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Andrea Poggio   8 dicembre 2015

(Ri)strutturare innovando

Leggi qui il precedente articolo.

Proposte e esempi di rigenerazione o di ricostruzione di edifici in ambiti urbani, che sfruttino al meglio le innovazioni amiche dell'ambiente,con una particolare attenzione alle persone e alla nuova qualità della vita urbana. Proposta che sappiano aggregare un'offerta (edilizia, impiantistica, di progettazione) oggi frammentaria e che inizi a garantire risultati prestazionali e di qualità dell'abitare nuovi.
Non si ricorre solo a materiali e metodi di costruzione nuovi, ma anche all'organizzazione di servizi più efficaci, ecologici, duraturi e condivisi. Il progetto diviene necessariamente partecipato, l'intervento richiede tempi di cantiere minori, cambia la gestione dell'edificio e dei servizi, il coinvolgimento degli operatori si protrae per anni oltre il cantiere.

Soprattutto coinvolge la comunità degli abitanti (condominio, vicinato) superando le attuali insopportabili dinamiche di gran parte delle assemblee condominiali: Legambiente sta mettendo a punto un progetto nazionale di emersione di “Condomini e comunità intelligenti”, smart e resilienti, capaci di costituirsi prima, durante o dopo l'intervento di riqualificazione del proprio abitare. La proposta è stata presentata da Andrea Poggio (vedi primo file allegato) e da Enrico Fontana nell'ambito del programma dedicato all'economia civile dell'associazione (vedi X congresso Legambiente).

Seguono alcune esperienze di nuove offerte integrate di rigenerazione e ristrutturazione edilizia, originate soprattutto nel territorio milanese e lombardo: Accademia ClasseA (vedi presentazione allegata) è una rete d'impresa che nasce dalla CNA (artigiani) della Brianza, mentre Rete Irene (vedi casi allegati) nasce da aziende più grandi (impianti, componenti, ma soprattutto edilizia) associate anche a Assimpredil Ance (costruttori). Una terza organizzazione di imprese sta operando con il network HabitaMi a Milano e hinterland e prossimamente a Verbania. Accanto a queste arriva l'esperienza delle cooperative di costruzione, la Filca (vedi presentazione), che partendo dal nuovo edificato in qualità ambientale si sta accreditando nelle ristrutturazioni e nella rigenerazione urbana. Le presentazioni da scaricare mostrano le prime esperienze e aiutano a capire lo stato dell'arte.

Dal basso, dal lato domanda, le comunità condominiali e di vicinato aiutano a definire i nuovi bisogni e i nuovi desideri dell'abitare di oggi e di domani: il “condominio green” di via San Gregorio a Milano nasce da una esperienza associativa di Legambiente legata alle campagne per il cambiamento degli stili di vita di fronte alla crisi (sociale ed economica). La cooperative di abitanti hanno cominciato a misurarsi su temi del tutto analoghi, soprattutto nelle nuove costruzioni, come nel caso della cooperativa di via Caldera o nei condomini di via Scarsellini. In tutti questi casi, come è successo anche nei nuovi condomini in cui è stato coinvolta la Fondazione Housing Sociale (via Cenni, Forlanini, Figino), il “gestore sociale”, il nuovo amministratore dell'edificio - “bene comune”, si trova a cercare e creare mercato a nuovi servizi e nuove tecniche e tecnologie dell'abitare. Dai gruppi d'acquisto per le cucine, sino ai nuovi servizi energetici, come vedremo di seguito.

 

 

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