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Casa clima
RISCALDAMENTO: le pompe di calore
Introduzione  Su
Una pompa di calore è un dispositivo che estrae energia termica da una sorgente a bassa temperatura e la rende disponibile, sempre sotto forma di energia termica, ad una temperatura più alta. Insomma è una macchina concettualmente simile ai frigoriferi o ai condizionatori, ma che svolge la funzione opposta: invece di generare freddo ed espellere calore di scarto, le pompe di calore generano caldo e raffreddano l'ambiente esterno.
Il rendimento di simile macchine si misura come rapporto tra l'energia (in genere elettrica) consumata per il funzionamento e l'energia termica (riscaldamento) portata all'interno degli ambienti da riscaldare. In inglese questo rendimento si definisce coefficient of performance, da cui la sigla tecnica “c.o.p.”. Ebbene il rendimento, cop, di un buon impianto di pompa di calore raggiunge e supera il valore di 3: se la macchina consuma 1 chilowattora di elettricità, apporta almeno 3 chilowattora di calore nei locali abitati. Per questa ragione viene considerata una tecnologia di grande interesse, da almeno una cinquantina d'anni.
Come mai una tecnologia in grado di triplicare il rendimento dei sistemi di riscaldamento non si è diffusa in tutte le abitazioni? Essenzialmente per due ragioni: il costo più elevato rispetto alle caldaie tradizionali e la maggior complessità nella progettazione dell'impianto di riscaldamento. Il costo è ormai di poco superiore e pienamente recuperabile in pochi anni grazie agli elevati risparmi sui combustibili (gasolio o metano) usati per il riscaldamento. Rimane una maggior complessità nella progettazione. Vediamone le ragioni, rispondendo all'interrogativo: a chi conviene e come conviene applicare il riscaldamento con pompe di calore?
Piccoli impianti aria – aria. E' il caso dell'85% delle pompe di calore vendute in Italia, è l'impianto più semplice, relativamente meno costoso e che consente di essere facilmente installato in uno o più locali di normali abitazioni. Si tratta essenzialmente di un condizionatore d'aria reversibile, in genere modello split, appena più costoso e, in genere, più efficiente, in grado di raffrescare l'aria dell'abitazione in estate e svolgere la funzione di pompa di calore ai primi freddi e in primavera. Consistono in uno o più apparecchi posti all'esterno dell'abitazione, con uno scambiatore di calore e un compressore, collegati a dispositivi interni dotati di scambiatori di calore in grado di trasferire all'aria di casa calorie in inverno e “frigorie” in estate. In genere viene installato come integrazione dell'impianto convenzionale di riscaldamento per tutti coloro che decidono di installare il condizionamento dell'aria (vedi scheda) con un sovra costo di installazione assai contenuto. Ma si tratta in genere di impianti con rendimenti modesti e soprattutto variabili: alti solo quando la temperatura esterna è ancora mite e sino al limite dei 5 gradi di temperatura. Si risparmia sul metano e sul gasolio, ma si paga salato sulla bolletta elettrica: tanto per cominciare si deve rinunciare al contatore e alle tariffe elettriche base, quelle meno care e vincolate ai 3 KW di potenza massima.
Impianti dotati di sistema di circolazione forzata dell'aria in tutto l'appartamento, con recupero di calore sull'aria in uscita. In questo caso la pompa di calore, di potenza in genere maggiore, capace di riscaldare una villa o un condominio, lavora in realtà sulla differenza di temperatura tra l'aria in entrata e quella in uscita, quindi in condizioni di massima efficienza. L'impianto è decisamente più costoso perché richiede la progettazione, l'installazione di condotte e di sistemi di controllo e regolazione della temperatura dell'aria nei diversi locali, a tutto vantaggio però del comfort e dell'efficienza.
