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Andrea Poggio   25 gennaio 2021

Olio palma nei diesel: si vota in Parlamento

La legge europea sulle rinnovabili del futuro è giunta all’aula del Parlamento oggi, dopo l’approvazione del Senato a novembre scorso.
E’ prevista l’approvazione del testo tal quale, per non accumulare ulteriore ritardi, visto che il governo dovrà poi proporre nei prossimi mesi alle Camere il testo definitivo.
Ma stiamo prestando molta attenzione agli ordini del giorno che possono orientare nella direzione a nostro parere sbagliata, il lavoro del governo. La lobby dei “palmieri" è molto forte in Italia (1,6 milioni di tonnellate di consumo nazionale, 70% bruciate nei diesel e nelle centrali elettriche).

Qui trovate la lettera che il nostro presidente Stefano Ciafani scrisse a settembre a tutti i Senatori, gli argomenti sono gli stessi di oggi (deforestazione, biodiversità, difesa diritti indigeni e sfruttamento dei contadini e delle terre, diritti sociali e civili).

In particolare sugli incentivi o sussidi ambientalmente dannosi agli oli alimentari usati come fonti di energia: olio di palma e di soia. Il Senato, con l’appoggio del governo, ha stabilito la fine degli incentivi al 1 gennaio 2023.
La nuova direttiva rinnovabili europea assegna facoltà agli stati membri di stabilire la fine degli incentivi tra il 1 gennaio 2020 (come deciso ad esempio dalla Francia) oppure prolungare il termine sino al 2030, purché con consumi calanti.

Legambiente da anni si sta battendo per fissare il termine al 2021 (vedi 70 mila firme petizione www.change.org/unpienodipalle). Il 2023 è dunque una buona mediazione che consente all’industria italiana dell’energia di convertirsi per tempo ad altri biocombustibili. Tenete presente che:
- Eni ha deciso di uscire dall’olio di palma entro il 2023 (vedi ultima Assemblea azionisti).
- Gli incentivi per le centrali a bioliquidi cessano naturalmente (dopo 10 anni) tra il 2020 e il 2026.
E, in ogni caso, le forme di incentivazione (o sussidi di mercato) proseguirebbero per le rinnovabili diverse dalla palma e dalla soia anche negli anni a seguire. Il confronto-scontro con le società petrolifere ed elettriche prosegue, al fine di consentire all’Italia l’uso di vere rinnovabili che sostituiscano il petrolio.


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