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Andrea Poggio   16 gennaio 2017

FCA-Fiat imbroglia: diesel inquinano più del limite

Chiariamo subito: non sappiamo se il governo italiano fosse a conoscenza che FCA usasse negli USA un software truccato per ingannare le prove di omologazione per mostrare un inquinamento inferiore al reale. E forse neppure Angela Merkel poteva sapere che la Volkswagen facesse lo stesso. Ma tutte le Agenzie ambientali, da quella europea (qui il link al rapporto 2016), all'Ispra italiana a quelle regionali che curano il catasto pubblico delle emissioni inquinanti sono a conoscenza da anni che le automobili, soprattutto i diesel, furgoni, camion e pullman, sforano i limiti di legge per molti inquinanti. Di quanto? Di molto: mediamente il 40% di più per le emissioni di CO2 e anche del triplo o quadruplo per gli ossidi d’azoto e il particolato. Un esempio? Un'auto euro5 diesel non dovrebbe emettere più di 130 grammi/Km di CO2, 180 mg/Km di ossidi d'azoto e 5 mg/Km di polveri sottili (PM10): l'Agenzia per l'Ambiente considera invece che emetta rispettivamente 167, 705 e 26. Una bella differenza!
Perché ne siamo così certi? Perché in tutti i rapporti pubblici delle Agenzie per l'ambiente e nelle comunicazioni ufficiali ai governi sta ormai scritto quel che Legambiente ha messo in luce nel rapporto Malaria 2016 lo scorso gennaio: se da un lato si svolgono i controlli legali al momento dell'omologazione dei veicoli e si verifica l'ottemperanza dei limiti alle emissioni con prove edulcorate, in altre pagine degli stessi rapporti ufficiali si stimano le emissioni reali dei veicoli, basandosi su pubblicazioni, dimostrazioni e prove tecniche di uso “reale” dei veicoli. Quando sosteniamo che il traffico veicolare è ancora la causa principale dell'inquinamento atmosferico urbano è perché consideriamo le emissioni reali, non quelle “legali”. Diamo per scontato che FCA e la gran parte degli altri produttori di veicoli ci ingannino.
Vi ricordate che il Ministro dei trasporti Graziano Delrio aveva promesso, all'indomani dello scandalo Volkswagen controlli severi e veritieri anche in Italia? Ebbene, sono fatti dal CNR per conto del governo e comunicati alle Camere (vedi documento divulgato dal gruppo 5 Stelle): i diesel Fiat, emettono “a caldo” più del doppio dei limiti. Dopo una ventina di minuti i sistemi di controllo degli inquinanti vengono disattivati. Non è proprio come il software Volkswagen, ma il risultato è equivalente…
Eppure il governo italiano non ha fatto niente. Cosa avrebbe potuto fare? Gli Stati Uniti di Obama hanno multato Volkswagen e Angela Merkel ha imposto alle sue industrie una virata verso la trazione elettrica di cui si vedranno i frutti già l'anno prossimo. L'80% degli stati dell'Unione europea hanno adottato politiche fiscali o di incentivi che penalizzano le auto inquinanti e sostengono la mobilità pubblica, condivisa, leggera ed elettrica. Così come negli USA e in Cina (ormai primo mercato al mondo per i veicoli elettrici, dalla bici, moto, auto e metropolitane). In Italia il governo di Matteo Renzi ha creduto nel “miracolo” Marchionne e nella favola che per salvare l'italica 500 bastasse il mercato delle Jeep, e guai a chi la pensava differentemente. Il codice della strada è fermo al secolo scorso e persino la 500 elettrica (6 mila pezzi negli States) non è neppure in vendita. Qui potete trovare le 10 proposte di Legambiente per disinquinare le nostre città. Cosa si aspetta?


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