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Andrea Poggio   8 ottobre 2014

Nobel per la Fisica ai Led. Quali lampadine LED acquistare?

ìIl premio Nobel per la fisica 2014 è stato assegnato a tre scienziati giapponesi  per le ricerche sui diodi semiconduttori, impiegati per i led a luce blu che hanno permesso la creazione della nuova generazione di lampadine LED a basso consumo.
Grazie ai LED, a pochi anni dalla messa al bando delle lampadine a incandescenza e dal trionfo delle lampadine a fluorescenza compatte (CFL), una seconda rivoluzione è iniziata nell'illuminazione domestica. E le lampadine a LED (Light Emitting Diode, diodi a emissione luminosa), classe A+ e A ++, stanno arrivando sugli scaffali di negozi e supermercati.. 

La buona notizia è che c'è qualcuno che ci aiuta a scegliere le nuove lampadine, spesso di marca sconosciuta, e con etichette spesso confuse, che hanno appena invaso gli scafali dei negozi a prezzi talvolta molto aggressivi. A causa della mancanza di standard sul mercato sono presenti prodotti di qualità e di prezzo molto differenti. Per il consumatore non è facile orientarsi verso prodotto di maggior qualità e più adatti alle proprie necessità. Il consorzio PremiumLight ha appena pubblicato su www.premiumlight.eu i test aggiornati di 80 modelli di lampadine e faretti a LED più recenti a disposizione del consumatore in Europa e in Italia: è un lavoro svolto in Italia dal gruppo eERG del Politecnico di Milano.

Attenzione nella scelta alla reale efficienza: si trovano lampadine e faretti da 60 lumen per Watt (intensità della luce a parità di consumo elettrico) a ben 110. Il primo è un valere tipico di una lampadina a fluorescenza, il secondo di una lampadina LED molto efficiente, 10 volte più delle vecchie lampadine incandescenti. La qualità della luce (colore e resa cromatica), problema sino a pochi anni fa, è quasi sempre accettabile e spesso buona. “Mentre – osservano i ricercatori del Politecnico – oltre il 30% dei modelli testati recentemente (12 su 34) non rispetta i requisiti minimi del regolamento europeo di eco design o non dichiara valori corretti sull'imballaggio.” Quindi, per chi si accinge ad acquistare una lampadina LED, consigliamo caldamente di prendere visione dei risultati dei test sul sito www.premiumlight.eu: d'altra parte se è un acquisto che promette di farci viver meglio e risparmiare per almeno due decenni, vale la pena documentarsi e non farci ingannare.

Un po' di storia

Fu nel 1878 che Thomas Alva Edison riuscì a costruire una lampadina sufficientemente durevole e già nel 1886 sorge ad Alpignano la prima fabbrica italiana che produceva mille lampadine al giorno, poi acquista dall'Edison nel 1922 e dalla Philips nel 1922: è solo da un secolo che l'illuminazione elettrica entra nelle case degli italiani. E subito il lampadario collegato al filo elettrico diventa nuovo disegno, disegno architettonico e industriale, che porta l'Italia nel mondo.

La seconda rivoluzione dell'illuminazione nell'era elettrica nasce con le lampadine a fluorescenza, più fredde e ben più efficienti delle lampadine ad incandescenza: le prime lampadine tubolari si accendono negli Stati Uniti negli anni Venti, ma si diffonderanno in Italia nel dopoguerra. Le lampadine a fluorescenza compatte sostituiranno progressivamente quelle ad incandescenza nelle nostre case solo dopo il 2002, anno di introduzione della classe energetica per le lampadine ad uso domestico. Ora, dopo centovent'anni di lampadine ad incandescenza, dodici anni di lampadine a fluorescenza compatte, già arrivano quelle a LED a soppiantare le precedenti.

Cosa sono le lampadine a LED?

Le lampadine a “diodo a emissione luminosa” (in inglese Light Emitting Diode, LED) sfrutta le proprietà ottiche di alcuni (semiconduttori) quando vengono sollecitati elettricamente. Studiati inizialmente da Nick Holonyak nel 1962, solo negli anni Novanta raggiungono alte efficienze e colorazioni utili all'illuminazione: ma solo in anni recenti cominciano ad avere prezzi competitivi. Grazie allo sviluppo tecnologico lampadine a LED, di buona colorazione che non affatica la vista, si può acquistare a pochi euro. Hanno una durata che supera i 25 anni (contro i 10 di quelle a fluorescenza e l'anno di quelle incandescenti) e una efficienza molto elevata (per basse potenze, contrariamente alle vecchie lampadine, si possono toccare senza scottarsi).

PREMIUM LIGHT

Premiumlight è un progetto finanziato dalla Commissione Europea con il programma Intelligent Energy Europe proprio con l'obiettivo di informare il consumatore e gli acquirenti professionali nella selezione dei sistemi di illuminazione ad alta qualità ed energeticamente efficienti. Il progetto è coordinato dall'Agenzia Austriaca per l'Energia e supportato dal lavoro di 12 partner dei diversi paesi europei. Il sito www.premiumlight.eu è in versione anche italiana e vi si possono scaricare volantini e pieghevoli che aiutano i consumatori e i negozianti nella scelta.

Cosa conviene fare?

Ecco i suggerimenti di Legambiente per diventare tutti più smart ed efficienti a casa propria, da www.viviconstile.org:

  1. cambiare subito lampadine ad incandescenza ancora rimaste,

  2. non solo lampadine: ripensare i punti luce, rinnovare gli impianti, cambiare o pulire lampade lampadari vecchi o obsoleti,

  3. luce e salute: la luce giusta per ogni occasione,

  4. non inquinare il cielo, non sprecare energia e contaminare la terra.