Pompa di calore acqua - acqua o terra - acqua. Per garantire alla pompa di calore di lavorare sempre tra due intervalli di temperatura costanti e alla massima efficienza, si ricorre all'acqua di serbatoi naturali come i fiumi, i laghi, la falda sotterranea. Lo scambiatore di calore dal quale la pompa assorbe calore viene alimentato da acqua a temperatura costante e restituita soltanto un po' più fredda ai corpi idrici di provenienza. Qualora l'acqua non sia disponibile, si predispone una rete di tubazioni interrate a un metro o un metro e mezzo, in modo da non risentire delle variazioni stagionali, ma mantenere i benefici effetti della radiazione solare, all'interno della quale scorre l'acqua raffreddata dall'impianto. Per evitare che il terreno circostante i tubi si raffreddi progressivamente occorre disporre di un'area vasta almeno due o tre volta la superficie da riscaldare. Non basta. Per trarre davvero beneficio, l'impianto di riscaldamento dell'abitazione deve essere a bassa temperatura (pannelli o superfici radianti da pavimento o pareti, come da scheda a parte). In questo modo si possono ottenere risparmi energetici ed economici pari anche al 60 – 70% rispetto ad un impianto di riscaldamento tradizionale. Impianti di tale natura sono ormai installati normalmente anche in Italia, dovunque ci si trovi in prossimità di serbatoi naturali di acqua o si disponga di vaste superfici di terreno. Alcune grandi imprese di produzione di caldaie propongono moduli, anche per ville unifamiliari, di pompe di calore con scambiatori d'acqua o sul terreno (geotermiche).
Pompe di calore + collettori solari. E' stata Merloni (con marchio Ariston) la prima al mondo a proporre quarant'anni fa il primo modulo abbinato tra collettore solare che riscalda l'acqua, serbatoio d'accumulo giornaliero e pompa di calore per riscaldare ulteriormente l'acqua quando il sole non fosse sufficiente. Oggi alcune aziende (come la tedesca Buderus o le italiane Costruzioni solari e Bsg Caldaie) costruiscono serbatoi di accumulo di acqua con pompe di calore, predisposti per essere integrati a diversi impianti di sfruttamento di energie rinnovabili (biomasse, geotermico, solare). A sua volta l'elettricità necessaria alla pompa di calore può essere ricavata da pannelli elettrosolari o fotovoltaici.
Alla luce di tutti questi esempi di impianti, si comprende bene che, per sfruttare a pieno i vantaggi della tecnologia delle pompe di calore, si deve far ricorso ad una maggiore complessità del progetto di climatizzazione: si deve tener conto dell'orientamento e dell'isolamento dell'edificio, del sistema di distribuzione e regolazione del riscaldamento, della disponibilità di energie rinnovabili. Solo a queste condizioni il vantaggio economico e ambientale è assicurato.
I critici di questa tecnologia, fanno poi osservare che il risparmio di metano o gasolio avviene a scapito di un aumento considerevole del consumo di elettricità, che a sua volta viene prodotta, con bassi rendimenti, in centrali inquinanti ed alimentate da petrolio e carbone. Ma per chi non volesse ricorre all'elettricità, si sta affermando le pompe di calore a gas (o ad assorbimento).  In questi impianti la funzione di compressione è sostituita da una caldaia di evaporazione alimentata a metano: i rendimenti dell'impianto sono leggermente inferiori delle pompe di calore elettriche, ma si ha l'enorme vantaggio di evitare le perdite di produzione e distribuzione dell'energia elettrica. Una delle prime imprese al mondo a produrre questo tipo di pompe per impianti di riscaldamento è italiana (la Robur). Sempre la Robur ha annunciato un impianto a gas alimentato anche a collettori solari: peccato che l'Italia non sappia sfruttare le innovazioni che la propria industria ha saputo sviluppare. Purtroppo questo tipo di impianto è più caro e ha taglie minime adatte ad una palazzina. In compenso può alimentare anche il condizionamento estivo, prevede un consumo di elettricità 7 volte inferiore e quindi un costo energetico decisamente inferiore rispetto ad un impianto tradizionale. Inoltre, le pompe di calore a gas, prevedono minori spese di manutenzione e un decadimento meccanico dell'impianto minore e durano di più. Il ciclo frigorifero non prevede più gas pericolosi (Cfc e Hcfc, che provocano il buco dell'ozono, sono banditi in Europa su tutti i nuovi impianti), ma solo acqua e ammoniaca (vedi anche la scheda sul raffrescamento solare).
Cosa fare  Su
  • Nel caso si debba installare un impianto di condizionamento, acquistarlo di classe A e reversibile, come pompa di calore anche per le stagioni intermedie. Costo analogo o poco più caro.

