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Andrea Poggio   27 marzo 2014

Al via il "censimento" della sharing economy!

Non è solo un sondaggio, vorrebbe anzi divenire, col tempo, un vero e proprio “censimento” dedicato alle economie della condivisione. Chi vorrà, tra i visitatori della fiera Falacosagiusta (28-30 marzo), potrà pensare a tutte le cose nuove e possibili che sarà possibile condividere con i vicini, di caseggiato o persino nel proprio condominio: dal tetto (verde, solare) al cortile, dal locale per il gruppo d'acquisto all'orto o la serra di balcone.

E' quanto hanno avviato insieme Legambiente, Collaboriamo, Prospettive e Terre di Mezzo in occasione della fiera "Falacosagiusta". Tutti possono partecipare al censimento, presso le postazioni negli stand dei promotori, ma anche accedendovi da casa propria al sito del questionario a questo link. Partecipate!

Alla fine del questionario vi chiederemo l'email: per chi vorrà essere informato in futuro su soluzioni e progetti che dal basso cercano di dare risposte ai bisogni e ai desideri della vita urbana di oggi e del futuro. Tutti all'insegna dello slogan “da soli non si può”: insieme e in accordo con gli altri si può attrezzare un angolo della cantina o della soffitta in cui condividere attrezzi e strumenti di uso saltuario (il famoso trapano elettrico). Ma si può anche allestire un locale stireria e lavanderia, il luogo o il cortile per far giocare i bambini, quello delle feste o degli incontri, la piccola palestra. Ma per la vita più comoda, efficiente e sostenibile del prossimo futuro, possiamo pensare di disporre insieme di servizi che è poco conveniente moltiplicare nelle abitazioni di ciascuno: i servizi energetici, con piccole caldaie ad alta efficienza (di caseggiato o di via) o persino pannelli solari sul tetto proprio o del vicino, o altri piccoli rinnovabili a energia rinnovabile. Il wifi con internet veloce di caseggiato e quello pubblico di isolato. La fontanella dell'acqua dell'acquedotto in casa, per non andare in auto a quella di quartiere.

Sempre sul sito www.viviconstile.org si è appena aperta la comunità economie di condivisione, come punto di incontro e scambio di esperienze tra chi ritiene possibile andare altre ai servizi di car sharing (che a Milano hanno già attirato l'attenzione di decine di migliaia di cittadini): registratevi alla comunità a suggerite le idee sulle prime azioni da proporre agli “attori” partecipanti a questa innovativa comunità di cambiamento. 

Una riflessione, per concludere: alcuni pensano che la moda della condivisione sia conseguenza della crisi che, superata, diventerà marginale. Non credo. La sharing economy, sia quella dal basso, di condominio e di quartiere, che quella sfruttata dalle multinazionali dell'auto, è una risposta ai nuovi bisogni e desideri di vita urbana: non si può più aver tutto nella propria abitazione, neanche i più benestanti. Ma si può avere di più con meno solo condividendo. La vera prova per la nascente economia della condivisione, sarà proprio la sua capacità di espandersi e reggere all'uscita dalla crisi dell'oggi. Anzi, sarà interessante leggere le risposte al questionario/censimento, per capire se la sharing economy sarà una risposta possibile alla crisi attuale.

Partecipate, dunque!


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