LO SAPEVI CHE


Mobilità
 

Bici aziendale e bici familiare

Con la giusta attrezzatura e le dovute precauzioni la bicicletta può diventare un mezzo di trasporto adatto a tutte le occasioni. Gli accessori indispensabili, la sicurezza stradale, viaggiare sul treno con bici al seguito, il bike sharing non solo per turismo.

Consiglio Tempo Costo Vantaggio
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Acquista una buona bicicletta da città, con robusto lucchetto, casco e mantella per la pioggia. Fatti anche una assicurazione RC. Costo indicativo per un casco dai 15 ai 50 euro, per una catena ad anelli con cui legare ruota e telaio dai 20 ai 50 euro. La polizza infortuni 24 ore della Fiab costa ai suoi soci 90 euro all'anno.

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Invia una richiesta alla tua azienda per l'acquisto di biciclette aziendali utilizzabili dai dipendenti per i brevi spostamenti di lavoro.

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Se vuoi pedalare senza acquistare una bici, sottoscrivi un abbonamento annuale al Bike Sharing, vantaggioso soprattutto per i brevi spostamenti. Il servizio è gratuito in molte piccole città italiane. A Milano, l'abbonamento annuale costa circa 30 euro più gli utilizzi (la prima mezz'ora si pedala gratis).

Bici+treno
In Puglia, Campania, Marche, Basilicata e Liguria le biciclette viaggiano gratis su tutti i treni regionali di Trenitalia. Per accedere al servizio, occorre rivolgersi, muniti di titolo di viaggio, al controllore che rilascerà una contromarca.

Per la maggior parte degli spostamenti urbani la bici è imbattibile in quanto a velocità, se si considerano i tempi di percorrenza effettivi, “da portone a portone”, ossia si includono anche tempi morti come quelli legati alla ricerca del parcheggio o all'attesa dell'autobus. La bici non conosce code, può fare scorciatoie, passare dalle aree pedonali e dai parchi e per questo in centro è più veloce anche di moto e di scooter. Il confronto con gli altri mezzi è ancora più schiacciante se si considerano gli spostamenti inferiori ai 5 km, che rappresentano oltre la metà degli spostamenti quotidiani con mezzi motorizzati in Italia. E poi, a pedalare, si risparmia anche: utilizzare la bicicletta due volte al giorno per percorrere una distanza di 2,5 km fa risparmiare ben 150 euro all'anno di benzina e l'emissione di 160 Kg di CO2.

??La bici non va in letargo
Molti pensano che la bici sia solo per la bella stagione. Niente di più sbagliato. Come ci insegnano i cittadini del nord Europa, per la bici invernale servono solo l'abbigliamento e l'alimentazione giusta. Per l'abbigliamento, meglio prediligere materiali traspiranti e impermeabili ma non troppo pesanti, perché in bici ci si scalda parecchio. Per la dieta, servono abbondanti carboidrati.

Non teme la pioggia
Per affrontare la pioggia basta la giusta attrezzatura. In commercio ci sono ottime mantelle, che coprono benissimo gambe e busto. Occhio a giacche e pantavento impermeabili non traspiranti: finirete per trovarvi bagnati all'interno, per via della traspirazione. Per le scarpe meglio portarsi un ricambio o i copriscarpa. Utile anche montare parafanghi più larghi del normale: proteggono dagli schizzi quando piove.

In bici con la 24 ore
La bici può diventare un vero e proprio mezzo di trasporto adatto a tutte le situazioni. Basta dotarla dei giusti accessori. Tra questi sono utilissime le borse laterali, molto diffuse in Nord Europa, meglio se impermeabili. Puoi metterci la borsa, la ventiquattrore, il computer o la giacca e sei pronto per l'ufficio. A questo proposito, suggeriamo un'interessante lettura dal blog barattare.net (http://manuale-ciclista-urbano.barattare.net).

Bici station wagon
Opportunamente attrezzata la bici può anche essere adatta al trasporto di materiali voluminosi come la spesa settimanale. In commercio esistono soluzioni da trasporto di vario tipo. La soluzione più semplice è il rimorchio, con capacità fino ai 40 litri, che si può montare e smontare all'occorrenza. Per carichi più ingombranti esistono speciali bici e tricicli. Rivolgersi ai migliori rivenditori di bici. Il comune di Reggio Emilia con il Conad ha introdotto un carrello speciale per la spesa da bicicletta con una capienza da 150 litri: può essere noleggiato o comprato.

Flotte aziendali
La società Comieco è stata premiata da Legambiente perché ha offerto a tutti i propri addetti una bici aziendale, comprensiva di rastrelliera in cortile, caschetto e copertura assicurativa di responsabilità civile (l'RC bici). Anche Banca Intesa incoraggia la mobilità dolce, mettendo a disposizione dei suoi dipendenti 130 biciclette aziendali nelle città di Milano, Torino, Parma e Padova. Ikea, al posto di spumante e panettoni, a Natale ha regalato una bicicletta ai suoi 6200 collaboratori. A Pescara, Fater SpA, società operante nel settore farmaceutico, ha chiesto ai propri dipendenti di accedere al piano di agevolazioni per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita, coprendo fino al 70% delle spese. Il progetto si inserisce nella più ampia strategia di sostenibilità che l’azienda sta sviluppando. Oltre al contributo finanziario, Fater fornirà l’arredo urbano delle piste ciclabili: panchine, cestini, pavimentazione, opere di protezione saranno realizzati con materiali certificati ottenuti da plastiche riciclate e pannolini, scarti di produzione Fater. Il buon esempio lo stanno dando anche diversi Enti pubblici. La Provincia di Milano e la Regione Piemonte, ad esempio, hanno messo a disposizione dei propri dipendenti biciclette e rastrelliere per gli spostamenti casa-lavoro e per gli spostamenti fra le proprie sedi.
Altre bici aziendali diffuse un po' in tutta Italia sono quelle dei vigili urbani e dei postini.

