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Umberto Di Maria   2 aprile 2014

#ItaliaNOogm scendi in piazza per il referendum e invadi la rete con noi!

Legambiente si mobilita contro gli Ogm insieme a numerose organizzazioni del mondo agricolo, ambientalista, cooperativo e dei consumatori. E’ la Task Force per un’Italia Libera da OGM, che lancia la mobilitazione #ItaliaNoOgm. Il primo appuntamento il 2 aprile a Milano per l’incontro pubblico Verso Expo 2015 - Nutrire il pianeta senza ogm dove le 38 associazioni che compongono la coalizione hanno ribadito le ragioni del no al cibo transgenico. Poi l’appello a scendere tutti in piazza il 5 aprile (qui l'elenco degli appuntamenti)  in tutta Italia per aderire al referendum sugli Ogm e informare i cittadini sul rischio che corrono in questi giorni le produzioni agricole e il cibo Made in Italy.

La posta in gioco è alta: il prossimo 9 aprile, il Tar si pronuncerà sul ricorso presentato da un agricoltore friulano contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais MON810, una coltura geneticamente modificata. Se il ricorso fosse accolto, si rischierebbe di aprire la strada in tutta Italia a semine incontrollate di colture geneticamente modificate, con ripercussioni anche sul cibo che mettiamo in tavola ogni giorno. La produzione agricola italiana di qualità, uno dei pochi settori risparmiati dalla crisi, sarebbe gravemente compromessa: un colpo durissimo per le nostre coltivazioni, le produzioni biologiche, le esportazioni e la libertà di scelta di tutti noi cittadini. Il popolo italiano ha già manifestato in più occasioni la sua opposizione agli ogm.

Per questo motivo Legambiente chiede a tutti di ribadire la propria volontà di scegliere cosa mettere nel piatto e proteggere la tipicità dei nostri prodotti. “Invadiamo la rete per far capire chiaramente al governo che vogliamo un’Italia libera da ogm, la tutela dei nostri prodotti di qualità, dei semi autoctoni e della biodiversità - dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente - Con #italiaNOogm postiamo sui social network Facebook, Twitter e Instagram le immagini dei nostri piatti preferiti, delle ricette tipiche, dei prodotti che amiamo. Il 5 aprile incontriamoci tutti nelle piazze e nei mercati per partecipare al referendum di Legambiente, perché ognuno di noi ha il diritto di scegliere che cosa mettere nel piatto e un’agricoltura sostenibile, libera da ogm”.

Il referendum che profuma di cucina italiana! Legambiente promuove il referendum che sarà nelle piazze d’Italia il 5 aprile, insieme a tanti piatti della nostra tradizione gastronomica. A Milano, Firenze e Bari presso Eataly, per esempio. Oppure al mercato di Porta Palazzo a Torino, ad Ancona e Grosseto, a Reggio Calabria, in provincia di Bologna a Imola, Budrio, Castenaso e Medicina. Ricette tipiche e punti informativi anche presso il mercato di Perugia, a Palermo con pane e panelle, a Bagheria con una degustazione di mini moffolette farcite e a Modica con i cavatelli al sugo; in molte province del Veneto con polenta e formaggi locali ma anche in Friuli Venezia Giulia a Udine e Codroipo; presidi con menu tipico della Sabina a Monterotondo (Rm) e a Rieti dove si porteranno in piazza fagioli con salsicce locali. In Campania, invece, con gli orti di Legambiente, da Succivo a Battipaglia, Eboli e Pontecagnano saranno messi a dimora semi autoctoni.

Qui, e in molte altre località, i cittadini potranno manifestare la propria volontà, scegliendo tra le due opzioni proposte dal referendum di Legambiente, di cui segue il testo. 

Da due anni stiamo assistendo a un tentativo di introduzione di colture Ogm nel nostro Paese, nonostante i cittadini abbiamo dichiarato più volte la loro contrarietà. La coesistenza tra produzioni Ogm, biologiche e convenzionali non è ammessa per legge ed è impraticabile perché non è in grado di tutelare la salute dei consumatori e dell’ambiente. Noi vogliamo che l’agricoltura italiana sia libera da Ogm e continui a basarsi su 3 caratteristiche: qualità, tipicità e sicurezza alimentare. Queste sono le basi per il futuro del buon cibo italiano!

Per il futuro del cibo italiano e la qualità dell’agricoltura italiana scegli nel modulo del referendum:

ITALIA OGM - se vuoi portare a tavola alimenti transgenici.

ITALIA NO OGM - se vuoi portare a tavola prodotti non Ogm, biologici, tipici e di qualità.

 

Fermare gli Ogm dipende da te!

Legambiente nel suo opuscolo informativo sugli organismi geneticamente modificati, fa chiarezza su alcuni punti fondamentali:

Il cibo transgenico è in vendita anche qui in città?

Sì. In Italia è proibito coltivare OGM, ma non venderli. I cibi che ne contengono più dello 0,9% devono riportarlo in etichetta.

Quindi basta leggere l’etichetta per evitare gli OGM?

No. Purtroppo le etichette di salumi, carni, uova, latte, latticini e tutti i derivati da animali alimentati con mangimi OGM, non contengono informazioni relative alle filiere di produzione.

Alcuni sostengono che in Italia piante transgeniche si coltivano da molti anni. E’ vero?

No. Gli alimenti transgenici non sono ammessi nel nostro Paese. Li importiamo come mangimi per gli animali.

...e la fame nel mondo?

Gli studi economici della FAO dimostrano che negli ultimi 15 anni, mentre gli OGM si sono diffusi nel mondo, la produzione alimentare non è aumentata.

E quindi... cosa facciamo?

Chiedi che in Italia venga garantito il divieto di coltivazione di OGM. E, se possibile, acquista prodotti biologici certificati. Occhio alla spesa! Occhio alla salute!

Le associazioni della Task Force per un’Italia Libera da OGM :Acli • Adoc • Adiconsum • Adusbef • Aiab • Amica • Associazione per l’Agricoltura Biodinamica Assoconsum • Campagna Amica • Cia • Città del Vino • Cna Alimentare • Codacons • Coldiretti • Crocevia • Fai • Federconsumatori • Federparchi • Firab • Focsiv • Fondazione Univerde • Greenaccord • Greenpeace • Lega Pesca • Legacoop Agroalimentare • Legambiente • Lipu • Movimento dei consumatori • Movimento difesa del cittadino • Slow Food Italia • Unci • Upbio Vas • Wwf.

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2 COMMENTI

Viviconstile

Viviconstile

23/04/2014 alle 10:48

Grazie artigus
concordiamo con l'attenzione alta...

artigus

artigus

17/04/2014 alle 23:30

Mi pare corretto dopo tanto impegno profuso nell' informazione No ogm che ci ha visti attivi, nella difesa e la distribuzione del prodotto tipico, a km zero, convinti sostenitori e divulgatori delle politiche contro la scellerata scelta delle multinazionali del farmaco, comunicare quanto ha deciso Il 9 aprile il Tar del Lazio, che ha "rimandato la sentenza sul ricorso presentato da Giorgio Fidenato contro il decreto interministeriale 187, con cui il governo italiano vietava lo scorso luglio - per 18 mesi, fino al dicembre 2014 - la semina di mais geneticamente modificato nel nostro Paese. Il Tribunale amministrativo si è preso altri 45 giorni: l'attenzione, però, resta alta" e,aggiungo:sicuramente non lo è meno, la nostra apprensione


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