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Andrea Poggio   11 aprile 2017

Energia libera, per l’autoproduzione da rinnovabili (solare)

Mentre i petrolieri di tutto il mondo, con la presidenza Trump, sperano ancora in qualche anno di guadagni, varrebbe la pena che l’Europa, governi e famiglie, si dessero da fare per autoprodursi da fonti rinnovabili l’energia che serve. Anche senza incentivi aggiuntivi, semplicemente permettendolo a strati crescenti della popolazione, di comuni e delle imprese.
I prezzi, sempre più bassi, dei pannelli solari, dei sistemi di accumulo (quando c’è il sole metto da parte l’energia in eccesso per quando non c’è) cominciano a consentirlo.
Quando il solare era (anche eccessivamente) incentivato, un impianto da 3 kWatt di picco sul tetto di casa costava più di 21-22 mila euro: oggi un impianto anche più efficiente, costa 6-8 mila euro. Tre volte di meno. Un sistema di accumulo domestico costa la metà di qualche anno fa e, con batterie al Litio, consente un numero di ricariche (quindi una durata dell’impianto) decisamente superiore. Sarebbe quindi possibile aumentare di molto l’autoconsumo, soprattutto nelle ore serali quando tramonta il sole.
Ma occorre permetterlo: oggi chi installa un impianto solare è “costretto” a vendere l’energia che produce alla rete ad un prezzo anche 4 o 5 volte inferiore a quanto l’acquista. E’ per questo motivo che Legambiente chiede al governo e al parlamento di legiferare affinché sia possibile a famiglie, condomini, amministrazioni comunali e reti locali (di quartiere o di vallata, come succede per le Cooperative storiche di autoproduzione nelle Alpi) di potersi produrre l’energia che consumano senza pagare oneri di rete e tassazioni improprie. E’ quanto sta scritto in questo documento che potete scaricare dal sito di Legambiente.
Trovate le motivazioni anche in questo video.
Mandate una mail di adesione e, se volete, aderite anche alla petizione (che ho firmato anch’io) "Al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni : Scambiare o vendere energie rinnovabili sia libero per tutti" su Change.org. È importante.
Se invece dell’energia elettrica si vuole ricorrere al riscaldamento o all’acqua calda di origine solare, ci sono i pannelli sapori termici (50% di sconto fiscale) oppure i sistemi a riscaldamento a biomasse che inquinano poco, come segnalato anche sul nostro sito.
Dai, non perdiamo le occasioni di primavera, quando utile programmare i lavori in casa, per finirli entro l’autunno.


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