Come funzionano. Di moderna concezione, in genere di buona efficienza e minor inquinamento, le stufe a pellet vengono alimentate con cilindretti di segatura pressata (il pellet, appunto). Le più efficienti sono quelle
a ventilazione forzata e dotate di due uscite, una per lo sbocco dei fumi e l'altra per il flusso d'aria calda che può diffondersi direttamente nell'ambiente da riscaldare o essere convogliato in altre stanze attraverso condotte e bocchettoni. L'aria calda, che esce dalla stufa non entra in contatto con i fumi e si riscalda attraverso condutture interne alla camera di combustione, garantendo in questo modo l'isolamento degli inquinanti dall'aria domestica. Queste stufe a pellet garantiscono il migliore rapporto tra l'aria che alimenta la fiamma e il combustibile, garantendo così minor inquinamento e un rendimento che supera normalmente l'80%, fino ad arrivare ai modelli più efficienti che hanno rese superiori al 90%.
Prima dell'acquisto è buona norma controllare sempre la capacità della canna fumaria e verificare eventuali prescrizioni del proprio Comune o Regione.
Esiste una
vasta gamma di stufe a pellet sul mercato, dalle più piccole (5/6 Kw di potenza, capaci di riscaldare una superficie riscaldata di 50 o 60 mq) a quelle da 20 kw, adatte a grandi superfici e normalmente collegate ad un impianto di diffusione del calore in tutto l'edificio.
Le stufe presenti sul mercato sono di solito dotate di timer e termostato, di sistemi di sicurezza (ad esempio blocco automatico in caso di mancanza di corrente elettrica), di carico e regolazione (scheda che permetta di accenderle a distanza con una telefonata) e possono costituire il principale, o persino l'unico, sistema di riscaldamento dell'abitazione.
Diffidate delle piccole stufe mobili, create sulla falsariga dei condizionatori portatili, per essere trasferite di volta in volta nella zona della casa dove è più necessario il calore. Pur essendo altrettanto valide, la loro installazione non è, nella maggioranza dei casi, a norma (UNI 10683) per lo scarico dei fumi.
Per una resa termica migliore. Le stufe a legna non si possono accendere e spegnere di continuo come quelle a gas: come per i motori, l'accensione e lo spegnimento sono i momenti in cui, oltre a inquinare di più, è minore il rendimento della stufa. È buona regola, quindi, accendere la stufa al mattino e spegnerla la sera, eventualmente impostando temperature differenti per le diverse ore del giorno o mantenendola al minimo.
Le stufe a pellet si caricano una volta al giorno o ogni due giorni, e si autoalimentano prelevando i pellet dal serbatoio di caricamento, solitamente posto al di sopra della camera di combustione della stufa. La pulizia delle ceneri si effettua normalmente una volta alla settimana, se il pellet è di buona qualità. Attenzione a svuotare il cassetto della cenere solo quando è pieno: uno strato di cenere sul fondo della stufa migliora la combustione.
Le stufe caldaia. Quando la superficie da riscaldare è particolarmente estesa o frammentata in molti vani diventa conveniente installare una
stufa caldaia, un impianto cioè che, scaldando l'acqua (volendo anche l'acqua sanitaria), diffonde il calore come un impianto di riscaldamento tradizionale, con termosifoni (a 60 gradi) o con sistemi radianti a bassa temperatura (30 gradi). Si tratta di impianti che spesso vengono abbinati ai collettori solari termici per fornire un apporto supplementare nei mesi invernali. In questo caso, l'acqua calda viene raccolta in un serbatoio per permettere lo stoccaggio del calore per la notte.
Esistono vari modelli e taglie di stufe caldaie: quelle di taglia più piccola, da 20 kw, sono in grado di riscaldare ambienti di 200 metri quadrati. Rispetto a quelle a circolazione forzata, comportano però lavori più onerosi e richiedono il coinvolgimento di un tecnico specializzato. Solitamente vengono installate in un locale apposito o nel garage, a meno che non si tratti di termocamini.
Le stufe e le caldaie a pellet e a cippato consentono una generazione di inquinanti più contenuti ma l'inquinamento dipende molto dalle sostanze e dagli inquinanti che possono essere presenti nel pellet (
vedi scheda relativa ai pellet).