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Viviconstile   5 giugno 2014

Due bracciate nel Caos climatico

Per informare i vacanzieri ogni anno l'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA) pubblica il “rapporto sulle acque di balneazione in Europa” a ricordarci che la qualità delle acque nelle quali ci tuffiamo è importante per noi ma anche per la salute del Pianeta ed è un'importante indice della qualità delle acque interne di ogni Paese.

La relazione 2014 (dati 2013) promuove le acque di 22 mila tra spiagge e punti di prelievo negli Stati membri dell'Ue (28 compresi Svizzera e Albania): più del 94 per cento delle acque di balneazione ha raggiunto i minimi standard di qualità dell'acqua fissati dalle direttive UE. Ma La proporzione di balneazione di acque con qualità eccellente (conforme ai valori più severi dell'analisi) sono aumentate di 3,6 punti percentuali rispetto al 2012 , raggiungendo 82.6 % .Solo il 2 % delle acque di balneazione non ha superato l'esame. Le acque italiane hanno ricevuto per l’87,2% un voto eccellente, per il 7,6% sufficiente, per il 2,5% minimo, per il 2,6% 'non tuffatevi in queste acque'!

Nella graduatoria del rapporto in testa troviamo Cipro e il Lussemburgo (con un voto pari al 100% dei parametri richiesti), seguiti da Malta (99%),Croazia (95%) e Grecia (93%) fanalini di coda dell’Unione europea sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%), Francia (3%), Spagna (3%) e Irlanda (3%).

Tutto bene in apparenza: ma non è così! L’Agenzia Europea per Ambiente nella nota del rapporto aggiunge: "La valutazione delle acque di balneazione non tiene conto dei rifiuti, dell’inquinamento e di altri aspetti che danneggiano l’ambiente naturale. Sebbene la maggior parte delle zone di balneazione sia sufficientemente pulita ai fini della tutela della salute umana, numerosi ecosistemi nei corpi idrici europei si trovano in una situazione allarmante. Ciò è particolarmente evidente nei mari europei: da una recente valutazione è risultato che gli ecosistemi marini europei sono messi in pericolo da cambiamenti climatici, inquinamento, pesca eccessiva e acidificazione. Molti di questi rischi sono destinati ad aumentare". Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Aea spiega meglio "Le acque di balneazione in Europa sono migliorate negli ultimi vent’anni. Oggi il problema principale sono i picchi di inquinamento di breve durata causati da piogge violente e inondazioni, che possono provocare tracimazioni dei sistemi fognari e conseguente riversamento di batteri fecali provenienti dai terreni agricoli nei fiumi e mari".

Per avere informazioni online sulla qualità delle acque nei Paesi Europei puoi utilizzare questi due strumenti online: WISE Bathing Water Quality oppure l'altra applicazione web sul sito dell'Agenzia Europea per l'Ambiente che da accesso alle informazioni sulla qualità delle acque di balneazione in oltre 22 000 siti di balneazione in tutta Europa, State of bathing waters.

Ma se l'Unione Europea è ottimista sul quadro generale Legambiente invece fotografa una marea di plastica. I rifiuti più frequenti sulle nostre spiagge sono bottiglie e contenitori di plastica. Seguiti da tappi e coperchi, a pari merito con i mozziconi di sigaretta, poi da stoviglie usa e getta di plastica, dai cotton fioc e da mattonelle e calcinacci. Sono i risultati dell’indagine sul beach litter -la pattumiera in spiaggia- curata Legambiente secondo il protocollo scientifico del ministero dell’Ambiente e di Ispra, nell’ambito della campagna Spiagge e Fondali puliti - Clean up the Med.

File allegati:

1 COMMENTO

V@l&nt¡n@

V@l&nt¡n@

08/06/2014 alle 21:40

Ottima idea , in alcuni posti non si può fare il bagno a causa dei rifiuti


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