MAGAZINE


Magazine
  22 febbraio 2012

Area C: a Milano meno auto e per 80mila milanesi meno costi

Ecco il primo bilancio di Legambiente, a un mese di applicazione della nuova Congestion Charge di Milano, per misurare come cambiano i costi di accesso al centro di Milano, chi e quanti pagano e chi risparmia.

A un mese dall'entrata in vigore della nuova congestione charge a Milano, il primo bilancio economico è sorprendente: per 80mila cittadini, il costo di accesso al centro città diminuisce o resta inalterato. In un dossier, che parte dalle statitische dell'AMAT, Legambiente fa il punto sull'accessibilità del centro e sui costi sopportati dai cittadini.
Ecco l'analisi in particolare:

  1. Chi paga di meno: i 40.000 che hanno rinunciato all'auto per il mezzo pubblico (o la bici), in cambio del probabile aumentato disagio rispetto alla comoda auto di proprietà, vedono ridursi di un terzo la propria spesa giornaliera: da 6,5 euro (5 Km in auto + 2 ore di parcheggio a 2 euro/ora) a 2,25 euro;
  2. Chi paga uguale: più di 40.000. Oltre alle auto a gas o ibride (13 mila), gli esentati dal ticket (oltre 20 mila), alcune migliaia di automobilisti (5 – 10 mila) che prima trovavano posto solo nei garage più cari (3-8 euro all'ora) e oggi possono trovare posto nei parcheggi più economici: pagando il parcheggio 2 anziché 5 euro all'ora, in 2 ore di sosta avranno compensato il costo del ticket d'ingresso;
  3. Chi paga di più: circa 20.000 automobilisti e 6.500 auto e furgoni commerciali al giorno che, se debbono pagare il parcheggio, debbono aggiungere ai loro costi anche il ticket d'ingresso a 3 o 5 euro. Comunque, chi paga di più, è una minoranza.

 Tra questi ultimi, una minoranza di auto o mezzi, entrano sistematicamente in centro (circa 8.000, più 1.500 residenti). Sono i “tartassati”? Facciamo due esempi:

  1. chi, per rappresentanza o disponibilità, può disporre di un ufficio in centro Milano, di un auto di servizio e magari anche di un posto auto gratuito, per il quale il pagamento del ticket di 5 euro non è motivo sufficiente per cambiare le proprie abitudini di mobilità;
  2. così come c'è anche chi, per lavoro deve entrare o rientrare in Area C per lavoro a stipendio fisso (commessi, addetti commercio, maschere teatro...) e recarsi in luoghi esterni alla città in orari in cui non ci sia più disponibilità di trasporto pubblico, anche se l'orario di fine lavoro è poco prima di mezzanotte.

 Quest'ultima categoria, solo quest'ultima, probabilmente di un migliaio di unità, sono gli ingiustamente colpiti dalla “tassa di scopo” dell'Area C: in questi casi infatti, è lo “scopo” a non essere percepibile!
Ma allora, costa di più entrare oggi in centro Milano? No, il costo complessivo per i cittadini, rimane sostanzialmente invariato. L'Area C ha segnato un maggior incasso da parte del Comune (biglietti ATM oltre agli accessi) a discapito di minori introiti da parte dei parcheggi, e a vantaggio di un risparmio sull'uso dell'auto. E' infine tangibile un beneficio per tutti in minori tempi di percorrenza sia in automobile che, soprattutto, con i mezzi pubblici di superficie (bus e tram). E' inoltre entusiasta sostenitore dell'Area C chi frequenta il centro in bicicletta (piste ciclabili senza auto in sosta abusiva, meno traffico, meno pericoli).
L'Area C si proponeva, in ottemperanza del risultato referendario, di ridurre la mobilità automobilistica su tutta la città di Milano, con particolare attenzione all'area, altrimenti congestionata, del centro.
Il pagamento del "ticket", più che servire a drenare ingenti risorse, doveva avere lo scopo di indurre un cambiamento modale (chi può farne a meno, deve avere interesse a non circolare in auto) e di dirottare risorse dalla circolazione con mezzi proprietari alla mobilità sostenibile.
Se i dati e le valutazioni fatte fossero confermate in futuro, non possiamo che essere soddisfatti!


NESSUN COMMENTO


LASCIA UN COMMENTO

Per lasciare un commento è necessario autenticarsi.
Se non ti sei ancora registrato, clicca qui.


    Licenza Creative Commons. I contenuti di questo sito sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia