddo ceduto all'ambiente consumano meno e sono meno rumorosi: in genere, una macchina split di classe energetica D è più efficiente di una portatile di classe A.
Per ottimizzare l’acquisto e scegliere il climatizzatore più adatto è fondamentale saper valutare la
potenza effettivamente necessaria per l’ambiente in cui verrà utilizzato. La potenza non è solo correlata alle dimensioni del locale, ma anche all'esposizione dell'edificio, al livello di isolamento dei muri e del tetto, alla presenza di apparecchiature: un impianto sovra o sottodimensionato può creare problemi di eccessiva o insufficiente potenza e di inefficace deumidificazione.
Normalmente un installatore esperto è in grado di valutare oltre la necessità anche la miglior e tecnologia e la relativa spesa di acquisto e installazione. In molte località ed edifici ben costruiti, potrebbe essere interessante l'installazione di
pompe di calore (le migliori
aria – acqua)che, oltre a rinfrescare nei periodi estivi, possono riscaldare durante le stagioni intermedie.
Respirare meglio. In fase di acquisto, è opportuno considerare anche il
sistema di filtraggio che oggi in molti apparecchi può essere molto evoluto: l'aria, infatti, viene reimmessa nell'ambiente sia raffrescata che purificata da batteri, pollini e acari della polvere (la quantità d'aria che un climatizzatore può trattare, espressa in metri cubi/ora, indica quante volte l'aria presente nella stanza viene pulita e deumidificata).
Inquinare meno. I vecchi condizionatori utilizzavano
gas refrigeranti - CFC (clorofluorocarburi, oggi vietato) e HCFC (idroclorofluorocarburi, definitivamente al bando anche sui vecchi impianti dal 2015) -, responsabili della riduzione dello strato di ozono (il famoso “buco”) e dell’aumento dell’effetto serra: se dovete smaltire vecchi impianti, consegnatelo alla piattaforma comunale o alla società incaricata dal Comune, preavvisandoli del rischio. Oggi, nei nuovi impianti, vengono usati gli HFC (idrofluorocarburi), privi di cloro e innocui per l’ambiente: tra questi, l’ R407c è tra i più diffusi e presenta buone prestazioni.
Evitare sprechi. Al momento dell'acquisto
verifichiamo la presenza o meno dell'
inverter. Si tratta di una tecnologia che adatta il regime di funzionamento del compressore alla temperatura reale della stanza: più freddo serve (stanza con finestre socchiuse e tante persone dentro) più va forte, meno ne serve (stanza chiusa con due persone) più va piano. La tecnologia inverter, grazie alla variazione di potenza elettrica assorbita dal compressore, elimina i continui “attacca e stacca” del motore garantendo così,
su otto ore di funzionamento continuo, un risparmio di energia elettrica del 30%. Inoltre, calibrando l'emissione del freddo o del caldo sulla base della necessità dell'ambiente, stabilizza la temperatura che varia in questo modo solo di 0,5°C intorno a quella impostata, contro i circa ±2°C dei classici condizionatori on/off.
Anche il funzionamento è un altro aspetto da non trascurare. Meglio preferire un condizionatore con funzionamento
in corrente continua (DC) invece che in corrente alternata (AC): è più silenzioso e soprattutto riduce gli sprechi energetici.
I migliori della classe. Da una scelta appropriata del modello del climatizzatore guadagna sia il nostro portafoglio che l'ambiente: il consumo medio di un condizionatore può raggiungere i 500 kWh anno, pari ad una spesa di circa 80 euro. Anche in questo caso l’etichetta energetica (introdotta nel 2003 per i condizionatori) può aiutarci in fase d'acquisto: la classe A corrisponde a migliori prestazioni e consumi più contenuti.
Una classifica dei migliori condizionatori in vendita sul nostro mercato è stata stilata quest'anno da Legambiente in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Ambiente Italia, prendendo in esame oltre 360 modelli tra portatili, fissi mono e multisplit con pompa di calore aria-aria, tutti rigorosamente di classe A. Il modello più efficiente è un monosplit della Toshiba con un consumo medio di 177 kWh anno e i primi quattro della classifica, sempre a marchio Toshiba con l'unica eccezione di un modello Mitsubishi, sono comunque sotto i 250 kWh anno (
vedi la sezione EcoTopTen del nostro sito).
Una volta scelto il condizionatore che fa per voi, prestate attenzione al suo
utilizzo: l'impianto serve per creare artificialmente condizioni di umidità e di temperatura di benessere. Per “stare bene”, il tasso di umidità relativa, principale responsabile del senso di disagio che si avverte durante le giornate afose, deve oscillare tra il 40-60% e la temperatura interna non dovrebbe oltrepassare i 27°C di giorno e i 23° C di notte, più in generale, non superare mai un salto termico di 7°C tra temperatura interna ed esterna.
Usare il condizionatore male non causa perdite solo per il portafoglio e per l'ambiente, ma rischia di danneggiare anche la salute (raffreddori, colpi di freddo, dolori, choc).