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Mobilità
ADULTI: senz'auto si vive meglio
Introduzione  Su

Auto, quanto mi costi. L'automobile è, per il singolo come per la famiglia, la seconda voce di spesa dopo l'abitazione, sia per l'acquisto che per il combustibile e il mantenimento.
L'annuale rapporto Aci-Censis "Automobile 2009" evidenzia come dal gennaio scorso (2009) gli italiani abbiano percorso una media di 600 chilometri in meno rispetto all'anno precedente. Complici caro greggio e crisi economica, la macchina resta di più in garage.
Ma anche se la si tiene ferma a bordo marciapiede, mantenere un'automobile costa molto: non meno di 3 mila euro all'anno, garage e meccanico esclusi. I primi 5 mila chilometri fanno salire la spesa di altri mille euro (tra combustibile, manutenzione e ricambi). E siamo già a più di 4 mila, poco meno di un euro a chilometro. Crescendo l'uso, il costo a chilometro si riduce ma la spesa complessiva aumenta.
Insomma, per chi viaggia poco, l'auto rischia davvero di essere una spesa notevole e, soprattutto, un fastidio (burocrazia, meccanici).
Liberi di fare un po' di conti: presso il sito dell'Aci potete calcolare il costo medio annuo di gestione di un auto in funzione del suo valore e dei chilometri percorsi.

Car sharing. Valida all'alternativa all'uso dell'auto di proprietà, il car sharing (servizio di auto in condivisione senza vincolo di possesso) si fonda sulla possibilità di permettere a più utenti di utilizzare autonomamente in periodi diversi la stessa autovettura, previa prenotazione, senza dover pagare i costi di manutenzione, assicurazione e rifornimento, ma solo il reale utilizzo (ore + km).
Se siete tra coloro che utilizzano l'auto saltuariamente e soprattutto in città e non percorrete più di 10 mila chilometri l'anno, il car sharing può permettervi di risparmiare il 30% all'anno rispetto ai costi legati ad un'auto propria.
All'occasione anche il taxi può essere un'alternativa valida: una corsa di 15 minuti costa circa 12 euro. 50 corse in taxi all'anno (1 alla settimana) costano 600 euro.

Mezzi pubblici. Abbonarsi annualmente o mensilmente al trasporto pubblico conviene: nelle maggiori realtà urbane italiane (Milano, Roma, Torino e Napoli) i mezzi pubblici sono una valida alternativa all'auto.
Se, ad esempio, ritenete di viaggiare meno di 10 mila chilometri con una spesa prevista di 4.500 euro e abitate vicino ad una fermata di mezzi pubblici che vi può portare tutti i giorni sul lavoro, l'abbonamento annuale ai mezzi pubblici è la soluzione che fa per voi: costerà tra i 200 (Roma e Napoli) e i 400 euro (Milano e abbonamenti integrati per l'hinterland).
Nelle città medio-piccole dove spesso il trasporto pubblico è carente, consigliamo di raggiungere le principali fermate (stazioni ferroviarie, capolinea della metropolitana) con mezzi propri sostenibili, in primis la bicicletta, il mezzo più economico e veloce per spostarsi sulle brevi tratte.

Bicicletta.
E' la soluzione ideale per gli spostamenti urbani. A Ferrara, ad esempio, grazie a posteggi e piste ciclabili, il 31% degli spostamenti cittadini avvengono in bicicletta, quanto in Olanda. Il modello non è dunque da cercare lontano. L'uso della bicicletta dovrebbe essere più facile nelle piccole e medie città, dove gli spostamenti sono mediamente inferiori ai 3 chilometri. Per i tratti più lunghi e nelle città più popolate, si fa invece sentire la mancanza di piste ciclabili (in Germania la rete nazionale è di 35.000 chilometri, in Italia poco più di mille).

Soluzioni on demand. L’integrazione funzionale tra sistemi di trasporto può essere uno dei modelli più idonei per sfruttare i vantaggi e le vocazioni di ciascuna tipologia di mezzo (l’auto per i tragitti più esterni e i mezzi pubblici per penetrare all’interno dell’area urbana) e dunque per incentivare nuovi comportamenti di viaggio che aiutino a contenere l’uso del mezzo privato in città.
Il futuro è negli interscambi: da casa esco in auto, la lascio nel parcheggio di interscambio presso la stazione ferroviaria, prendo il treno per arrivare in città, interscambio con la metropolitana ed infine prendo la bici del bike-sharing per arrivare in ufficio.
All'estero tali indirizzi si sono variamente concretizzati in prime soluzioni organizzative riguardanti i parcheggi di raccolta, in biglietti unici integrati per viaggiare su tutti i mezzi di trasporto, in misure promozionali di semplificazione tariffaria.

Cosa fare  Su
  • Abbonatevi ai mezzi pubblici, particolarmente interessanti i pacchetti integrati. L'abbonamento annuale varia tra i 200 e i 400 euro all'anno.
  • Associatevi ad un servizio di car sharing se abitate o vi recate spesso in una delle città dove è presente. Abbonarsi costa in genere 100-200 euro all'anno.
  • Usate la bicicletta, ideale per gli spostamenti urbani.
  • In mancanza di alternative, usate i taxi.
INTERVENTO TEMPO
 COSTOVANTAGGIO
1) Abbonarsi al trasporto pubblico
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2) Associarsi al car sharing
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3) Usare la bicicletta
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4) Usare i taxi
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Agevolazioni e contributi  Su
  • detrazione IRPEF del 19% dell’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le spese sostenute nell’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale ed interregionale, per un importo non superiore a 250 euro (con un risparmio d’imposta fino a 47,50 euro).
Per saperne di più  Su
  • www.aci.it, sul sito dell'Automobile Club d'Italia, un utile programma di calcolo semplificato sui costi annuali di utilizzo dei diversi modelli di veicoli;
  • www.centralemobilita.it, il sito della prima Centrale di Mobilità italiana, offre informazioni e suggerimenti sulla mobilità sostenibile ed incentiva un utilizzo integrato del treno, del trasporto pubblico e di tutti gli altri mezzi di spostamento;

  • www.unicocampania.it, il portale del sistema di trasporto integrato e multimodale campano.
Ultimo aggiornamento: luglio 2010

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