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Andrea Poggio   14 novembre 2017

Auto elettrica: tassare la proprietà non la bolletta elettrica

Il 10 novembre scorso è stata presentata la nuova SEN, Strategia Energetica Nazionale, un testo migliorato, anche grazie alle nostre critiche. Si esce dal carbone nel 2025, solo con le rinnovabili (solare, eolico). Ma rimane una assurda dimenticanza: non si fa nulla per la mobilità a zero emissioni, ciclopedonale ed elettrica. Alle critiche, il Ministro Carlo Calenda, se ne è uscito proponendo (se "le forze politiche glielo chiedessero") di tassare le bollette elettriche per incentivare l'acquisto di automobili a batteria!  

Nessun paese del mondo (dalla Norvegia alla Cina) incentiva la mobilità elettrica (dalla bici, alle auto e alle metropolitane) senza tassare qualcos’altro. Chi se la prende con i carburanti, chi l’importazione, la targa, la CO2.
E’ giusto tassare le bollette elettriche per incentivare l’acquisto di auto(veicoli) elettrici? E come? Se aumenti le bollette alle acciaierie dopo chiudono, piccola e media industria sono già più care, rimane la famiglia. Fai pagare l’auto elettrica (3 su 4 acquistate oggi da società) ai pensionati? Mentre togli dalla bolletta gli incentivi alle rinnovabili? Ma…
Soprattutto: cosa vogliamo che cambi con una tassa “di scopo”, tendenzialmente a pareggio, come questa? La leva fiscale è uno degli strumenti più efficaci che ha lo stato per indurre cambiamenti nelle scelte di consumo e negli stili di vita. E questa scelta ha conseguenze ambientali formidabili. 
Non ha senso far acquistare (alle imprese) auto elettriche e indurre, tassandone i consumi, un controllo sui consumi elettrici delle famiglie. Non ha senso la rottamazione, perché induce un ricambio solo tra chi usa molto l’auto (sempre gli stessi). Non riduce il parco circolante.
In Italia non si rottama mai la vecchia auto e il vecchio camion perché non costa niente tenersi il vecchio. E’ il bollo che costa mediamente troppo poco. Troppo poco persino rispetto a quanto costa alla collettività il suolo pubblico per il parcheggio del mezzo: 50 milioni di mezzi (dal motorino all’autocarro pesante) pagano mediamente 120 euro all’anno! Vedi in proposito la proposta scaricabile qui sotto.
Costa meno tenere la vecchia auto (euro 0) che fare le pratiche di radiazione dall’albo!
E che senso ha incentivare la proprietà della vecchia auto a benzina per il povero pensionato, e fargli invece pagare sull’elettricità l’auto elettrica (non meno di 30 mila euro di costo) all’azienda?
Meglio piuttosto cominciare ad indurre la dismissione di tutte le vecchie auto, aumentandone la tassa di possesso (bollo), per incentivare le alternative (elettrico, dalla bici al bus, meglio se condivisa, a chiamata o a noleggio). Mi si dirà: ok, aumenta il bollo a Milano, dove il car sharing funziona, ma nel paese dell'Appennino?
Vero: ma è anche vero che a Milano c'è il bike sharing e il car sharing (come gli autobus pieni) perché si è limitato e tassato l'auto di proprietà. A Milano, rispetto a Bastia Umbra, costa il parcheggio (anche per residenti), costa l'areaC, non circoli quando inquina, ti danno più multe. Per questa ragione a Milano si comincia ad andare in bicicletta più che a Bastia, non perché c'è la metropolitana.

Che ne pensate?

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