Con una diffusione del 79%, è il terzo elettrodomestico più diffuso nelle case italiane, dopo frigorifero e televisione. Il consumo complessivo dovuto alle lavatrici in Italia supera i sette miliardi di kWh e costa, mediamente, dai 200 ai 300 euro tra energia e detersivo all'anno.
Con un uso corretto è possibile ridurre in maniera consistente i consumi di acqua, detersivo ed elettricità, allungare la vita del nostro elettrodomestico e salvaguardare l'ambiente.
I modelli più vecchi sono più “spreconi” rispetto a quelli di nuova generazione ad alta efficienza energetica che consentono un risparmio medio di 40 kWh/anno. Le lavabiancherie dell'ultima generazione, infatti, sono dotate di programmi e funzioni capaci di adattare il ciclo di lavaggio al tipo di carico, di tessuto e al livello di sporco, consumano meno energia, meno acqua e inquinano molto meno dei vecchi modelli. Grazie ad una direttiva europea, anche sulle lavatrici troviamo l'etichetta energetica (
vedi scheda relativa) sulla quale sono riportate, oltre alla
classe di efficienza energetica (la migliore è la classe A), anche la
classe di efficienza del lavaggio (classe AA, di fondamentale importanza per il consumo di acqua) e la
classe di efficienza della centrifugazione (classe AAA).
Ma come funziona una lavatrice standard? Nel lavaggio tradizionale, si utilizza la tecnica dell'ammollo: dopo aver riscaldato l'acqua con una resistenza interna fino alla temperatura impostata, la biancheria viene immersa in una soluzione di acqua e detersivo. Grazie al movimento rotatorio del cestello, viene eliminato lo sporco. Per diminuire i consumi, le lavatrici procedono al filtraggio e al riutilizzo dell'acqua del primo lavaggio risparmiando così sull'energia utilizzata per il suo riscaldamento.
Oltre all'ammollo, oggi molte lavatrici utilizzano il lavaggio “a pioggia” in cui l'acqua mista a detersivo, viene spruzzata direttamente sui capi ottenendo migliori risultati, con minori consumi di acqua e detersivi.
Risparmi consistenti vengono anche raggiunti diminuendo le temperature: lavare a 90° è sempre inutile, se non ci si trova nel reparto infettivi di un ospedale e comporta, oltre al deterioramento dei capi, un consumo elettrico 5 volte maggiore di un ciclo a 60 gradi. Quaranta o sessanta gradi sono più che sufficienti per rendere efficaci gli attuali detersivi. Ricordarsi poi di pulire frequentemente il filtro: se incrostato ostacola lo scarico dell'acqua.
Si può fare anche di meglio:
si possono più che dimezzare i consumi elettrici con il doppio rubinetto dell'acqua, che consente di alimentare la lavatrice con acqua già riscaldata da una caldaia a gas metano o, ancor meglio, da pannelli solari.
Due le difficoltà in Italia ad una simile soluzione: 1) esistono e si costruiscono da sempre lavatrici che hanno il doppio ingresso dell’alimentazione idrica, uno per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda, ma sul mercato italiano sono commercalizzate con una entrata sola 2) le abitazioni non sono predisposte con il rubinetto dell'acqua calda e per aggiungerlo sono necessari costosi lavori di muratura. Chi volesse acquistare una lavatrice con doppio attacco deve accontentarsi di scegliere tra soli nove modelli in vendita in Italia (poco, ma sempre meglio rispetto a qualche anno fa!): LG (WFT8501 da 8 Kg e WFT11C65EF da 10 Kg per comunità), REX (RWFH12280W Sunny da 9 kg), Miele (W3841WPS Allwater da 6 kg), Bosch (WAE244HOIT da 7 kg), Whirlpool (AWOE9129ECO da 9 kg), Candy (GO 1272D da 7 kg), Teka (LI1060S da 6 kg) e presto anche la nuova lavatrice della San Giorgio (SGFA91279 da 7 kg). Non tutti i modelli sono facili da reperire in negozio e per alcuni prepariamoci a spendere cifre anche considerevoli. Volete risparmiare? Un'alternativa più parsimoniosa c'è: collegare i tubi dell'acqua calda e fredda ad un miscelatore con termostato (quelli della doccia) e poi allacciarlo al tubo di alimentazione della lavatrice. In questo modo siete sicuri (se vi ricordate di regolare il rubinetto!) di non superare mai la temperatura a cui volete lavare i capi delicati.
Infine, la soluzione più coraggiosa: se si raggiunge l'accordo di un numero sufficiente di condomini, si possono installare una o più lavatrici condominiali, più robuste, economiche e funzionali, acquistando inoltre altre apparecchiature di servizio (come addolcitori per l'acqua, che consentono di evitare di inquinare con prodotti anti-calcare). Per farsi un'idea, basta cercare su un motore di ricerca “lavatrici a gettone”.