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Mobilità
 

Dall'automobile all'intermodalità

Sapere di poter lasciare a casa l'auto o, addirittura, di poterne fare a meno onorando senza fatica e nei tempi giusti tutti gli impegni della giornata. Dai parcheggi di interscambio ai biglietti unici integrati, ecco come affrontare gli spostamenti quotidiani con il mezzo ogni volta più adatto alle proprie esigenze.

Consiglio Tempo Costo Vantaggio
1

Se abiti vicino alla fermata di un mezzo pubblico che può portarti al luogo di lavoro, corri a fare l'abbonamento. Costo indicativo: tra i 200 e i 400 euro per un abbonamento annuale. Se sei studente o hai più di 65 anni hai diritto a sconti che possono superare il 50%.

2

Sperimenta i “servizi innovativi" del trasporto pubblico, come quelli frutto dell'integrazione tariffaria e modale.

3

Se vieni da fuori città, lascia la macchina in uno dei parcheggi di interscambio a te più comodi e prosegui il viaggio per arrivare al lavoro con i mezzi pubblici.

4

Le metropolitane e ancora più gli autobus si prestano poco al trasporto delle biciclette. Una buona soluzione sono le bici pieghevoli. Di solito sono considerate come un bagaglio (dipende dalle misure della bici chiusa) e viaggiano gratis e senza limiti di orario, al contrario di quelle normali.

Detrazione IRPEF del 19% dell’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le spese sostenute nell’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale ed interregionale, per un importo non superiore a 250 euro (con un risparmio d’imposta fino a 47,50 euro).

Un italiano trascorre mediamente 21 giorni all’anno dentro l'abitacolo della propria auto. La metà di questo tempo lo passa imbottigliato nel traffico (252 ore a Roma, 237 ore a Milano, 180 ore a Torino e 178 ore a Genova). Il costo di tutte queste ore perse? 650 € a Roma, 642 € a Milano, 440 € a Torino e 408 € a Genova (Fonte: ACI – Indagine sul traffico in 4 città italiane – gennaio 2009). Com’è possibile rinunciare all’auto per spostamenti spesso differenti per orario, origine, destinazione e tipologia, quando il solo trasporto pubblico non è in grado di porsi come efficace alternativa?
La risposta si chiama intermodalità ed è molto diffusa in nord Europa dove i pendolari alternano l'uso della bicicletta, dell'auto e del trasporto pubblico per recarsi sul luogo di lavoro o per effettuare gli altri tipi di spostamento. E’ intermodalità partire da casa in bici, proseguendo fino alla stazione per prendere il treno ed interscambiare con il tram per giungere a destinazione o portare i bambini a scuola in car pooling con i compagni di classe per poi lasciare l’auto in un parcheggio di interscambio giungendo a destinazione con il trasporto pubblico.
L’integrazione funzionale tra sistemi di trasporto può essere uno dei modelli più idonei per sfruttare i vantaggi e le vocazioni di ciascuna tipologia di mezzo (l’auto per i tragitti più esterni e i mezzi pubblici per penetrare all’interno dell’area urbana). Ecco alcune soluzioni innovative per incentivare nuovi comportamenti di viaggio che aiutino a contenere l’uso del mezzo privato in città.

Parcheggi di interscambio (park & ride)
Offrono la possibilità di parcheggiare nei pressi delle stazioni ferroviarie e della metropolitana riducendo il tempo e la distanza per l’interscambio con il mezzo pubblico. Diffusi in diverse città italiane (ad esempio, a Milano il parcheggio di Famagosta o di Bisceglie), sono quasi sempre ubicati in periferia e consentono una veloce accessibilità con il trasporto pubblico in centro città.

Bici + treno (bike & ride)
Diffusissimo in nord Europa dove treni ed autobus sono ben attrezzati per alloggiare le biciclette, è invece spesso ostacolato in Italia per problemi di spazio (a Roma e a Milano è consentito il trasporto bici sulla metropolitana esclusivamente dalle ore 20 a fine servizio). Una buona soluzione sono le bici pieghevoli. Di solito sono considerate come un bagaglio (dipende dalle misure della bici chiusa) e viaggiano gratis e senza limiti di orario, al contrario di quelle normali.

Biglietti unici integrati
E' il futuro dell'offerta del trasporto pubblico, perché si propone di mettere a disposizione dell'utente tutti i mezzi di trasporto, a prescindere dalla società che li gestisce, con biglietti, tariffe e orari unici e coordinati. Tali progetti vengono impropriamente definiti di “integrazione tariffaria”, perché prevedono biglietti di formato unico su scala regionale e sistemi tariffari legati ad aree geografiche o fasce chilometriche, ma debbono tener anche conto dell'interscambio, delle coincidenze, della qualità del servizio erogato. In Italia l’integrazione tariffaria è presente, con modalità e caratteristiche diverse, nelle principali aree metropolitane (Torino, Milano, Roma e Napoli) ma poco diffusa nelle città medio-piccole.
La prima regione ad attivare un biglietto unico è stata la Campania, dove l'integrazione tariffaria ha un nome semplice: Unico. Inaugurato nel 1994 e riformulato nel 2001, prevede l’integrazione gestionale e tariffaria a livello regionale coinvolgendo Napoli e i 550 Comuni campani con un bacino di utenza pari a 5.630.000 abitanti. In pratica, con un unico biglietto si può viaggiare in tutta la Regione su treni, metro, autobus, tram, funivie e traghetti. Il sistema di tariffazione è basato su fasce semicircolari che dal capoluogo crescono di dimensione. Ma se ci si muove tra due Comuni senza transitare per il capoluogo è possibile usufruire di una tariffa più vantaggiosa. I risultati del sistema campano sono sorprendenti: dal 1994 l’incremento degli introiti è pari a circa il 200% mentre gli utenti sono aumentati oltre il 300%.
In seguito sono state attivate integrazioni tariffarie anche a Roma (Metrebus Lazio), a Torino (area integrata Formula), a Milano (SITAM e Itinero).
Da marzo 2011, la Provincia di Milano promuoverà in fase sperimentale il progetto MIMoney che prevede la distribuzione di 25mila card gratuite ai pendolari dell’area Paullese (a sud-est di Milano). Un solo documento di viaggio per salire su treni, pullman, autobus e tram, una carta elettronica da ricaricare che non ha bisogno di essere vidimata o strisciata al tornello perché solo tenendola in tasca o in borsetta il microchip registra il passaggio del viaggiatore e la tratta effettuata.


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