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  18 gennaio 2016

2015 ancora un anno di boom per le rinnovabili

Anche nel 2015, nonostante il crollo del prezzo del petrolio ed il rallentamento di alcune economie emergenti, non si è fermata la crescita delle energie verdi: ben 329 miliardi di dollari (+4%)

Questo il dato centrale dell'annuale rapporto sulla green economy mondiale redatto da Bloomberg New Energy Finence. Numeri che incoraggiano e che confermano un trend ormai difficile da rallentare.

Lo scorso anno infatti gli investimenti in energie rinnovabili hanno registrato nel mondo un nuovo record: siamo a quota 329 miliardi di dollari, quasi il 4% del 2014. Questo non è l'unico record. Negli ultimi dodici mesi infatti è aumentata anche la capacità installata: 64 gigawatt da fonte eolica e 57 gigawatt da fotovoltaico.

Per collocare geograficamente questo nuovo passo in avanti della rivoluzione green, bisogna rivolgere lo sguardo verso l'estremo oriente e il Sud America.

La Cina è prima in classifica per l'ammontare di investimenti: 110,5 miliardi (un incremento del 17% sul 2014) indirizzati a solare e fotovoltaico. Obiettivo: diminuire la propria dipendenza dal carbone. Grande prestazione anche da parte del Giappone (3 per cento a 43,6 miliardi), che continua la sua politica green per bypassare, in questo caso, la mancanza di giacimenti di idrocarburi nel proprio paese.

Ma oltre all'Asia, nello scenario internazionale sta avanzando un nuovo paese che si pensa diventerà presto un vero e proprio protagonista del settore: l'India. Nel 2014 ha investito in energie rinnovabili ben 10,9 milioni, pari a un +23 per cento.

Il rapporto sulla New Energy Finence ci racconta anche altro.

Secondo lo studio le grandi aziende del settore, infatti sembrano continuare ad investire e a guardare con interesse anche un'altra parte del globo: l'America del Sud (fatta eccezione per il Brasile) ed il Sud Africa. Nel dettaglio tra i paesi sud americani, si segnala un'ottima prestazione del Messico, con una spesa di 4,2 miliardi (+114% sempre rispetto al 2014) e del Cile con 3,5 miliardi di dollari (+ 157%).

In Sud Africa, si raggiungono invece quasi 4,5 miliardi di investimenti (+329% rispetto al 2014) e in Marocco 2 miliardi, rispetto al quasi nulla dell'anno precedente. É giusto sottolineare che a stimolo di quest'ultimo dato, sembra esserci la più grande centrale solare a concentrazione del mondo prevista alle porte del Sahara.

Il rapporto nel suo complesso quindi ci racconta che non tutti stanno andando verso la stessa direzione: in particolare l'Europa sta registrando un risultato particolarmente negativo.

Il Vecchio Continente sembra infatti essere entrato in una fase di consolidamento, grazie anche a operazioni di fusione tra gruppi di media dimensione. Complessivamente, nel 2015, la diminuzione degli investimenti è stata calcolato intorno al 18 per cento, per un valore di 58,5 miliardi di euro. Maggiori “responsabili” di questa inversione di tendenza sono: il Regno Unito (-23,4 miliardi), la Germania - 42% (10,6 miliardi) e la Francia ben -53% (2,9 miliardi).

Nonostante questi ultimi dati il Rapporto descrive uno scenario incoraggiante, sembra ormai confermato che la rivoluzione energetica sia destinata a consolidarsi sempre più: "Solare ed eolico stanno venendo adottati in molti Paesi in via di sviluppo come una parte naturale e sostanziale del mix energetico - si legge nel rapporto di Bloomberg-. Sono spesso più economici, riducono l'esposizione dei paesi alla fluttuazione dei prezzi dei combustibili fossili e possono essere installati più velocemente per soddisfare la nuova domanda elettrica", che come osservano gli analisti, dopo la conferenza Onu di Parigi sul clima, "sarà molto difficile vedere un'inversione di questi trend".


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