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  16 febbraio 2011

Tutti in Classe A! Il risparmio parte dalle nostre case

11 promossi e 89 bocciati su 100 edifici analizzati in 15 città. In pratica, nove su dieci sono dei colabrodo energetici. Da queste "pagelle" parte la campagna di Legambiente per promuovere l'efficienza sulle case e sugli edifici pubblici.

Cento edifici, realizzati negli ultimi dieci anni, tra appartamenti e uffici sparsi in quindici città italiane. Solo 11, tutti costruiti a Bolzano, vengono "promossi" da Legambiente. Per gli altri 89 la prova si è rivelata un disastro: pareti senza isolamento, finestre sottili e montate male, ponti termici tra diversi materiali, serramenti e solai che facilitano le dispersioni di calore. In pratica, gli edifici in cui abitiamo e lavoriamo sono responsabili, in nove casi su dieci, di rilevanti dispersioni di calore e quindi costringono ad un superlavoro di termosifoni d'inverno e condizionatori d'estate. Risultato: scarso comfort per chi ci vive dentro e maggiori costi in bolletta.
Da questi numeri parte la campagna di Legambiente "Tutti in Classe A" che va a verificare, attraverso l'uso di immagini termografiche, la condizione di tanti edifici pubblici e privati in giro per l'Italia, per mostrare quanto sia importante riqualificarli per renderli, oltre che meno energivori, anche più belli, salubri e ospitali.
Le termofofoto (guardale qui) rivelano la differenza tra una casa di classe A, come quelle costruite a Bolzano, che non hanno dispersioni di calore, e quelle invece costruite male. Il risparmio per i “fortunati” può arrivare fino a un terzo o un quarto della spesa per il riscaldamento, con tagli della bolletta tra i 200 e i 500 euro l'anno per famiglia.
Ma quanto costa costruire una casa con simili prestazioni? Non più del 5-10% rispetto ai costi di costruzione di una casa "tradizionale". Se consideriamo che in Italia il prezzo di costruzione viaggia intorno ai 1000 euro a metro quadro, si capisce che non esiste nessuna ragione economica che impedisca a tutti i nuovi edifici di essere progettati e costruiti in classe A.
Del resto, anche la Direttiva comunitaria (31/2010) ha introdotto precisi obblighi a proposito.
Dal 1° gennaio 2019, tutti i nuovi edifici pubblici costruiti nei Paesi dell’Unione Europea, e dal 1° gennaio 2021 quelli nuovi privati, dovranno essere “neutrali” da un punto di vista energetico, ossia dovranno garantire prestazioni di rendimento dell’involucro tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento oppure dovranno essere in grado di soddisfarli attraverso l'uso di fonti rinnovabili.
Cosa aspettiamo allora a stabilire da subito per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni edilizie, uno standard minimo obbligatorio di Classe A?
"Tutti in Classe A" è una sfida a portata di portafoglio, di competenze tecniche e nell'interesse dei cittadini, dell'ambiente e del settore edlizio. Non ci sono più scuse, per non seguire questa strada.


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