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Viviconstile   25 luglio 2014

Sacchetti di plastica: sanzioni da 2.5 mila a 100 mila euro per chi non rispetta le norme

Approvato dalle commissioni Ambiente e Industria del Senato l'emendamento che fa entrare in vigore, con decorrenza immediata, le sanzioni per chi commercializza sacchetti di plastica che non rispettano la normativa europea UNI EN 11432. L'Italia è stato il primo Paese in Europa ad introdurre il divieto di vendita di sacchetti di plastica non biodegradabili e ha fatto da apripista contribuendo - con il sostegno del Ministro Andrea Orlando - alla proposta di nuova direttiva UE che è stata già esaminata in prima lettura dal Parlamento Europeo che a larghissima maggioranza l'ha integrata, prevedendo, tra l'altro, un'importante riduzione dell'utilizzo dei sacchetti di plastica nei prossimi anni. La legge è un fiore all'occhiello dell'ambientalismo italiano il cui iter è iniziato con l'emendamento del Sen. Francesco Ferrante del PD alla Legge Finanziaria 2007, entrata in vigore con il Ministro Prestigiacomo nel 2011 e aggiornata dal Governo Monti nel 2012. 

"Finalmente è stato scritto l'ultimo capitolo legislativo sul tema dei sacchetti di plastica, grazie al quale saranno applicate subito le sanzioni per chi mette in circolazione sacchetti monouso che non siano biodegradabili e compostabili, e che completa un percorso iniziato nel 2007 quando un mio emendamento portò in Senato all'approvazione della norma contenuta nella Finanziaria del 2007 finalizzata al divieto della commercializzazione degli shoppers non biodegradabili -spiega Francesco Ferrante, senatore esponente di Green Italia e vicepresidente del Kyoto club -. E' stato infatti approvato dal Senato un emendamento al decreto legge 91/2014 'Ambiente e competitività' che stabilisce l'immediata entrata in vigore della norma che prescrive che l'infrazione sia punita con la sanzione di una somma da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo cioè sino a 100mila euro se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l'asporto. In molti in questi anni hanno tentato di mettere i bastoni tra le ruote ad una misura che pone l'Italia all'avanguardia in Europa, camuffando la 'licenza di inquinare' per una difesa dei posti di lavoro, che invece potranno solo che aumentare grazie al maggior sviluppo del comparto della chimica verde".


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