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Andrea Poggio   14 giugno 2019

Comunità energetiche: cominciamo con le cooperative

Una serata di grande partecipazione, per capire insieme se, con la fine del mercato tutelato per l'elettricità, ci sono alternative alle offerte telefoniche delle varie compagnie di distribuzione di elettricità, indistinguibili per noi consumatori. Ebbene sì, l'alternativa esiste, come ci hanno raccontato Vincenzo Scotti, AD della Cooperativa WeForGreen e Gianluca Ruggieri, AD di èNostra. In allegato le presentazioni della serata, le loro di presentazione delle due cooperative, quella di Davide Biolghini, e quella di Andrea Poggio che a nome di Legambiente ha suggerito ai tutti di iniziare ad aderire alle cooperative con l'intento di raccogliere le forze (Comuni, imprese, utenze commerciali, scuole, agricoltori) per costituire anche nel lodigiano "comunità energetiche". 

Come aderire alle offerte delle cooperative? Semplicissimo, si può persino, dopo aver letto tutte le info e aver scelto, farlo on line. Per quanto riguarda www.weforgreen.it dopo aver letto e ben compreso la differenza tra l'adesione come puro consumatore, oppure come socio autoproduttore, si accede alla sezione relativa "la nostra offerta" e dopo aver visto le tariffe praticate, eventualmente scaricato l'opuscolo di presentazione, si accede anche all'area in cui completare e inviare la richiesta di adesione: deve aderire l'intestatario della bolletta. C'è anche numero verde e email a cui rispondono gli uffici della cooperativa.

Analogo il modo di aderire a www.enostra.it, dopo esserci ben documentati sull'offerta (il costo finale è analogo, con differenze a fine anno dell'ordine di grandezza di 10 di euro a fine anno per una utenza domestica media), si accede direttamente alla sezione "tariffe" o "come fare" per mandare la richiesta e la documentazione relativa. 

Nel recente dossier Legambiente “Comuni Rinnovabili” (http://fonti-rinnovabili.it/legambiente-presenta-comuni-rinnovabili-2019-troppo-lenta-la-crescita-dellenergia-pulita-in-italia-a-rischio-gli-obiettivi-al-2030/) scopriamo tra le 100 storie raccolte che la Cooperativa Elettrica di Funes, in provincia di Bolzano, i cui soci sono gli stessi abitanti della valle, che soddisfa pienamente il fabbisogno del territorio, grazie al mix delle fonti rinnovabili. Produce più energia pulita di quanta ne consumi e il resto viene venduto alla rete nazionale reinvestendo i ricavi sia in sconti sulla bolletta elettrica, sia progettando e realizzando nuovi impianti. Ecco cosa intendiamo per “comunità energetiche” e perché vorremmo costituirle anche a Lodi.
Si potrà, probabilmente, dall'anno prossimo, se il governo darà finalmente il via libera ad una legge nazionale di riconversione della nuova direttiva europea sulle energie rinnovabili. E come mai a Funes è stato possibile e a Lodi no? Semplicemente perché la Cooperativa degli abitanti e delle imprese di Funes esiste da un secolo, prima della legge di nazionalizzazione dell'energia elettrica che nel 1964. Da allora non è più stato possibile ad una comunità locale (condominio, paese, consorzi artigianali, quartiere di una città) realizzare insieme un impianto rinnovabile e consumare l'energia prodotta tra famiglie, imprese, scuole o amministrazioni comunali.
E allora cosa si è fatto in questi anni? Cosa ci racconteranno Cooperative come “è-nostra” o “WeForGreen” che partecipano il 13 giugno al nostro incontro (https://www.facebook.com/events/285668249008021/)? In questi anni i privati hanno potuto applicare sul tetto di casa loro (o del condominio, con il benestare scritto degli altri condomini) impianti solari e consumare l'elettricità prodotta esclusivamente sul proprio contatore. Oppure (ed è il caso delle cooperative che si presenteranno a Lodi) tanti consumatori di elettricità possono associarsi in una stessa società pre-acquistando all'ingrosso “pacchetti” di energia elettrica rinnovabile da impianti rinnovabili di propria fiducia. La “bolletta elettrica” è così controllata dagli stessi soci consumatori e, in genere, un po' meno cara del mercato.
Le stesse cooperative possono decidere di investire (esattamente come si partecipa alla costruzione di un condominio) i contributi o i prestiti degli associati che lo desiderano acquisendo il controllo o la proprietà di impianti rinnovabili: è quello che ho fatto anch'io con una cooperativa (https://www.forgreen.it/prodotti/persone-energiacondivisa/), ricavandone di tanto in tanto durante l'anno, una restituzione del prestito con interessi. Se il mio consumo è proporzionale alla produzione della “mia” quota di impianto, vado in pari. Posso quindi simulare il consumo dell'energia autoprodotta. Ma appunto solo simulare, perché in realtà l'elettricità è stata venduta alla rete (all'autorità statale responsabile del mercato elettrico), e acquistata da un altro distributore che vende all'ingrosso energia rinnovabile certificata.
Nella serata del 13 giugno a Lodi ci proponiamo due obiettivi. Il PRIMO: proporre intanto, per chi voglia, diventare consumatore e/o produttore di cooperative energetiche. Importante soprattutto per i privati perché il marcato tutelato finirà a breve. Il SECONDO: vorremmo prepararci ad un prossimo futuro e proporre la costituzione di un nucleo fondatore di prima COMUNITA' ENERGETICA, raccogliendo disponibilità ad insediare impianti, investire nella loro realizzazione, partecipare come consumatori o anche come investitori in impianti rinnovabili territoriali.
Infine: sia chiaro, il Circolo Legambiente LODIVERDE vuol partecipare al processo sociale delle comunità energetiche, assicurarne la correttezza ambientale e etica, ma non essendo un soggetto economico, non intende né gestirle né controllarle.

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