Essere a norma. L'impianto di riscaldamento è un po' come l'automobile: per funzionare bene, consumare poco e inquinare meno occorre un'accurata manutenzione. Proprio per questa ragione la legge ha reso obbligatori i controlli sulla sicurezza e sull'efficienza degli impianti termici anche per le piccole caldaie autonome.
Il responsabile dell'impianto (cioè l’
occupante o, nel caso l’immobile sia sfitto, il
proprietario) è tenuto a fare effettuare la
manutenzione periodica della propria caldaia (controllo fumi con annessa pulizia), pena una sanzione che può andare dai 500 ai 3.000 euro.
Per gli impianti
fino a 35 kW il controllo deve essere
biennale nel caso di impianti a metano (a meno di diversa prescrizione scritta sul libretto di impianto),
o avvenire
ogni quattro anni nel caso di impianti che non superino gli otto anni di età, a camera stagna o installati all'aperto. Alcune regioni hanno però introdotto normative sui controlli più restrittive: ad esempio, in Lombardia, la manutenzione deve essere effettuata almeno una volta ogni due anni.
Al termine di ogni controllo il tecnico abilitato compila e firma il
rapporto di controllo tecnico (Allegato G del decreto legislativo 192/2005, confermato dal successivo 311/2007) e il proprietario o l'occupante dell'immobile firma per presa visione e allega copia del rapporto al
libretto dell'impianto.
Spetta al tecnico manutentore l'obbligo di trasmettere il rapporto di controllo dell'impianto all'Ente Responsabile: il Comune o la Provincia, per i Comuni che contano meno di 40.000 abitanti. Ogni Regione ha adottato proprie procedure: in Lombardia ad esempio il manutentore informatizza la Dichiarazione di avvenuta manutenzione (Rapporto tecnico di controllo+contributo economico obbligatorio di 5 euro) sul C.U.R.I.T. (Catasto Unico Regionale Impianti Termici della Regione Lombardia) che avrà validità per le due stagioni termiche successive a quella in cui è stata effettuata.
La correttezza della manutenzione deve poi essere verificata dalle strutture comunali o provinciali preposte, per almeno il 5% degli impianti presenti nel territorio di competenza, a partire da quelli per i quali non sia pervenuto alcun rapporto di controllo tecnico (rapporto di manutenzione). Ovviamente tali
ispezioni hanno un costo, che è
a carico dell'utenza e che ogni ente locale copre con procedure diverse. In diverse amministrazioni, il cittadino che fa svolgere la manutenzione del proprio impianto ha la possibilità di versare un
contributo economico (di entità variabile, a seconda della Regione di appartenenza) al proprio manutentore, che lo destina all’ente incaricato dei controlli. Chi sceglie di versare questo contributo, non dovrà farsi carico dei costi di una eventuale ispezione.
Tempo di sostituire la caldaia. Se la caldaia è vecchia, richiedete un preventivo per sostituirla e controllate i possibili vantaggi di riduzione dei consumi. Le migliori caldaie a gas oggi disponibili sono quelle così dette
a condensazione, perché capaci di sfruttare anche il calore latente del vapore acqueo contenuto nei tubi di scarico. Per questa ragione consentono un aumento del rendimento fino al 30% se si interviene anche sul sistema di distribuzione del calore (
vedi scheda sui caloriferi e piastre radianti). Sono caldaie che costano anche il 50% di più, ma che possono usufruire delle detrazioni fiscali del 55%.
Non oltre i 19 gradi. Ciascun utente è sempre direttamente responsabile del periodo annuale di accensione (in Pianura Padana dal 15 ottobre al 15 aprile) e del mantenimento della temperatura entro i 19 gradi (con una tolleranza di un grado in più o in meno nelle diverse parti dell'appartamento). Non esagerate con la temperatura, meglio un maglione in più. La temperatura di benessere è 19 gradi e un solo grado di temperatura in più del necessario fa aumentare i consumi anche del 10%.
Programmare la temperatura. La regolazione della temperatura interna ai vari locali non è sempre facile a causa di diversi fattori: la differente esposizione (le stanze a nord sono più fredde), le variazioni del tempo e la presenza di finestre (in una bella giornata si può persino spegnere il calorifero della camera soleggiata).
Quando la differenza di temperatura nello stesso appartamento è notevole si può applicare una
valvola termostatica al calorifero: si tratta di un semplice apparecchio che sostituisce la normale valvola di chiusura e consente di regolare automaticamente l’afflusso di acqua calda in base alla temperatura impostata su un'apposita manopola graduata. La valvola, che costa poche decine di euro, si chiude via via che la temperatura ambiente misurata da un sensore si avvicina a quella desiderata.
Per chi vuole essere lungimirante, sono oggi in genere convenienti, nel lungo tempo o nel caso di ristrutturazione, collettori solari (per l'acqua calda), pompe di calore che sfruttano l'acqua di falda e sistemi di distribuzione del riscaldamento a bassa temperatura con serpentine a pavimento o alle pareti.