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Andrea Poggio   10 febbraio 2022

L’energia fa bene a me e al mondo

Il solare sul mio tetto è un po’ come la bicicletta. Fa bene a me ma anche al mondo. E ne sono particolarmente felice proprio in questi giorni di caro bolletta. Sia perché non ho il contatore del gas, consumo metano solo indirettamente, per la quota di riscaldamento che dipende dal teleriscaldamento comunale. Sia perché ho messo sul tetto condominiale un impianto solare da 4,76 kW di picco, con annessa batteria d’accumulo di 4 kWh di capacità. 

Come funziona tutto il marchingegno? Ve lo spiego facendo l’esempio di ieri, 12 gennaio, giorno freddo ma soleggiato. Ecco la produzione del pannello e i miei consumi elettrici (vedi qui)

In verde vedete la produzione del pannello, classica curva a campana di impianto rivolto a sud con punta massima a mezzogiorno. Sole basso, invernale (al picco ha prodotto meno della metà del massimo estivo) e giornata corta (tra le 7 e le 16): ho prodotto 8,5 kWh. Ma l’ho consumato tutto, invece di comprarlo dalla rete: al prezzo di questo gennaio 2022 (oltre 46 centesimi al kWh) ho quindi risparmiato 4 € in un giorno. Come li ho fatto a sfruttarli tutti? Lo vedete dalle curve rosse e blu: in rosso vedete l’autoconsumo, cioè il consumo dell’energia prodotta dal mio pannello, in blu quella acquistata dalla rete. Sino all’una di notte e dopo le 8 del mattino, ho consumato energia del sole, solo tra le ore 1 e le 8 ho comprato 1,4 kWh dalla rete (spendendo circa 0,65 €). Come vedete dalla curva blu (differenza tra produzione - in verde - e autoconsumo - in rosso) tra le 8 del mattino alle 13, oltre all’autoconsumo il solare ha “caricato” la batteria di accumulo, mentre tra le 13 e le 16 ho venduto elettricità alla rete. Venduto è una parola grosso, visto che ricaverò circa 5 centesimi al kWh tra 6 mesi, quindi poco più di 6 contesimi per la produzione di ieri, dal GSE (Gestore Servizi Energetici statali). Qui vedete la carica della mia batteria ieri: completa solo verso le 13, ma ancora in grado di soddisfare i miei consumi alle 24.

 

Come avete visto in una giornata soleggiata sono in grado di soddisfare con il sole l’85% dei miei consumi, pari a poco meno di 10 kWh in una fredda giornata d’inverno. Ma in questo mese di gennaio non mi è sempre andata così bene, come vedete nell’immagine.

 

Nelle giornate coperte e piovose del 4 e 5 gennaio la produzione è andata quasi a zero. Con la nebbia, nel primi 3 giorni e poi tra l’8 e il 10, ho prodotto appena 3 kWh. Dall’inizio del mese ho prodotto e consumato 44 kWh, pari ad un risparmio di 20 €, nonostante la nebbia, la pioggia e poco sole. In primavera ed estate mi va molto meglio, anche oltre 20 kWh al giorno tra maggio ed agosto.

Da marzo 2018, quando mi funziona l’impianto solare sul tetto ho prodotto 19 MWh, ma con un valore medio dell’elettricità che è stato meno della metà dell’attuale: meno della metà, poco più di 20 centesimi al kWh. Un risparmio cumulato di circa 3.800 euro.

Ma quanto ho speso (investito) all’inizio del 2018? In totale 16.160 €, meno 3 mila euro di contributo regionale per il sistema di accumulo e la detrazione fiscale del 50% in dieci annualità. Se vogliamo essere precisi, attualizzando tutti i costi e i risparmi (contributi, tasse e consumi), dopo quasi 4 anni di vita dell’impianto ho già recuperato più di un terzo dell’investimento iniziale. Devo mettere nel conto che tra 6 anni rischio dover cambiare invertire e forse anche l’accumulo, mentre i pannelli probabilmente possono andare avanti per altri 20 anni. Se il prezzo dell’elettricità tornerà a prima della pandemia, mi ripagherò l’impianto in una decina d’anni e negli altri dieci risparmierò.