  • Nel caso di ristrutturazione, progettare la pompa di calore abbinata a un impianto di riscaldamento a bassa temperatura (vedi scheda). Costo di installazione analogo a quello di una buona caldaia convenzionale. Risparmio sul riscaldamento annuale di circa un terzo della spesa.

  • Appena possibile ricorrere a fonti naturali (acqua o geotermia a bassa temperatura) e a collettori solari (vedi scheda). Costo pompa geotermica: per una villa indicativamente 5.000 euro per sonda verticale, 20% in meno nel caso di sonda orizzontale (ma occorrono 200 metri quadri di giardino). Risparmio sul riscaldamento annuale di circa due terzi.

  • Ricorso a pompe a gas, sia per il riscaldamento che per il raffrescamento di una palazzina o un condominio. Costo indicativo: non meno di 20.000 euro.

INTERVENTO DIFFICOLTA'
CONVENIENZA
 1) Pompe reversibili anziché condizionatori
 Facile  * *
 2) Sostituzione impianto di riscaldamento
 Medio  * *
 3) Pompa di calore + rinnovabili
 Medio  * * *
 4) Pompa di calore a gas per palazzine
 Medio  * * *
Agevolazioni e contributi  Su
  • Le spese di ristrutturazione edilizia documentabili mediante fattura usufruiscono della detrazione del 36% che la Finanziaria 2009 ha prorogato fino al 31 dicembre 2011. La detrazione ha un limite massimo di spesa di 48 mila euro per unità immobiliare da ripartire in 10 anni. L'IVA è dimezzata (10%). Oltre ai proprietari, ne possono usufruire anche i locatari o comodatari.

  • In alternativa, fino al 31 dicembre 2010, è applicabile la detrazione d'imposta del 55% sulle spese sostenute, fino ad un massimo di 30 mila euro (su un totale di 54 mila circa), da ripartire obbligatoriamente in 5 annualità fiscali.

  • La detrazione viene riconosciuta alle seguenti condizioni:
    • sostituzione, parziale o integrale, dell'impianto di climatizzazione invernale con impianto a pompa di calore ad alta efficienza e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione del calore.
    • si sia provveduto all'asseverazione di un tecnico abilitato che attesti il rispetto dei requisiti di rendimento della pompa di calore (COP e EER, nel caso l’apparecchio faccia anche condizionamento estivo), come definiti nell'Allegato I al DM 06/08/09. In alternativa, questo documento può essere sostituito dalla certificazione del produttore;
    • si sia provveduto a trasmettere per via telematica all'Enea la scheda informativa dell'intervento effettuato, entro 90 giorni dalla fine dei lavori;
    • sia stata inoltrata comunicazione telematica alla Agenzia delle Entrate se i lavori proseguono oltre il periodo d'imposta nel quale sono iniziati;
    • si conservi la documentazione fiscale, la ricevuta dei bonifici e la ricevuta di invio all'Enea.
Per saperne di più  Su
  • www.enea.it, per il manuale su condizionatori dell'aria, raffrescatori e pompe di calore si deve cercare nella sezione Pubblicazioni, collana dedicata allo sviluppo sostenibile;
  • www.pompedicalore.org, gruppo Italiano Pompe di Calore, per conoscere meglio la tecnologia e le sue applicazioni;
  • www.robur.it, per le pompe di calore a gas o ad assorbimento;
  • www.buderus.it, per l'offerta di tecnologie e soluzioni della prima impresa tedesca di riscaldamento;
  • www.premioinnovazione.legambiente.org, per rintracciare alcune novità dal 2003 ad oggi nel settore.
Ultimo aggiornamento: febbraio 2010

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