LO SAPEVI CHE


Scuola e lavoro
 

Da casa a scuola e ritorno

Andare a scuola a piedi o in bicicletta, percorrere marciapiedi, strisce pedonali, piste ciclabili pensati apposta per i più piccoli. Dai progetti per la messa in sicurezza dei tragitti casa scuola all'attivazione di pedibus e bicibus, strategie e azioni per disegnare strade a misura di bambino e favorire l'abitudine a una mobilità sostenibile anche tra i più giovani.

Consiglio Tempo Costo Vantaggio
1

Lascia a casa l'auto per accompagnare tuo figlio a scuola. Camminare fa bene alla salute e può diventare un'occasione per fargli conoscere il quartiere e per aiutarlo a familiarizzare con le regole della strada.

2

Dedica un po' del tuo tempo per partecipare attivamente alla preparazione e all'esecuzione dei progetti didattici "scuola sicura".

3

Organizza proposte alternative come il pedibus, i percorsi pedonali o ciclabili, o accordati con gli altri genitori per fare, a turno, un unico viaggio portando più bambini nella stessa auto (equipaggi in car pooling).

4

Organizza eventi e manifestazioni, come ad esempio Cento strade per giocare, La giornata senz'auto o Bimbinbici.

Ogni giorno in Italia avvengono 5 milioni di spostamenti in auto per accompagnare i bambini a scuola (fonte:Euromobility), nonostante l'86% dei ragazzi abiti a meno di un quarto d'ora dagli edifici scolastici. Dagli anni Settanta, secondo uno studio effettuato dai ricercatori dell'ASL di Lecco, la percentuale dei bambini che si recano a scuola a piedi è calata drasticamente dall'80% al 9%. Ma qualcuno ha mai domandato come i bambini preferirebbero essere accompagnati a scuola?
In un'indagine svolta nella città di York (nel Regno Unito) tra 15.500 scolari, il 34% è accompagnato in auto ma solo il 15% apprezza il mezzo. Il 40% vorrebbe invece andare in bicicletta ma solo il 3% riesce a farlo. Cambiare è difficile, ma i progetti di mobilità sostenibile non mancano. La loro riuscita dipende soprattutto dal grado di coinvolgimento dei genitori, d'intesa con insegnanti e dirigenza scolastica. Ecco i principali.

Percorsi sicuri casa-scuola
Le scuole che hanno affrontato con successo il problema della mobilità studentesca hanno costruito negli anni un vero e proprio progetto educativo, coinvolgendo tutti: studenti, insegnanti, famiglie, le autorità di quartiere e cittadine.
Si parte sempre dall'individuazione di responsabili: anche le scuole, come i luoghi di lavoro, possono dotarsi di un mobility manager, con collaboratori e volontari individuati tra il personale, gli studenti e i genitori. Nei casi più organizzati i responsabili delle singole scuole sono poi coordinati dal responsabile mobilità delle scuole comunali.
Lo studio delle esigenze di mobilità della propria scuola è il passaggio successivo: agli studenti viene proposto un questionario (per un esempio vedi qui), in cui si chiede di valutare i punti più pericolosi del proprio tragitto casa- scuola.
L'indicazione precisa di zone di pericolo da parte di chi a scuola arriva tutti i giorni è uno strumento molto utile per verificare le condizioni di sicurezza nei dintorni dell'edificio scolastico e per muovere richieste precise di intervento alla Polizia locale e ai tecnici responsabili della mobilità e delle opere pubbliche.
Le centinaia di segnalazioni pervenute dalle scuole di tutta Italia vengono raccolte ogni anno da Legambiente e mappate nel suo dossier "Ecosistema bambino".

Pedibus
E' un vero e proprio autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri”, accompagnati da due genitori, un “autista” davanti e un “controllore” che chiude la fila. Partendo da un punto di raccolta (il capolinea) e seguendo un itinerario prestabilito, il pedibus fa salire a bordo i bambini che si fanno trovare alle varie “fermate” e li accompagna a scuola e viceversa.
L'idea non è nuova, nasce in Danimarca a metà degli anni '70 e si diffonde rapidamente in tutta Europa. Il suo vantaggio è quello di poter essere attuata rapidamente perché non richiede la riorganizzazione della viabilità attorno alla scuola e neppure una riorganizzazione del lavoro del personale scolastico. Sono i genitori (o i nonni) che investono il loro tempo, mentre la scuola potrebbe limitarsi all'organizzazione e al limite alla messa a disposizione di un numero telefonico di emergenza o di un membro del personale disponibile a garantire la sostituzione, in caso di impedimento improvviso dell'accompagnatore volontario.
L'autobus umano potrebbe poi essere arricchito da altri interessanti extra: un carrello (magari colorato con le sembianze di un animale) per portare tutti insieme le pesanti cartelle, una o più bandiere colorate per segnalare la presenza del gruppo di bambini, una corda a cui tutti i bambini stiano attaccati, cartelli e pettorine catarifrangenti.

Bicibus
E' una variante del pedibus, ovviamente, in bicicletta e come il primo funziona come un vero e proprio autobus di linea, con un capolinea e delle fermate intermedie, individuate con cartelli che riportano gli orari di partenza e passaggio nell’andata e nel ritorno da scuola.
La sua efficacia dipende molto dalla presenza di piste ciclabili o tragitti che offrano una buona protezione e dalla presenza di accompagnatori adulti particolarmente vigili.

Car pooling, car sharing
Un'alternativa per gruppi di studenti meno numerosi e più lontani dalla scuola è l'organizzazione di equipaggi in car pooling (più bambini condividono l'auto di uno dei genitori) o in car sharing (i genitori si alternano usando i servizi auto in condivisione, nelle città in cui esistono simili servizi). Il primo sistema è più semplice, ma il secondo potrebbe consentire anche una distribuzione dei costi dell'uso del servizio tra le famiglie che ne fruiscono.

Corsi di educazione stradale
Organizzati dalle scuole in collaborazione con la Polizia Municipale, insegnano ai bambini lungo un percorso appositamente allestito diritti e doveri di tutti i fruitori della strada (pedoni, ciclisti, automobilisti). Gli alunni affronteranno un vero percorso stradale corredato da segnaletica verticale e orizzontale, ottenendo alla fine un patentino personale.

Si può fare di più
I gruppi di mobilità scolastici più organizzati in Europa sono andati anche oltre. Ecco degli esempi di proposte e azioni emerse nelle diverse circostanze:

  • proposte di intervento sullo spazio pubblico attorno alla scuola, come la predisposizione di arredo urbano: divieto di sosta per le auto e rastrelliere per biciclette, punti di incontro anche a 3 o 400 metri dall'ingresso;
  • richieste relative al trasporto pubblico, come lo spostamento di una fermata, degli orari, delle frequenze;
  • richieste di intervento alla Polizia Locale per regolare il traffico negli orari di apertura e chiusura delle lezioni, ma anche con la funzione di reprimere comportamenti pericolosi e multare le auto in sosta vietata (i bambini stessi potrebbero consegnare ai guidatori imprudenti multe simboliche o documentare tramite fotografie i comportamenti a rischio);
  • predisposizione di programmi di formazione all'educazione e alla sicurezza stradale, con il coinvolgimento degli scolari, ma anche del personale, dei genitori, dei residenti.


NESSUN COMMENTO


LASCIA UN COMMENTO

Per lasciare un commento è necessario autenticarsi.
Se non ti sei ancora registrato, clicca qui.


    Licenza Creative Commons. I contenuti di questo sito sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia