MAGAZINE


Magazine
Andrea Poggio   16 gennaio 2020

ENI multa per greenwashing

L'ENIdiesel+, il biodiesel di ENI, non è "green" ma pubblicità ingannevole, non fa -40% emissioni, ma è pratica commerciale scorretta, sottoposta alla massima multa possibile di 5 milioni di euro, "tenuto conto della gravità e della durata della violazione", questa la conclusione dell'Autorità Garante per la Concorrenza e il mercato di oggi, dopo la segnalazione promossa un anno fa da Legambiente, Movimento difesa del Cittadino e Transport&Environment. 

Oggi, grazie alla conclusione della lunga istruttoria dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, sappiamo che la pubblicità “ENIdiesel+” (“fino a -40% di emissioni gassose”), che ha inondato giornali, televisione e il web dal 2016, è stata “ingannevole”. E' la prima condanna per  greenwashing in Italia: un prodotto definito come “green diesel”, “bio diesel”, anche “grazie alla componente rinnovabile” non lo era o non poteva vantare le caratteristiche ambientali dichiarate. E per questa ragione il dispositivo dell’AGCM dispone una sanzione amministrativa di 5 milioni (il massimo previsto dalla legge).
Tutto nasce da un articolo pubblicato a gennaio 2019 dalla rivista “La nuova ecologia”, la storica testata di Legambiente, che solleva dubbi sull'affermazione “-40% di emissioni gassose” e rivolge pubblicamente 6 domande ad ENI. La risposta di ENI, conferma sospetti e dubbi, ribaditi sulla rivista e all'origine di una segnalazione per “pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo” all'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato” depositata il 27 febbraio 2019.
Pochi giorni dopo l'Autorità apre il procedimento e nelle settimane successive l'ENI cambia la propria campagna pubblicitaria sia sui giornali che in televisione (rimane sul web e nei distributori sino a novembre). E' la prima indiretta conferma delle nostre ragioni. Dopo ben 3 proroghe richieste da ENI, ogni volta preannunciando documentazione e prove risolutive, l'Autorità ha deciso la chiusura del procedimento per il 22 dicembre, reso pubblico oggi 15 gennaio.
Quali dunque le conclusioni?
1) Il “greendiesel” di ENI (la componente HVO aggiunta a quasi tutto il gasolio) e il prodotto ENIdiesel+ (15% biodiesel) sono associate nella comunicazione pubblicitaria, confondendo e vantando caratteristiche ambientali “totalmente estranee” ai prodotti;
2) “Appare in particolare ingannevole l'utilizzo della denominazione “Green Diesel” e delle qualifiche “green” e “rinnovabile” per la componente HVO del prodotto...”. Inoltre “non terrebbe conto dell'effetto che può avere sulle emissioni complessive di CO2 il cambiamento indiretto della destinazione dei terreni a causa dell'utilizzo di olio di palma”, come ormai indicato anche dalla direttiva comunitaria (2015/1513 UE);
3) “Infine i vanti di riduzione delle emissioni gassose e di riduzione dei consumi contenuti nei messaggi e nelle informazioni in argomento sono estremamente generici nel prospettare “fino al 40%” di riduzione delle emissioni gassose, del 5% in media delle emissioni di anidride carbonica … non risulterebbe vero sulla base delle risultanze istruttorie o sono basate su calcoli non adeguati a giustificarli.” Non sono dimostrati neppure dalle stesse prove portate da ENI: non valgono per le auto più nuove, non valgono per gli inquinanti più significativi per i diesel (es. ossidi d'azoto), si dimostrano lontani dal dichiarato (-40%) nella gran parte dei casi esaminati;
4) “I messaggi riguardano un gasolio per autotrazione, ovvero un carburante che per sua natura è un prodotto altamente inquinante e che, evidentemente, non può essere considerato “green”.
L’AGCM di conseguenza, determina una sanzione amministrativa per pratica commerciale scorretta, in 5 milioni di euro, “pari al massimo edittale”. Tra le motivazioni anche l’aumento delle vendite dell’ENIdiesel+ e i premi (fra 10 e 15 milioni di euro) per incentivare i benzinai nella vendita del prodotto “green”.

In allegato in fondo alla pagina il dossier completo scaricabile e l'articolo de "Il fato Quotidiano" e del Corriere della Sera. Infine, ora dobbiamo ottenere la fine degli incentivi all'olio di palma nel diesel, e quindi ricordatevi di firmare e far firmare www.change.org/unpienodipalle

 

 

File allegati:

NESSUN COMMENTO


LASCIA UN COMMENTO

Per lasciare un commento è necessario autenticarsi.
Se non ti sei ancora registrato, clicca qui.


    Licenza Creative Commons. I contenuti di questo sito sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia