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Andrea Poggio   29 febbraio 2020

Ambientalisti ai parlamentari: ingannati da ENI

Martedì scorso, 25 febbaio, i presidenti e rappresentatnti di Legambiente, Movimento Difesa del Cittadino, Transport&Environment, hanno scritto a tutte le senatrici e i senatori, a tutte le parlamentari e parlamentari, per informarli, proprio nei giorni in cui il governo dovrà decidere i nuovi vertici dell'Eni, della severa condanna per greenwashing dell'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, contro l'ente petrolifero, reo di aver ingannato i consumatori con la pubblicità del biodiesel all'olio di palma.

Le associazioni ricordano che "d'ora in poi nessuno potrà associare la parola “green” o “fa bene all'ambiente” ad un prodotto per sua natura altamente inquinante come il gasolio. ENI inoltre non ha saputo dimostrare che inquinasse di meno (“- 40% emissioni gassose”) e l'aggiunta dell'olio di palma (che costituisce almeno il 40% del biodiesel consumato in Italia) rende il prodotto più inquinante del gasolio (il triplo delle emissioni di CO2 rispetto a pari quantità di gasolio fossile)."
Ma non possiamo accontentarci della vittorria sul piano giurico. E' la legge da cambiare, le norme che "hanno consentito sinora di aggiungere biocarburanti ambientalmente dannosi (come l'olio di palma) e farli pagare al consumatore finale (circa 1% in più del prezzo di qualsiasi pieno di gasolio o benzina), senza alcuna informazione o possibilità di scelta. Un vero sussidio legale ambientalmente dannoso da togliere al più presto, come hanno già iniziato a fare Francia, Olanda e Norvegia." Ora tocca all'Italia.
Le associazioni si sono dichiarate disponibili ad aiutare i parlamentari a riscrivere le norme:l'occasione potrebbe prroprioessere il recepimento italiano della nuova direttiva sulle energie rinnovabili, prevista nelle prrossime settimane.

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