Qui vedete inverter ed accumulo dal terrazzo. Nell'immagine d'apertura, il mio tetto.

E per ridurre i consumi cosa ho fatto e cosa sto facendo? Come ho anticipato ho disdetto e tolto il contatore del gas appena sono entrato in casa. Il condominio aveva l’impianto centralizzato e ci siamo collegati con la rete di teleriscaldamento cittadino anche per l’acqua calda sanitaria. Abbiamo acquistato il piano cottura ad induzione, sacrificando metà delle pentole in alluminio e in coccio (bene solo quelle in acciaio). Ristrutturando casa ho installato un impianto di ventilazione meccanico controllato (VCM) grazie al quale, senza aprire le finestre, ricambio l’aria in tutta la casa ogni 2 ore. Si tratta di un impianto di una impresa italiana, messo a punto nelle case ad alta efficienza certificate dal sistema “Minergie” svizzero: l’impianto è dotato di una scambiatore tra l’aria in entrata e in uscita, quindi preriscalda l’aria inverno e la raffresca in estate, prima di entrare nella pompa di calore, grazie alla quale con basse potenze e bassi consumi, posso raffrescare l’aria estate e riscaldarla d’inverno (vedi video allegato). 

Ecco spiegato il perché dei miei consumi elettrici piuttosto elevati: viaggio sui 5 mila kWh all’anno, contro una media italiana di circa 2.700. Ma, al netto dell’autoproduzione, l’acquisto di elettricità dalle rete scende al di sotto della media: nell’ultimo anno ho acquistato “solo” 2.422 kWh. Mi fornisce la corrente una cooperativa energetica proprietaria solo di impianti rinnovabili e che distribuisce esclusivamente elettricità rinnovabile certificata che si chiama Weforgreen. Partecipo alla cooperativa con quote di capitale e un prestito pari a 20 mila euro (ma potevo associarmi anche solo con 100 €), che mi permette, in una quindicina d’anni, di risparmiare e vedere a fine vita restituito il capitale iniziale. Insomma, niente fossile, niente CO2, e capitale restituito a fine vita. Non si diventa ricchi, solo risparmio  senza far male alle persone e al pianeta. 

Dipendo dal gas fossile solo per una quota di teleriscaldamento condominiale e l’acqua calda, perché avrai comunque pagato la quota millesimale che mi spetta. Ma sulla quota di consumo, da quando disponiamo della contabilizzazione, ho dimezzato i miei consumi, grazie alla coibentazione al sottotetto e l’isolamento su tre quarti delle pareti perimetrali: abito all’ultimo piano con l’esposizione sui quattro lati. Secondo le classi energetiche stabilite dalla Regione Lombardia sono in classe A1, che corrisponde più o meno alla vecchia classe B di una volta.

Aggiungo, in conclusione, che consumo ancora benzina nella nostra piccola auto full hybrid con la quale percorriamo solo 7 mila km all’anno, ma abbiamo già collegato il garage con l’impianto fotovoltaico, pronti a ricaricare le nostre ebike (consumo irrisori) e una futura eventuale utilitaria elettrica che ho intenzione di noleggiare quando venderemo la nostra attuale auto. Ma soprattutto sono felice di vivere con mia moglie e 3 gatti in una casa salubre, senza combustioni, senza inquinanti e senza odori. Vi assicuro che quando ospitavamo il mio anziano papà e quando la sua badante si è seriamente ammalata di Covid19, isolata nella sua camera perché, povera, nessun ospedale voleva accoglierla, ben … come potete immaginare, sono stato contento di aver scelto la salubrità e l’ambiente nel ristrutturare la nostra casa.

 


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