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  23 gennaio 2013

Contro la mal'aria di città, Torino cerca il giusto MICS

In partenza il primo esperimento di mobility management di quartiere. Venti torinesi che usano l'auto tutti i giorni saranno aiutati a sperimentare soluzioni alternative per spostarsi in città.

Anno nuovo, problemi vecchi. Il 2013 è stato denominato “anno europeo dell'aria”, ma nel nostro caso sarebbe più realistico definirlo “anno europeo dello smog”. I dati dell'indagine annuale Mal'aria di Legambiente confermano quella che è ormai un'emergenza cronica: 51 città, tra le 95 monitorate dall'associazione, sforano abbondantemente i livelli di polveri sottili (PM10) consentiti dalla legge. Alessandria, Frosinone, Cremona e Torino guidano la classifica delle più inquinate, ma per il capoluogo piemontese il vento potrebbe presto cambiare.

Mentre il Comune in questi giorni ha varato il primo piano regolatore per la bicicletta, sintetizzabile in tre parole d'ordine “più raccordi”, “più piste protette”, “più aree a 30 chilometri all'ora”, dal basso parte un innovativo esperimento di mobility management di quartiere. Si chiama MICS (Mobility Integration for Community Solutions) ed è l'unico progetto italiano sulla mobilità sostenibile premiato dalla Commissione Europea nell’ambito della campagna “Do the right mix”.

L'esperimento, promosso da otto associazioni del territorio, coinvolgerà 20 torinesi reclutati nel quartiere di San Salvario che utilizzano prevalentemente l'auto, soprattutto nel tragitto casa-ufficio. Studiati i percorsi e le esigenze di ognuno, verrà proposto un nuovo piano di mobilità sostenibile basato sulla combinazione di mezzi diversi e alternativi all'auto. I 20 pionieri proveranno così a modificare le proprie abitudini di spostamento, facendosi monitorare per ogni chilometro percorso per due settimane. Come incentivo, riceveranno abbonamenti gratis ai mezzi pubblici e al bike sharing. L'intera avventura verso la ricerca del "giusto mix" sarà poi documentata in un video in cui i partecipanti faranno da testimonial.
Scrollarsi di dosso l'auto, potrebbe non essere una "mission impossible".


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