Con una diffusione del 79%, è il terzo elettrodomestico più diffuso nelle case italiane, dopo frigorifero e televisione. Il consumo complessivo dovuto alle lavatrici in Italia supera i sette miliardi di kWh e costa, mediamente, dai 200 ai 300 euro tra energia e detersivo all'anno.
Con un uso corretto è possibile ridurre in maniera consistente i consumi di acqua, detersivo ed elettricità, allungare la vita del nostro elettrodomestico e salvaguardare l'ambiente.
Lavatrici efficientiLe lavatrici di ultima generazione hanno raggiunto un'elevata efficienza: sono dotate di programmi e funzioni capaci di adattare il ciclo di lavaggio al tipo di carico, di tessuto e al livello di sporco, consumano meno energia, meno acqua e inquinano molto meno dei vecchi modelli.
In caso di sostituzione, un aiuto indispensabile per un buon acquisto viene offerto dall'
etichetta energetica (
vedi scheda relativa), obbligatoria dal 1999 anche sulle lavatrici. Sull'etichetta troveremo riportate oltre alla
classe di efficienza energetica (la migliore è la classe A), anche la
classe di efficienza del lavaggio (classe AA, di fondamentale importanza per il consumo di acqua) e la
classe di efficienza dell'asciugatura (classe AAA, inutile però spingersi sulla tripla A se si possono asciugare i panni all'aria aperta o sullo stendino di casa). Al fine di incentivare l'efficienza e il risparmio, dal 1° gennaio 2010 gli elettrodomestici di classe energetica inferiore alla A non sono più ammessi alla vendita.
Le migliori della classeAnche tra lavatrici che hanno raggiunto la classe A ci sono differenze nei consumi e quindi modelli più o meno efficienti. Analizzando un campione di oltre 200 lavatrici di classe AAA e AAB, Legambiente ha stilato quest'anno la classifica dei modelli più risparmiosi sotto il profilo dei consumi idrici ed elettrici in vendita sul mercato italiano. Al primo posto, a pari merito, cinque prodotti di tre marchi diversi: Bosch, Siemens (entrambe del gruppo BSH) e Hoover di Candy Hoover Group, molto simili nelle performance ambientali. Rispetto ai vecchi modelli più spreconi, consentono un risparmio medio di circa 50 kWh/anno (per la graduatoria generale,
vedi la sezione EcoTopTen del nostro sito).
Come funziona una lavatrice standardNel lavaggio tradizionale, i capi vengono lavati con la tecnica dell'ammollo: dopo aver riscaldato l'acqua con una resistenza interna fino alla temperatura impostata, la biancheria viene immersa in una soluzione di acqua e detersivo. Grazie al movimento rotatorio del cestello, viene eliminato lo sporco. Generalmente, per diminuire i consumi, le lavatrici procedono al filtraggio e al riutilizzo dell'acqua del primo lavaggio risparmiando così sull'energia utilizzata per il suo riscaldamento.
Oltre all'ammollo, oggi molti modelli utilizzano il lavaggio “a pioggia”: l'acqua, mista al detersivo, viene spruzzata direttamente sui capi ottenendo così migliori risultati, con minori consumi di acqua e detersivi.
Sul bucato giocano carico e programmaI consumi dichiarati dalle etichette energetiche delle lavatrici indicano il consumo di energia riferito al ciclo normale del cotone a 60°. Ma non bisogna dimenticare che questi sono dati misurati in laboratorio, in condizioni precise e costanti e che i valori reali dipendono dal modo in cui l’apparecchio viene usato.
Risparmi consistenti vengono prima di tutto raggiunti diminuendo le
temperature: lavare a 90° è sempre inutile, se non ci si trova nel reparto infettivi di un ospedale e comporta, oltre al deterioramento dei capi, un consumo elettrico anche 5 volte maggiore rispetto a un ciclo a temperature inferiori. Quaranta o sessanta gradi sono più che sufficienti per rendere efficaci gli attuali detersivi.
Ricordarsi poi di
pulire frequentemente il filtro (ogni 2-3 mesi con acqua calda e aceto): se incrostato dal calcare, ostacola lo scarico dell'acqua.
Doppio attacco per risparmiare
Il consumo elettrico della lavatrice è dovuto principalmente al riscaldamento dell'acqua e solo una piccola percentuale viene impiegata per le altre funzioni. A parità di prestazioni, i
consumi elettrici possono essere
più che dimezzati con il doppio rubinetto dell'acqua, che consente di alimentare la lavatrice con acqua già riscaldata da una caldaia a gas metano o, ancor meglio, da pannelli solari (attraverso un miscelatore), eliminando così la fase di riscaldamento elettrico che, oltre a farci consumare, allunga anche i tempi di lavaggio.
Due, però, le difficoltà in Italia ad una simile soluzione: 1) esistono e si costruiscono da sempre lavatrici che hanno il doppio ingresso dell’alimentazione idrica, uno per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda, ma sul mercato italiano sono commercalizzate con una entrata sola 2) le abitazioni non sono predisposte con il rubinetto dell'acqua calda e per aggiungerlo sono necessari costosi lavori di muratura.
Chi volesse acquistare una lavatrice con doppio attacco deve accontentarsi di scegliere tra
soli dodici modelli in vendita in Italia (poco, ma sempre meglio rispetto a qualche anno fa!): LG (WFT8501 da 8 Kg e WFT11C65EF da 10 Kg per comunità), REX (RWFH12280W Sunny da 9 kg), Miele (W5841 WPS Allwater EcoComfort da 7 kg), Bosch (WAE244H1IT da 7 kg), Whirlpool (AWOE9129ECO da 9 kg), Candy (GO 1272D da 7 kg), Hoover (VHD 8144DHC da 8 kg), Teka (LI 1060S e LSE 1200S da 6 kg) e San Giorgio (SGFA91279 da 7 kg).
Non tutti i modelli sono facili da reperire in negozio e per alcuni prepariamoci a spendere cifre anche considerevoli.
In alternativa, se non vogliamo cambiare l'elettrodomestico, si possono ottenere gli stessi risultati con poca spesa collegando la lavatrice di casa all'impianto d'acqua fredda e calda dei sanitari attraverso uno speciale dipositivo elettronico. In questo modo, una normale lavatrice funzionerà a tutti gli effetti come una lavatrice a doppio ingresso. In Italia questo dispositivo viene prodotto dalla
Save.El.En.
Acquisto condiviso
E' la soluzione più coraggiosa: se si raggiunge l'accordo di un numero sufficiente di condomini, si possono installare una o più lavatrici condominiali, più robuste, economiche e funzionali, acquistando inoltre altre apparecchiature di servizio (come addolcitori per l'acqua, che consentono di evitare di inquinare con prodotti anti-calcare). Per farsi un'idea, basta cercare su un motore di ricerca “lavatrici a gettone”.