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Elettrodomestici
ELETTRICITA': quanto spreco per un po' d'acqua calda
Introduzione  Su
Gli scienziati la considerano una “strage termodinamica”: si tratta dell'uso dell'elettricità per riscaldare gli ambienti o l'acqua di poche decine di gradi. L'elettricità è la forma di energia più sofisticata, versatile e pregiata che abbiamo imparato ad usare appena 100 anni fa, mentre il calore, il fuoco e l'acqua calda i nostri antenati li sapevano produrre da almeno 300 mila anni. Il riscaldamento elettrico è – sostengono - come "ammazzare una mosca con un cannone" oppure "usare l'acqua distillata per lavare per terra". Perché?
Quando ci laviamo le mani sotto l'acqua calda, riscaldata con uno scaldabagno elettrico, usiamo acqua a 30-35 gradi. Ma la gran parte dell'elettricità è stata prodotta in centrali termoelettriche, che bruciano petrolio o gas a migliaia di gradi centigradi e che, con un rendimento decisamente basso (mediamente 40%), trasformano il calore in energia elettrica. Questa a sua volta per arrivare a casa nostra, deve scontare le perdite di rete (6-10%). Lo scaldabagno, infine, disperde calore durante le ore di inutilizzo, è a sua volta poco efficiente anche a causa delle incrostazioni... Conclusione: il rendimento complessivo e' bassissimo, anche del 10%.
E' molto meglio bruciare il combustibile (metano) a casa nostra per riscaldare l'acqua direttamente. Il rendimento di una normale caldaia a metano si aggira intorno all'80%, mentre quelle a condensazione (per le basse temperature) arrivano vicine al 100%. Pertanto, rispetto allo scaldabagno elettrico, uno a gas consente di risparmiare due terzi dell'energia primaria impiegata a monte per fornirci lo stesso identico servizio!
Per rendersi conto della rilevanza dello spreco, si consideri che in Italia ci sono 8 milioni di scaldabagni elettrici (Libro Bianco Europeo sull'energia) e che, normalmente, metà della bolletta elettrica domestica serve a pagare il riscaldamento dell'acqua.
Ecco perché si consiglia di bandire, ove possibile, gli elettrodomestici "elettrotermici", ovvero tutti quei dispositivi che trasformano l'energia elettrica in calore come:

  • le stufette elettriche e i termoventilatori elettrici,
  • gli scaldabagni elettrici,
  • le cucine elettriche,
  • tutti i dispositivi che scaldano l'acqua.

La nostra condanna del riscaldamento elettrico vale anche per le lavatrici e le lavastoviglie, che usano la maggior parte dell'energia elettrica per riscaldare l'acqua di lavaggio, mentre la rotazione del cestello (nella lavatrice) o la pompa di circolazione (della lavastoviglie) consumano relativamente poca energia. I modelli di lavatrici e lavastoviglie venduti nel Nord Europa o negli USA (anche di fabbricanti italiani) sono per questa ragione dotati di un miscelatore con due prese d'acqua, una per l'acqua fredda e l'altra per l'acqua calda proveniente da un impianto esterno (meglio se da un impianto solare, oppure dallo scaldabagno a gas o dalla centrale termica di caseggiato o di quartiere). Gli stessi modelli possono essere importati anche in Italia, chiedendo, nelle case di nuova costruzione o approfittando di lavori di ristrutturazione per installare la doppia tubazione a muro.

Diverso è invece il caso delle pompe di calore. Si tratta di apparecchi che funzionano come un frigorifero all'incontrario: usano l'energia elettrica per raffreddare l'aria esterna e riscaldare quella interna in inverno e viceversa in estate. L'efficienza di queste apparecchiature riesce a generare energia termica pari anche a tre volte l'energia elettrica impiegata.
Le pompe di calore rappresenterebbero quindi la soluzione perfetta in abbinamento con pannelli elettrosolari (fotovoltaici) o con qualsiasi altra fonte rinnovabile.
Cosa fare  Su
  • Sostituire il riscaldamento con stufe elettriche e lo scaldabagno elettrico con uno a gas. Costo indicativo: 1.000 euro per lo scaldabagno, 2 mila euro per una caldaia a metano (3 mila se a condensazione), più un costo variabile per l'impianto di riscaldamento per eventuali problemi di collegamento alla canna fumaria.
  • Sostituire lo scaldabagno con 5 m2 di pannelli solari dotati di un serbatoio di accumulo da 400 litri per l'acqua sanitaria (in caso di famiglia numerosa). Costo indicativo: 5 mila euro, compresa l’installazione, la manodopera e l'IVA.
  • Prevedere un doppio attacco dell'acqua per la lavatrice e la lavastoviglie, per riscaldare direttamente da una caldaia a gas o da pannelli solari: per ogni lavaggio si viene così a spendere circa un terzo di quanto si spenderebbe usando la resistenza elettrica. Costo indicativo: 200 – 250 euro per i lavori di muratura; costo da 350 euro per lavatrice con doppio attacco.
INTERVENTO DIFFICOLTA'
CONVENIENZA
1) Sostituire riscaldamento elettrico con caldaia a gas
Complesso
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2) Sostituire elettro scaldabagno con 3 o 5 m2 di pannelli solari
Complesso
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3) Doppio attacco dell'acqua lavatrice
Complesso
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Agevolazioni e contributi  Su
  • Per i collettori solari sono valide le agevolazioni previste nella Finanziaria: detrazione fiscale del 55% della spesa sostenuta fra il 2007 e il 2010 e lo sconto sull'IVA, fissata al 10% (vedi scheda relativa)
  • Saltuarie campagne di contributi ministeriali e regionali per i pannelli solari termici.
  • Se la campagna di risparmio energetico e dell'acqua è svolta in collaborazione con una società che partecipa all'investimento, questa può concorrere all'acquisizione di “Titoli d'Efficienza Energetica” previsti nelle nuove leggi sul mercato dell'elettricità e del gas.
Per saperne di più  Su
Ultimo aggiornamento: gennaio 2009

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