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  14 ottobre 2011

Riscaldamenti al via? A Milano si può ancora aspettare

Teniamo spenti gli impianti di riscaldamento aspettando che il termometro di casa scenda sotto i 20 gradi.

Via libera a caldaie e termosifoni: da questo sabato per legge potranno iniziare ad accenderli gli abitanti dei Comuni che rientrano nella zona climatica "E" (la mappa completa sul sito di Confedilizia).
Ma siamo sicuri che tutti gli interessati ne avranno davvero bisogno? Fino a ieri a Milano il termometro ha continuato a toccare punte vicine ai 30 gradi e anche se nei prossimi giorni è atteso l'arrivo di aria più fresca ci vorrà tempo perché le case disperdano il calore accumulato in questo lungo scampolo d'estate.
Visto che siamo già in emergenza smog per gli scarichi di camion e automobili, il nostro consiglio è di tenere spenti gli impianti di riscaldamento fino a quando la colonnina del termometro di casa non sarà scesa sotto i 20 gradi.
Dopo il traffico, infatti, sono le caldaie l'altra principale fonte di inquinamento dell'aria delle nostre città, responsabile, nella media nazionale, del 20% delle emissioni di polveri sottili e del 10% degli ossidi d'azoto (molto di più d'inverno a Milano).
“A dare il buon esempio”, dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, “dovrebbero essere proprio gli amministratori comunali, posticipando l'accensione delle caldaie degli uffici pubblici almeno fino a quando l'autunno non arriverà davvero”.
Nell'attesa, lasciamo entrare in casa tutto il sole che c'è, aprendo bene tende e tapparelle. I contributi termici solari sono gratuiti, contribuiscono all’innalzamento della temperatura dell’ambiente e riducono anche l’utilizzo di elettricità per l’illuminazione.


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