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Andrea Poggio   17 settembre 2019

Costruire in legno, bello e sano

Negli ultimi decenni il legno è stato ampiamente rivalutato dai progettisti grazie a una diffusa sensibilità ambientale e a una costante attività di ricerca e sviluppo nell’ambito delle tecnologie costruttive. In particolare, il settore dove il legno sta vivendo una fase di forte crescita è quello degli edifici multipiano, grazie alle nuove tecniche progettuali e l'uso di ancoraggi, giunti e cavi d'acciaio. La possibilità di realizzare architetture innovative, ecologiche, sicure e soprattutto che fanno bene all’ambiente, permettendo, così, al progettista di esprimere la propria vena creativa e non essere limitato da vincoli di produzione industriale. “La casa è il luogo più intimo per noi, è la culla dei nostri amori e del nostro futuro, ci spiega Cristian Seghetti di Case in Legno srl; è l’ambiente dove abbassiamo le nostre difese e siamo più vulnerabili: per questo motivo deve essere sana, comoda e al nostro servizio! Semplice e pratica da usare ma, allo stesso tempo, prestante ed affidabile! Il legno unisce tutte queste prerogative e ci permette anche di contribuire a fare qualcosa per salvare il nostro Pianeta.”
Come e quando conviene costruire in legno? Quando si costruisce una nuova abitazione oppure di deve ristrutturare o ric ostruire un edificio antisismico e/o ad elevate prestazioni energetiche (vedi approfondimento). Utile anche pensare alle conseguenze delle proprie scelte:
- per la produzione di un edificio in legno di 100 m2 di superficie abitabile, il bosco italiano impiega circa 15 secondi per rigenerarlo e
- che ogni metro cubo di legno, utilizzato in sostituzione di un altro materiale da costruzione, riduce le emissioni di CO2 nell’atmosfera di una media di 1,1 t di CO2.
Il tema attuale dell'impatto ambientale delle costruzioni spinge anch'esso verso l'uso di materiali naturali. Si studiano e si confrontano i materiali e le tecniche costruttive lungo l'intero “ciclo di vita”: l'uso di foreste “coltivate” con attenzione alla biodiversità, la rinnovabilità dei materiali, la produzione degli elementi strutturali e architettonici, il cantiere, l'efficienza energetica, la manutenzione e durabilità, lo smantellamento o demolizione, la facilità di riuso o riciclo dei materiali, l'impatto finale del residuo smaltimento. Gran parte di tutte queste fasi sono favorevoli al legno, che “immagazzina” carbonio dell'aria e energia solare durante la crescita delle piante, riduce i consumi energetici nella costruzione rispetto al cemento, contribuisce all'isolamento termico e, come dimostrano alcuni manufatti e travi presenti nelle abitazioni di oggi, possono durare secoli. Il recupero e il riciclo del legno, così come il recupero energetico finale della frazione residua (energia rinnovabile), sono tecniche industriali note e presenti in Italia. Non si può dire lo stesso per cemento e calcestruzzo!

 


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