Quando conviene cambiare lampadine?

Le lampadine LED o CFL (fluorescenza compatte) sono da 4 a 6 volte più efficienti rispetto a quelle classiche a incandescenza: vuol dire che rendono possibile un risparmio di energia e denaro considerevole (vedi figura). I lumen misurano la quantità di luce, mentre i watt indicano l'elettricità necessaria durante l'accensione.

dal sito www.premiumlight.eu

I conti della tabella sono convenzionalmente fissati a 10 anni; ma una buona lampadina a LED continua a funzionare per altri anni, permettendo di continuare a risparmiare soldi ed energia. Con una scelta oculata, la nostra prossima lampadina, una volta esaurita la precedente CFL, sarà senz'altro LED.

Riprogettare l'illuminazione di casa propria

Quando lampadine e lampadari erano cari e consumavano molto era conveniente avere un solo punto luce al centro di ogni ambiente, da spegnere sempre ogni volta che non serviva più. E' ancora questa la condizione di gran parte delle nostre case. Oggi si ripensano i punti luce in funzione delle diverse necessità e occasioni. Degli esempi? In cucina è importante una luce diretta (lampade o faretti) sul piano di lavoro, una sul tavolo e un'altra sul lavello, da accendere anche solo quando serve. Luce riflessa utile in sala o in camera da letto. Ma dove si legge un libro serve illuminare con luce calda e concentrata, al contrario, con lo schermo del computer acceso. In garage o laboratorio può andare bene anche una lampadina tubulare (LED o CFL) ad alta efficienza e che renda bene i colori. Nei luoghi di passaggio lampadine a LED, resistente ai cicli di spegnimento frequente, può essere abbinata a sensori di presenza che accendono e spengono la luce che serve in automatico.

La manutenzione degli impianti, anche semplicemente tenerli puliti e spolverati, aiuta a mantenere l'efficienza nel tempo.

Infine, banale ma troppo spesso dimenticata, ricordate sempre che la luce solare, opportunamente filtrata dalle finestre di casa, è sempre da preferire a quella artificiale.

Luce e salute

La luce artificiale consente una luminosità e uno spettro (riconoscimento dei colori) decisamente inferiore della luce naturale. Le vecchie lampadine garantivano, nonostante tonalità di luce tendenti al giallo, al “caldo”, una “resa cromatica” (capacità dell'occhio umana di distinguere i colori) ottimale. Le prime lampadine di fluorescenza e a LED permettevano luce intensa, ma non garantivano una “resa cromatica” paragonabile. Oggi non è più così: alcune moderne lampadine a LED giungono a garantire per anni una resa cromatica pari al 90 e persino 95% di una buone lampadina ad incandescenza o alogena.

Campi elettromagnetici. Sono proporzionali alla distanza e all'intensità della corrente elettrica: quindi meno potenza elettrica (consumi) corrisponde anche meno inquinamento elettromagnetico. Per prudenza tenere i punti luce ad almeno 20-30 com di distanza da presenza umana.

Per chi è sensibile alle radiazioni ultraviolette (un caso su mille) vale la pena tenersi lontano dalle lampadine fluorescenti (almeno 20 cm) dalla pelle.

Sicurezza fotobiologica. Alcuni tipi di LED, combinati con lenti, possono generare elevatissimi livelli di luminosità, tali da causare danni termici e fotochimici agli occhi. Non è il caso delle moderne lampadine LED per uso civile: per sicurezza evitare di avvicinare troppo gli occhi alla luce diretta di una lampadina troppo intensa (bisogna proprio volerlo!).

Sfarfallio. Provoca affaticamento e emicrania Tipico delle lampadine al neon o a fluorescenza di bassa qualità o alla fine della loro vita. Oggi molto ridotta nei prodotti di qualità.

Per non inquinare

Inquinamento luminoso. E' denunciato da anni dagli astrofili, perché impedisce l'osservazione delle stelle. L'eccessiva illuminazione, spesso inutilmente rivolta verso l'alto, causa riflessione l'atmosfera terrestre e un diffuso bagliore notturno in prossimità dei luoghi abitati. E' tutta energia luminosa sprecata, che non illumina dove dovrebbe.

Le lampadine moderne (CFL o LED) sono apparecchiature elettroniche di discreta complessità e come tali vanno trattate: a fine vita non vanno buttate nei rifiuti indifferenziati, bensì consegnati tra gli apparecchi elettronici nei negozi presso il quale si effettuano gli acquisti o nei punti di raccolta indicati dai comuni.

Le lampadine CFL contengono piccole quantità di vapori di mercurio. Un minerale fortemente inquinante. Per questa ragione non vanno rotte. Cosa fare nel caso di caduta o rottura? Nessun allarme, il quantitativo di mercurio è decisamente modesto: areare il locale, evitare il contatto con tra i frammenti della lampadina e la pelle (usare dei guanti), raccogliere vetri e frammenti in carta o cartone, chiudere in un sacchetto e portarlo al centro di raccolta comunale.

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Link>> www.premiumlight.eu

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1 COMMENTO

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11/10/2015 alle 17:15

La tabella è sbagliata, l'efficienza delle lampadine LED è fra 110lm/w per luce bianca calda e 140lm/w per luce bianca fredda (per bulbi trasparenti).
I costi calcolati per la colonna LED sono errati e da rifare. Le considerazioni per cui converrebbe portare a fine vita le attuali lampadine a basso consumo prima di acquistarne di nuove a LED vanno riviste: di fatto il risparmio e molto maggior, il break even per lampadine LED da 5eu ci sarebbe dopo 600-1000 ore. Nel mio caso sostituendo le basso-consumo di cucina, bagno e corridoio, le lampadine a LED si sono ripagate in un anno.


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