Per produrre, assemblare, distribuire qualsiasi tipo di bene materiale si deve consumare energia, risorse naturali, acqua e aria pulita. Per questa ragione la limitazione di qualsiasi tipo di spreco, oltre ad essere desiderabile di per sé, si traduce anche in un risparmio di risorse naturali. Persino nella progettazione di nuovi beni si sta tornando a prendere in esame la possibilità di riparazione o di sostituzione delle sole parti soggette ad usura. Contemporaneamente si stanno diffondendo anche nei paesi industrializzati sistemi e servizi di prestito di vicinato, noleggio, assistenza, uso condiviso di macchine (autoveicoli, lavatrici, cucine...), luoghi di scambio o baratto, anche senza transazione di denaro. Due esempi: l'area “
Cose in .. comune” attrezzata dal Comune di Colle Val d'Elsa o la
Festa del Riuso organizzata dal Comune di Riva del Garda e l'iniziativa “
Sbroia e disfescia” organizzata a Seveso dal locale Circolo di Legambiente. Iniziative e esperienze che si incontreranno sempre più in futuro.
Gran parte dei rifiuti che generiamo è costituito da imballaggi. Prima ancora di doverli riciclare, vale la pena cercare di non comprarli nemmeno! Come? Ecco alcune scelte da preferire appena possibile:
- acquistare frutta e verdura fresca sfusa;
- bere l'acqua di rubinetto, invece di quella in bottiglia;
- evitare il superimballaggio delle porzioni monodose, scegliendo il formato famiglia;
- preferire i prodotti confezionati in imballaggi riciclati o facilmente riciclabili, come quelli mono-materiale;
- informarsi presso i negozi se fanno il "vuoto a rendere";
- laddove possibile, scegliere detersivi e detergenti alla spina per riutilizzare lo stesso contenitore.
Si pensa comunemente che per recuperare energia dai rifiuti si debbano costruire inceneritori. Ma si dimentica che negli oggetti è incorporata anche l'energia che è stata impiegata per estrarre le materie prime, lavorarle, trasformarle in prodotti, trasportarle e, infine, venderle ai consumatori. Per questa ragione si risparmia molta più energia riciclando i materiali di quanta se ne può ricavare bruciandoli in un forno inceneritore. Il riutilizzo è spesso conveniente ad una condizione: che la selezione, la separazione da tutti gli altri rifiuti, sia effettuata a monte, nelle nostre case. E' noto che in Italia si ricicli poco. Vero in parte: molti Comuni, anche campani, vantano risultati eccellenti, come dimostrano i dati della Premiazioni Comuni Ricicloni di Legambiente.
Già oggi in Italia si avviano a riciclo (nelle nostre abitazioni e nell'industria) circa 50 milioni di tonnellate di materiali che, al netto degli scarti e dell'esportazione, diventano quasi 33 milioni di tonnellate di materiali di nuovo impiego. Un recente studio (
Il riciclo ecoefficiente, condotto dall'Istituto Ambiente Italia per conto del Conai) ha dimostrato che in questo modo si risparmiano 15/18 milioni di tonnellate di petrolio, pari all'8% del totale dei consumi nazionali! Ecco in tabella il contributo di risparmio energetico dei vari materiali.
Tabella: materiali riciclati e introdotti nel mercato in Italia e risparmio energetico conseguente nel biennio 2003-2004 (da Conai – Ambiente Italia). Materie | Riciclo interno (milioni tonnellate) | Energia risparmiata (tonnellate petrolio) |
Vetro | 1.568 | 104.975 |
Alluminio | 804 | 4.137.120 |
Acciaio | 19.162 | 8.597.404 |
Carta e cartone | 5.472 | 2.371.274 |
Plastiche | 721 | 461.535 |
Oli lubrificanti | 157 | 149.656 |
Tessili | 100 | 128.977 |
Pneumatici | 78 | 505.147 |
Altri | 4.481 | 93.531 |
Non solo. Con il riciclaggio si evita di emettere in atmosfera 61 milioni di tonnellate di CO2, principale gas ad effetto serra. Se in Italia il riciclo crescesse, anche solo del 10% (e basterebbe allo scopo che nelle nostre case differenziassimo un terzo dei rifiuti, come si fa già in Veneto, Lombardia e Piemonte), contribuiremmo nella misura del 12% agli obiettivi nazionali di riduzione dei gas che alterano il clima sulla terra, come concordato internazionalmente dall'Unione Europea. Legambiente ha messo a punto un esempio di impegno che ciascun cittadino può sottoscrivere per ottemperare al raggiungimento del 40% di riciclaggio e riduzione dei rifiuti previsto oggi dalla legge (50% nel 2009 e 60% nel 2011). E' interessante osservare che si possono facilmente risparmiare in un anno 200 chili a testa di materiali, ma anche altrettanti di CO2 equivalenti di gas climalteranti. Vale la pena informarsi, partecipare alle raccolte differenziate organizzate dai Comuni e richiedere l'estensione dei servizi di riciclaggio. Molti Comuni sono riusciti a non aumentare o persino a ridurre i costi proprio grazie ad elevati livelli di efficienza nella raccolta differenziata.