MAGAZINE


Magazine
  12 gennaio 2012

Contro la crisi, la manovra di Legambiente a favore della famiglia (parte 2)

Dopo le misure per tagliare gli sprechi più comuni, ecco le scelte e gli investimenti green più lungimiranti per rispondere alla crisi economica attraverso nuovi stili di vita.

Non solo lotta agli sprechi. La risposta italiana alla crisi dipende molto anche dalla possibilità e dalla capacità delle famiglie di investire tempo, attenzione e denaro per rendere più sostenibile il proprio stile di vita.

Una quota importante di scelte e di spese familiari riguarda beni durevoli (casa, mezzi di locomozione, elettrodomestici, pannelli solari, elettronica, formazione), che grazie all'aiuto di norme, agevolazioni fiscali e offerte credibili di mercato potrebbero essere orientate verso una nuova economia, più lungimirante e sostenibile.

Questa seconda parte della manovra sui consumi di Legambiente mostra come attraverso tre importanti investimenti familiari si possa ottenere un vantaggio complessivo di 5 mila euro all'anno, pari al 15% su un totale di spesa annuale medio della famiglia nelle regioni del Nord di 33.500 euro (2010), da sommare ai 2mila euro che si risparmiano tagliando gli sprechi più comuni (vedi prima parte della manovra).

Il vantaggio non è solo individuale. Perché ristrutturare casa per renderla più efficiente ed investire sulle energie rinnovabili fa guadagnare anche le nostre imprese e lo Stato e contribuisce allo sviluppo di occupazione, tecnologie e sapere.

In città si può vendere un'auto a famiglia
Ristrutturare casa
Investire sulle energie rinnovabili (di caseggiato o di quartiere)

In città si può vendere un'auto a famiglia.
In questi anni la politica degli incentivi è stata indirizzata essenzialmente a vantaggio delle case automobilistiche e ha favorito il ricambio verso veicoli un po' meno inquinanti, ormai già soppiantati dai nuovi "euro 5"! Mentre rischiamo seri passi indietro, a causa dei tagli sul trasporto pubblico locale, scopriamo che la vera scommessa, oggi, è possedere meno automobili (e in generale veicoli di proprietà), soprattutto in città.

Facciamo un esempio. Un veicolo che marcia per meno di 10 mila chilometri l'anno, a Milano, costa 2 mila euro di ammortamento, tagliando, manutenzione, altri mille di assicurazione, uno o 2 mila euro di carburante, nell'ipotesi in cui percorrano 5 o 10 mila chilometri. Un posto garage in affitto vale dai 150 ai 400 euro al mese, a seconda della zona. Totale: 6 mila euro all'anno come minimo.

Di contro, per l'abbonamento annuale ai mezzi pubblici più car e bike sharing bastano circa 400 euro. Il taxi o il car sharing, una volta alla settimana, si prendono 1.500 euro all'anno. L'autonoleggio in vacanza, altri mille euro. Siamo sempre alla metà del costo di un'auto di proprietà.

Vendere l'auto e sfruttare per gli spostamenti quotidiani i nuovi servizi di mobilità sostenibile e alternativa (mezzi pubblici, car e bike sharing, autonoleggio):
3.000 euro all'anno (la metà del costo di un'auto di proprietà)
Torna su

Ristrutturare casa.
Usufruendo delle detrazioni fiscali sugli investimenti di efficienza energetica (bonus 55%, prorogato per il 2012) è possibile portare i consumi per il riscaldamento e la climatizzazione estiva della grande maggioranza delle abitazioni in cui viviamo dalle ultime classi energetiche sino ad una più che dignitosa classe D o C. Il che vuol dire ridurre considerevolmente le spese di riscaldamento: da 2 mila euro, per le zone più fredde del Nord Italia e nelle aree montane, a soli 700 euro l'anno. Il ventaglio degli investimenti possibili è ampio: si va da qualche centinaio di euro per la manutenzione della caldaia e l'installazione di un sistema di regolazione della temperatura, alle decine di migliaia di euro per l'isolamento del tetto o per la totale capottatura dell'edificio.

Facciamo l'esempio di una famiglia che investe 12 mila euro per rendere più efficiente la propria abitazione (singola o in condominio). La spesa va fatturata e dichiarata, contrariamente a quanto avviene con la maggioranza dei lavori di ristrutturazione. Su tutta o buona parte di essa, l'IVA è dimezzata (11% anziché 21%). E circa la metà dell'importo sostenuto si scarica dalle tasse negli anni, vantaggio cui va aggiunto il risparmio sui costi energetici. Risultato: in 10/15 anni l'investimento si recupera e poi è solo risparmio.

Contemporaneamente, lo Stato incassa l'IVA (almeno 1.000 euro), l'Irpef dalla società edile e le trattenute dal lavoro dichiarato (almeno altri 3 mila euro). Tutti, insomma, ci guadagnano: la famiglia, l'economia italiana, lo Stato.
Torna su

Investire sulle energie rinnovabili (di caseggiato o di quartiere).
Solare, mini eolico, piccole centrali a biomassa
(pulizia dei boschi, biogas da rifiuti) per i paesi in campagna o in montagna possono divenire il modo per garantire valore alle abitazioni, comfort a prezzi contenuti, persino buona redditività degli investimenti familiari negli anni.

Un ordine di grandezza? Un investimento di 12 mila euro a famiglia in rinnovabili decentrate (eolico o fotovoltaico per l'elettricità, biomasse per produrre calore o biocombustibili), grazie alle diverse agevolazioni in vigore e al risparmio sulla bolletta elettrica, puó garantire una entrata sicura alla famiglia di circa mille euro all'anno per 20 anni.

Il vantaggio individuale non ha bisogno di tante dimostrazioni. Il tasso di interesse dell'investimento è simile a quello cui sono arrivati i BOT italiani, con la differenza che fa guadagnare noi e le nostre aziende, invece di chi specula sul debito italiano!
Torna su


NESSUN COMMENTO


LASCIA UN COMMENTO

Per lasciare un commento è necessario autenticarsi.
Se non ti sei ancora registrato, clicca qui.


    Licenza Creative Commons. I contenuti di questo sito sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia