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  27 novembre 2012

Auto elettrica, cosa manca per farla decollare

Meno di 400 le auto elettriche immatricolate nel nostro Paese da gennaio e settembre di quest'anno. Proviamo a capire il perché di questo fiasco.

Sono solo 339 le auto elettriche immatricolate in Italia da gennaio a settembre 2012: una cifra ridicola, visti anche gli sforzi -non solo pubblicitari- di aziende del calibro di Renault, Nissan, Daimler Benz, Peugeot e Citroen. Di questo passo, nel 2020 sulle nostre strade circoleranno più o meno 4mila auto elettriche, lo 0,011 per cento dell’attuale parco macchine. Un vero fiasco.

Proviamo a capirne le cause. Prima, e più evidente: le colonnine per ricaricare gli autoveicoli sono quasi inesistenti. Poi, manca una politica, a livello nazionale e locale, che scommetta sulla mobilità a emissioni zero. Senza interventi specifici -come appunto l’installazione di colonnine per il pieno di elettricità, subito e dappertutto-, anche il bonus di 5mila euro, deciso dal decreto sviluppo del governo Monti per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi, non porterà i frutti sperati. Perché la verità è che solo quando ci sono provvedimenti integrati si ottengonorisultati. Come dimostra il caso di Amsterdam, dove il Comune ha investito 8 milioni di euro a favore della mobilità sostenibile: sono serviti per installare oltre 200 punti di ricarica gratuiti, ma anche per incentivare l'uso di taxi e auto aziendali e per garantire, a chi acquista un'auto elettrica, un posteggio vicino casa. Entro il 2020 la città sarà libera dai veicoli a carburante.

Quel che succede in Olanda è per noi ancora un sogno. Ma Legambiente non demorde. Per questo, abbiamo pensato di stipulare una convenzione tra la Centrale di mobilità e Europcar: i nostri soci potranno così noleggiare a Milano e Roma una Peugeot iOn, nuova fiammante, a soli 25 euro al giorno, a chilometraggio illimitato e senza costi aggiuntivi. Il tutto al prezzo di un viaggio in taxi di circa un quarto d'ora!

Certo è solo un piccolo passo, ma nella giusta direzione: quella indicata dall'Unione Europea, che invita a cambiare innanzitutto il parco auto delle società di noleggio, dei car sharing, degli enti pubblici o delle aziende, con azioni di marketing che invitino poi all’utilizzo dei mezzi elettrici.

Comodi, irrinunciabili e convenienti.

A cura di Marco Menichetti, Centrale di Mobilità di Legambiente
Fonte: Terre di mezzo magazine, novembre 2012.


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