La sicurezza stradale dei ciclisti
L'uso della bicicletta per recarsi al lavoro non è ancora equiparato a quello del mezzo pubblico o all'andare a piedi. In caso di infortunio occorso al lavoratore non viene riconosciuto, infatti, lo stesso trattamento di indennizzo. Per questo Fiab ha elaborato una propria proposta di legge, presentata in Senato, con oltre 12.000 firme a sostegno, in cui chiede che il lavoratore che utilizzi la bicicletta nel tragitto casa-lavoro possa usufruire della copertura assicurativa ordinaria degli infortuni in itinere, che la legge (Dlgs. 38/2000) prevede per chi si sposta a piedi o con i mezzi pubblici.
Ad oggi l'Inail indenizza l'infortunio in itinere del ciclista solo in due casi: se l'uso della bicicletta è necessitato dal fatto che non è possibile utilizzare mezzi di trasporto pubblici (non esistono, non coprono l'intero tragitto o gli orari non coincidono con quelli del lavoro, ecc.) e, qualora il tragitto sia coperto dai mezzi pubblici, se l'infortunio avviene su pista ciclabile o strada interdetta al traffico. In caso contrario, ossia quando il ciclista si immette in strade non tutelate e quindi aperte al traffico, bisogna dimostrare di aver utilizzato la bici per una reale necessità, dovuta alla mancanza o insufficienza dei mezzi pubblici.

Assicurazione
Nate in Svizzera, le assicurazioni responsabilità civile per ciclisti sono una buona norma. Succede raramente, ma quando la causa dell'incidente è il ciclista e per combinazione i danni subiti da terzi sono di grave entità (pensate ad una macchina che esce di strada per evitare un ciclista indisciplinato, ad esempio), il ciclista è chiamato a rispondere personalmente dei danni. La Federazione degli amici della bicicletta ha studiato e offre ai suoi soci polizze concordate con società di assicurazioni.

Bici + treno
Chi ha la necessità di viaggiare in treno con bici al seguito, deve sapere che non tutte le soluzioni di trasporto sono identiche e non tutti i treni sono uguali. Se la bici è trasportata all’interno della sua apposita sacca viene equiparata ad una normale valigia e pertanto può viaggiare gratuitamente su tutti i treni, compresi gli Eurostar (purché sistemata nei vestiboli portabagagli situati alle estremità delle vetture) e le vetture Letto e Cuccette (sistemata all’interno del compartimento dove alloggiano gli altri bagagli). La sacca potrà essere acquistata con poca spesa nei negozi specializzati ma anche fabbricata in casa (le istruzioni si possono scaricare dal sito www.fiab-onlus.it/treno/index.php).
Il trasporto della bici montata comporta invece sempre il pagamento di un supplemento (vedi a questo proposito il sito Trenitalia). Verificate che il servizio di trasporto sia abilitato (se lo è, il treno sarà contrassegnato dall'icona della bici) e ricordate che a secondo del tipo di treno diverso è il vano biciclette che si può usare e diversa la sua ubicazione (in caso di dubbi, chiedete informazioni al personale viaggiante). Per prevenire inconvenienti, evitate i treni e le fasce orarie di maggior affollamento: potreste rischiare di non trovare posto. La guida Treno+bici realizzata da Trenitalia in collaborazione con FIAB è disponibile in PDF.

Bike sharing
Il bike sharing permette, previo abbonamento, di utilizzare una bici senza doverla comprare. Evita tutti i problemi legati al possesso: possibilità di furto e danneggiamenti, necessità di trasporto su altri mezzi, ecc.? Si basa sugli stessi principi del car sharing (condivisione di una flotta di mezzi, utilizzabili autonomamente in self service), ma con alcune sostanziali differenze: non è necessario prenotare, si paga solo una tariffa a tempo (il primo periodo di utilizzo è gratuito), e con i sistemi a tessera magnetica è possibile riconsegnare la bici in qualsiasi ciclostazione.
Oggi in Italia i sistemi più diffusi di bike sharing sono due: il primo con chiave codificata, il secondo con carta magnetica.
C’entro in Bici (www.centroinbici.it) gestisce 92 sistemi di bike sharing italiani con chiave codificata e non duplicabile che permette di aprire tutte le biciclette presenti. Bicincittà e Clear Channel offrono invece un sistema di sblocco con carta magnetica. I maggiori sistemi di bike sharing italiani basati su questo sistema sono BikeMi a Milano (www.bikemi.com), Bikesharing Atac di Roma (www.bikesharing.roma.it) e Bicimia di Brescia (www.bicimia.it). Con 208 punt di prelievo, oltre 1.800 biciclette e 18 mila utenti, il servizio di Milano è quello più importante in Italia per grandezza e complessità e tra i primi al mondo dopo Parigi (www.velib.paris.fr) e Barcellona (www.bicing.cat).
L'utilizzo è semplice: l'utente registrato avvicina la tessera elettronica al terminale di accesso al servizio presente in ogni stazione e preleva la bicicletta che viene sbloccata automaticamente in pochi secondi.
Dopo l’utilizzo, la bicicletta può essere ricollocata in un cicloposteggio libero, ovunque questo si trovi, anche in un luogo diverso da quello di origine.
La prima mezz'ora è gratis, poi si pagano 50 centesimi ogni mezz'ora successiva fino ad un massimo di due ore consecutive. Un abbonamento annuale costa 36 euro l'anno, 6 euro per una settimana.


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