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Andrea Poggio   22 dicembre 2017

Addio al diesel, liberi, mobili e meno proprietari

Il 30 novembre, al primo appuntamento di fine anno del Forum QualeMobilità, titolato quest'anno "Addio al diesel: liberi, mobili e in condivisione" (programma). Cambiano le abitudini degli italiani: sempre più multi-mobili e meno legati all’auto propria, preoccupati per la qualità dell’aria nelle città (92%), favorevoli all’introduzione del divieto di commercializzare veicoli a combustibili fossili dal 2030 (74%). Al Forum presentato e discusso il piano strategico per la mobilità elettrica e sostenibile: dal 2025 le principali città italiane senza più veicoli con motori a combustione interna, dal 2030 tutta Italia. Oltre 200 presenze registrate nel corso della giornata, importante rassegna stampa.

Siamo il paese in cui si vendono più auto diesel (56% del venduto tra gennaio e ottobre 2017 contro una media europea di 45%), e dove circolano auto e soprattutto camion tra più vecchi d’Europa (quasi 20 anni di età media). Nel nostro Paese si registra la maggior incidenza di morti premature a causa dell'inquinamento atmosferico (91 mila all'anno secondo l'EEA) e si registrano ripetuti sforamenti dei livelli massimi consentiti di PM10. Oggi il 92% degli italiani intervistati si dichiara preoccupato (il 33% molto preoccupato) per la qualità dell’aria nelle città italiane (erano il 72% a novembre dello scorso anno). Eppure le cose possono cambiare e i cittadini sono pronti a modificare le proprie abitudini e a scegliere una mobilità meno impattante. Ma non solo. Come rileva il sondaggio realizzato da Lorien Consulting per il Forum QualeMobilità? il 74% dei cittadini intervistati si dichiara favorevole all’introduzione del divieto di commercializzazione dei veicoli a combustibili fossili dal 2030.

Come riassunto dal comunicato stampa (mentre qui il programma dettagliato della giornata di lavoro), i partecipanti hanno condiviso i risultati del sondaggio Lorien Consulting da cui si evince che al tradizionale modello italiano a prevalenza di spostamenti con auto di proprietà si sta sostituendo lentamente la multi-modalità: i mezzi utilizzati dalla stessa persona ogni settimana sono in media 2,7 e se prevale ancora l’uso del mezzo proprio (87%) la percentuale è già in calo (era al 92% lo scorso anno); il mezzo pubblico è utilizzato dal 64% del campione, le bici dal 32%, il 19% va anche in taxi o in auto a noleggio, mentre il 10% usa servizi di sharing economy. Insomma, il quadro è assai variegato e ad utilizzare il maggior numero di mezzi, anche per lo stesso spostamento, sono soprattutto i ciclisti. Gli italiani si comportano complessivamente secondo quattro macromodelli di mobilità: i mono-mobili (14%) si spostano molto e sempre con lo stesso mezzo, ma sarebbero interessati ai mezzi elettrici se solo costassero meno, gli stanziali (21%) si spostano poco, spesso con lo stesso mezzo; i moderati (37%) hanno una media intensità di spostamento e scelta limitata dei mezzi, mentre i multi-mobili (28%) si spostano molto, con mezzi diversi e sono disponibili a spendere di più per i mezzi elettrici.
L’auto privata continua ad essere il mezzo obbligato nel percorso casa – scuola, per la mancanza di servizio pubblico in gran parte d'Italia, con percentuali alte per chi ha figli alla materna (64%), alle elementari (69%) e alle medie (68%), ma cala drasticamente dalle superiori in poi (30%), quando si preferisce non farsi più accompagnare dai genitori. I giovani tra i 14 e i 18 anni sono sempre più multi-modali: oltre al mezzo pubblico usano moltissimo la bici, propria o in sharing (30%) oppure vanno a piedi (10%).

“Sebbene ancora oggi la maggior parte degli spostamenti avvenga con il mezzo di proprietà alimentato con carburanti fossili, la mobilità in Italia sta cambiando - ha dichiarato la Presidente di Legambiente Rossella Muroni – e l’alternativa è sempre più varia e composita. La bicicletta ottiene sempre più consensi nonostante l’avanzata dei mezzi elettrici di diverso tipo, dai più piccoli (la micromobilità elettrica) alle biciclette a pedalata assistita, ai nuovi scooter, dalla mobilità di prossimità (cargo bike e furgoni) alle automobili elettriche fino alla mobilità elettrica condivisa o pubblica, come i bus elettrici e le metropolitane. La sfida ora consiste nell’adeguare le città a queste nuove forme di mobilità. Solo così potremo accompagnare la conversione verso una mobilità più sostenibile; solo promuovendo la modernità potremo dire addio al traffico e all’inquinamento da combustibili fossili”.

“In occasione del Forum QualeMobilità – riassume Andrea Poggio, responsabile mobilità sostenibile Legambiente – è stato proposto un piano strategico per uscire dal diesel nelle città nel 2025 e in tutta Italia dal 2030: solo 15, 20 anni per sostituire 37 milioni di auto a combustione interna con 20 milioni di mezzi elettrici leggeri e solo 18 milioni di auto elettriche, usate spesso in condivisione. Dimezzando il carico fiscale che oggi grava sulla motorizzazione (da 72 a 36 miliardi di euro all’anno), grazie al progressivo abbandono non solo del gasolio e della benzina, ma anche del gas auto: solo per i trasporti pesanti e per le navi si userà biometano prodotto da rifiuti organici e scarti agricoli.”

Due le considerazioni più rilevanti che emergono dalla proposta strategica di Legambiente. Primo: non si deve più pensare che la principale novità della nuova mobilità sia limitata ad un cambio di motorizzazione delle automobili: da diesel ad elettrico. No, cambia tutto. Legambiente ipotizza la fine del predominio del mezzo di trasporto di proprietà, metà dei mezzi elettrici in circolazione non costituito da automobili, ma da diversi mezzi di micro mobilità personale (dal monoruota alla bici), moto e scooter, cargo e mezzi speciali di servizio per la mobilità di prossimità. Più trasporto pubblico, con mezzi a zero emissioni (Milano acquisterà solo bus elettrici dal 2025 e dal 2030 tutto il TPL sarà elettrificato). Bus e pulman, camion e navi, quando non elettrici, a bio-GNL e a idrogeno. Secondo: cambierà entro il 2030 tutta la fiscalità legata alla motorizzazione in Italia (una manovra da 72 miliardi di euro!). Il gettito fiscale si dimezza: pagheremo solo 36 miliardi di euro. Soprattutto grazie alla diminuzione delle vendite di carburanti e quindi la diminuzione delle accise e delle tasse relative. Le tasse sull'elettricità, anche grazie alla maggior efficienza dei veicoli a motore, sono molkto più basse. Raddoppiano invece il bollo e i pedaggi, sia quelli stradali (non solo autostrade) e di accesso alle aree centrali delle città metropolitane: ma i costi generali della mobilità - grazie all'efficienza - possono ridursi. Un'avvenire desiderabile.

 

Con il patrocinio di: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Lazio, Res4Med

In collaborazione: Lorien Consulting che cura l'Osservatorio nazionale mobilità

Aderiscono al Forum: Alphabet, Askoll, Bikemi, BMW, Car2Go, Duferco Energia, Enel Foundation, Energica, Enerpoint e ABB, Five Trade, Free2Move, Pirelli, ReFeel, Route 220, Share'NGo, Toyota, Ubeeqo, Up2Go

Media partner: La Nuova Ecologia, Qualenergia, EMC TV

Aggiornamenti e informazioni anche su: www.forumqualenergia.it.

 

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