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Buon Cibo   23 giugno 2014

La frutta di città diventa progetto anti spreco

La città è un frutteto da riscoprire e utilizzare perché offre in maniera spontanea e gratuita alimenti sani, non trattati e a km zero, troppo spesso destinati a marcire sui marciapiedi e nei giardini. Nespole, arance, mandarini e limoni che in questo periodo maturano in grande quantità; in arrivo le ciliegie e poi fichi, mele, pere, cachi, melograni e addirittura banane. Negli Stati Uniti e in Inghilterra i frutti di strada sono già da tempo un bene comune valorizzato e sfruttato, in Italia ci pensa il progetto "Frutta urbana"lanciato dall'associazione Linaria a metà maggio con l’iniziativa di mappatura, raccolta e distribuzione della frutta che cresce nei nostri quartieri.

Città di partenza è Roma, utilizzata come città pilota (e presto potrebbe arrivare a Milano, la città dei cachi): qui la mappatura effettuata ha rilevato quartieri particolarmente ricchi di alberi da frutta come il Villaggio Olimpico, i ciliegi di Trastevere e Monteverde, i capperi di San Giovanni, e poi l'Eur, Villa Pamphili e Villa Glori, le arance amare delle Terme di Diocleziano (ottime per le marmellate) più una trentina di nespoli carichi di frutti proprio in questi giorni.

In maniera volontaria, l'associazione non profit Linaria, seguendo il calendario della raccolta recupera questi frutti dagli alberi urbani distribuiti un po' ovunque tra cortili, giardini e parchi, per distribuirli gratuitamente a mense sociali e banchi alimentari, dove la frutta fresca spesso fatica ad arrivare. Il progetto ‘Frutta Urbana’ garantisce sicurezza alimentare, perché la frutta che si acquista al supermercato è trattata, spesso raccolta ancora acerba e arriva da lontano, mentre quella che cresce in città è biologica, a km zero e matura sulla pianta;  e sicurezza alimentare, perché la frutta che si acquista al supermercato è trattata, spesso raccolta ancora acerba e arriva da lontano, mentre quella che cresce in città è biologica, a km zero e matura sulla pianta; è un progetto sociale, perché distribuisce la frutta a chi non può acquistarla e lavora per creare frutteti urbani condivisi. Inoltre è un progetto dal valore ambientale perché la frutta e gli alberi di città raccontano una storia di biodiversità. Ma la frutta esposta allo smog delle nostre città è commestibile? Sulla frutta che cresce in città si depositano le famigerate polveri sottili che sono costituite da metalli pesanti che non entrano nella frutta ma restano sulla buccia. Basta lavare bene i frutti e sbucciarli.

La mappatura degli alberi da frutta di Roma è disponibile sul sito del progetto www.fruttaurbana.org.

 

Ps. La foto fa riferimento ad un articolo di Sanremonew.it in cui assessori e consiglieri di Diano Marina si rimboccano le maniche che ripulire le strade dalle arance mature che nessuno raccoglie


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