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Andrea Poggio   25 maggio 2017

Verso una mobilità a emissioni zero

Il 29 maggio prossimo, a Porta Nuova a Milano, Legambiente e Lorien Consulting inizia il suo percorso il Forum QualeMobilità e l'osservatorio nazionale sugli stili di mobilità degli italiani (qui il programma e la possibilità di iscriversi).
Un Forum perché? Perché la mobilità del futuro, che sarà elettrica, zero emissioni, connessa, intermodale, spesso non proprietaria (sharing), talvolta a guida automatica (come le nuove metropolitane), ha bisogno di mettere al centro l'uomo mobile e non più il mezzo, l'automobile. E soprattutto ha bisogno di sancire nuove alleanze e collaborazione tra mondi diversi, capaci di riscrivere il codice della strada come gli accessi al centro delle città, come è successo per l'AreaC di Milano. Paga chi vuole o deve entrare con l'auto (salvo le ibride ed elettriche) e con i proventi si finanziano più mezzi pubblici e bike sharing. Così l'accesso al centro di Milano è oggi più facile e mediamente meno costoso per più cittadini di prima!
Tra i principali temi all'attenzione del primo appuntamento milanese del Forum è la transizione verso una mobilità a zero emissioni: invito tutti la lettura dell'articolo che mi ha ospitato la rivista QualEnergia (per i non abbonati, link in fondo all'articolo). Il tema della transizione verso le emissioni zero è di grande attualità: siamo allo scontro violento contro le lobby petrolifere. E' di questi giorni il rinvio della pubblicazione della “nuova SEN”, il documento strategico che il governo deve mandare all'approvazione del Parlamento per rispettare le direttive europee e gli accordi internazionali di Parigi a salvaguardia del clima planetario. L'Europa ci chiede di ridurre le emissioni (settore civile e trasporti) del 33% al 2030. La bozza di piano del governo chiede ai trasporti di contribuire (presentazione alle commissioni parlamentari del 10 maggio) solo del 21-25%. Vuol dire avere in circolazione meno auto di oggi, 5 milioni delle quali ibride ed elettriche. Sono tali le pressioni che il Governo decide di rinviare persino l'uscita della bozza di consultazione del Piano prevista per metà maggio.

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