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  13 gennaio 2015

Indagine sull’avanzo nel piatto nelle mense scolastiche di Agrate Brianza

Ad oggi sono pochissimi i dati ufficiali sull’avanzo di cibo nelle mense scolastiche italiane. Complice la complessità del sistema scuola e l’assenza di indicatori condivisi tra le aziende di ristorazione, i dati diffusi  parlano di un generico  50% di cibo che finisce direttamente nella spazzatura a fine pasto.

Grazie al Progetto Affama lo Spreco!, co-finanziato da Fondazione Cariplo e gestito da Legambiente, Acra e Manitese è stato possibile andare a fondo della questione e rilevare non solo la quantità effettiva di cibo che resta nel piatto alla fine del pranzo a scuola, ma avanzare anche delle proposte concrete per combattere il fenomeno.

26% di scarto sui primi piatti, 24% sui secondi, 40% sui contorni. Questi i dati quantitativi risultanti da una rilevazione a campione effettuata insieme a insegnanti e studenti di alcune classi delle scuole elementari di Agrate Brianza. Numeri sicuramente al sotto della media nazionale, in un comune attento alla sostenibilità ambientale nelle cui mense scolastiche sono già in essere alcune pratiche virtuose quali ad esempio l’introduzione del self service, l’erogazione di acqua in brocca, la somministrazione di alimenti provenienti da coltivazioni biologiche.

I dati qualitativi, emersi da interviste con gli operatori del sistema scuola e mensa (comune, scuola, azienda di ristorazione, comitato genitori) ci hanno permesso di formulare delle ipotesi per ridurre ulteriormente lo spreco: rivedere il capitolato comunale in modo da ridurre le quantità di cibo servita in ogni portata, intervenire sulle modalità di preparazione, somministrazione  del cibo e composizione del menu e, non ultimo, continuare con un’azione di educazione alimentare che veda la scuola come luogo privilegiato, ma che sappia coinvolgere anche le famiglie.

Dato positivo emerso dal progetto è la riduzione nello scarto dei contorni (leggi: verdure) a seguito dei laboratori e della ricerca-azione sul valore del cibo svolte durante il progetto.

Inoltre, durante la rilevazione la scuola ci ha permesso di mettere in atto una piccola sperimentazione: i bimbi e le bimbe di terze hanno portato a casa pane, frutta e dessert avanzati per una settimana, dimostrando come sia possibile salvare il cibo e portare a casa anche un messaggio di sostenibilità ambientale e sociale con un semplice sacchetto salvamerenda. Per saperne di più, date un’occhiata al dossier allegato.

 

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