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Andrea Poggio   3 gennaio 2020

2020: ancora inquinamento a Milano


Capodanno 2020, all'insegna dell'inquinamento aria
Si bloccano le auto (anche diesel euro4 fuori città), ma non è è tutta colpa delle sole auto. Che fare allora?
La responsabilità iniziale è soprattutto dei fuochi d'artificio di inizio anno. Negli ultimi anni a Milano erano stati vietati. La ragione non era solo legata all'inquinamento atmosferico: una attenzione a bambini piccoli e animali e ai rischi di incidenti aveva indotto gli ultmi sindaci di Milano e numerosi altri sindaci lombardi a vietarli. Ma dopo l'intervento, lo scorso anno, del prefetto (attuale Ministro degli interni, Luciana Lamorgese) era stato deciso di non rinnovare il divieto. E così il picco di capodanno che nonostante i dieti portava in tutte le città a superare il limite legale dei 50 micro grammo di PM10, ha superato quest'anno i 150-170 micro grammi in Via Senato, al Verziere, in viale Marche e a Città Studi. Un buon motivo per ripristinare il divieto: un capod'anno senza botti non è meno allegro di uno senza.
Ma oggi (venerdì 3 gennaio) siamo al sesto giorno di superamento del limite di inquinamento e scatta il divieto di circolazione delle auto più inquinati. Quindi i botti si sono solo aggiunti ad un inquinamento già d'emergenza sanitaria. E la responsabilità è quindi anche del riscaldamento (fa freddo) e del traffico (calato per le feste, ma mai troppo).
Non solo. Vale la pena ricordare che le soglie d'allarme (in questo caso il PM10 oltre i 50 microgrammi al metro cubo d'aria) non solo quelle di rilevanza sanitaria fissate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma sono molto più alte, almeno il doppio (dipende ovviamente dall'inquinante e dal sistema di misurazione). Quindi il problema non si risulve togliendo qualòche auto inquinante dalla circolazione o abbassando qualche riscaldamento. Questo fa fatto, è scelta obbligata, per non peggioirare le cose, ma non basta a rendere pulita e salubre l'aria che respiriamo.
Ecco perché Legambiente spiega da qualche anno che riscaldamento, mobilità, industrie devono rapidamente convertirsi alle zero emissioni. O almeno quasi. Cosa vuol dire? Che non sio deve più incentivare altra mobilità che non sia elettrica: metro, treni, bici, monopattini, car sharing elettrico, scooter elettrici, oltre ovviamente alle auto e ai bus. Il metano o gli euro6 diesel non bastano a salvarci. Lo stesso per il riscaldamento e la cottura dei cibi: solo case molto efficienti, cucine elettriche ad induzione (visato che in casa c'è più inquinamento che fuori). Possibile? Certo che si, anche se non è possibile dall'oggi al domani. Anche perchè i mezzi pubblici e condivisi e la cucina coi fornelli elettrici sono già oggi più convenienti. Non ancora bus, auto private e riscaldamento a pompa di calore. Ma la casa risparmiosa sì, a certe condizioni. Quindi proviamoci.

 


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