LO SAPEVI CHE


Elettrodomestici
 

TV e consumi

A vederli in negozio fanno impressione: i nuovi televisori hanno schermi sempre più grandi, fanno a gara a chi è più sottile e promettono di portarci il cinema dentro casa. Ma quando vale pena spingersi verso un maxi schermo? Sintonizziamoci anche sui consumi, per fare una buona scelta.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Valuta bene la dimensione dello schermo in funzione dell'uso che pensi di farne e dello spazio in casa dove lo vuoi posizionare. Solo guadagno, per te e per l'ambiente.

2

Preferisci schermi LCD a LED di classe A o superiore. Il maggiore costo iniziale è compensato nel tempo dal risparmio sui consumi elettrici.

3

Ricordati di spegnere completamente il televisore quando non lo utilizzi, applicando comode ciabatte multipresa dotate di interruttore generale. Costo indicativo: poche decine di euro.

4

Se compri un nuovo televisore, consegna il vecchio al rivenditore (per legge è obbligato a ritirarlo gratuitamente), altrimenti conferiscilo all'isola ecologica del tuo Comune: l'abbandono nell'ambiente è molto pericoloso. Nessun costo, l'ambiente ringrazia.

5

Se il vecchio televisore funziona bene, regalalo o rivendilo (ad un amico o su Internet).

Dai videogiochi alla navigazione in rete, la televisione si è trasformata negli ultimi anni in una vera e propria postazione multimediale, capace di soddisfare le più disparate esigenze di intrattenimento della famiglia. Con l'aumento del numero di ore di utilizzo giornaliero e la crescita degli accessori, ultimo il decoder, ad essa collegati, il piccolo schermo ha sorpassato i consumi di molti altri elettrodomestici che restano accesi anche 24 ore al giorno. Ecco perché è importante scegliere con attenzione la TV che ci metteremo in salotto. Per farlo, però, occorre prima di tutto valutare bene le proprie esigenze.

Quanto grande?
Per scegliere la dimensione giusta del nuovo televisore, è importante considerare con attenzione l'uso che si pensa di farne e lo spazio in casa dove lo si posizionerà.
Se guardiamo principalmente i normali programmi della TV tradizionale, che sono in bassa risoluzione (400 linee o pixel), la distanza di visione ottimale, quale che sia la risoluzione (il numero di pixel) del nostro schermo, è la stessa consigliata per i normali televisori a tubo catodico e si calcola moltiplicando per 5 la lunghezza della diagonale espressa in pollici. Uno schermo piatto da 32 pollici, ad esempio, andrà visto a quasi quattro metri. Più vicino non conviene: la vista si affatica, la qualità dell'immagine peggiora sensibilmente.
Se si vogliono godere appieno i benefici di un grande schermo in alta definizione (720 pixel per l'HD ready, 1090 pixel per il Full HD), i contenuti che si ricevono dovranno essere anch'essi in alta definizione.
In questi casi, la qualità dell'immagine non perde di dettaglio se ci si siede a distanze molto più ravvicinate (vedi tabella sotto). Il nostro 32 pollici potrà essere visto anche a soli due metri e mezzo.
Conclusione: vale la pena acquistare un grande schermo solo se si hanno intenzione di guardare soprattutto film e trasmissioni digitali in alta definizione. Diversamente, meglio orientarsi verso schermi più piccoli e parsimoniosi.

Dimensioni dello schermo e distanza ottimale di visione a bassa ed alta risoluzione.

diagonale schermo bassa risoluzione alta risoluzione
 20 pollici 2,5 metri 1,5 metri
 30 pollici 3,8 metri 2,3 metri
 40 pollici 5 metri 3 metri
 50 pollici 6,3 metri 3,8 metri
 60 pollici 7,5 metri 5 metri

TV e consumi
L'introduzione dell'etichetta energetica anche sui televisori, obbligatoria dal 30 novembre 2011 (Regolamento 2010/1062/UE), ha reso finalmente più facile per i consumatori fare acquisti consapevoli orientati ai consumi e all'ambiente.
L'etichetta con le frecce colorate riporta oggi sette classidalla A (bassi consumi) alla G (alti consumi), ma in commercio sono già disponibili modelli molto più efficienti (A+, A++), che anticipano quanto richiesto dalla normativa. In genere, si tratta di schermi dalle dimensioni significative (sopra i 40 pollici) e con consumi più elevati rispetto a televisori più piccoli che rientrano in “semplice” classe A.
Il consumo energetico di un apparecchio video dipende infatti molto anche dalle dimensioni dello schermo: tendenzialmente, uno schermo di dimensioni doppie consuma il quadruplo.
Ecco perché, soprattutto se ci si spinge verso l'acquisto di un modello di grandi dimensioni, è fondamentale stare attenti a ogni “+” stampato a fianco alla lettera A. Un 46 pollici in classe A consuma fino a 103 kWh all'anno, in A+ fino a 83, ma solo 63 kWh in classe A++ (fonte: Agenzia svizzera degli apparecchi elettrici).
Non dimentichiamo che anche la tecnologia influisce sull'efficienza energetica di un TV. La retroilluminazione a LED applicata sui nuovi schermi LCD riduce il consumo di energia del 25% rispetto ai tradizionali LCD a lampade fluorescenti e fino al 40% rispetto a una televisione al plasma.
Occhio anche ai valori dello stand by. La legge da gennaio 2010 fissa il limite di 1 watt sui consumi in stand-by (2 W se la modalità stand-by serve ad illuminare un display che dia informazioni), ma sul mercato sono già disponibili prodotti che fanno di meglio. Preferiamo questi e assicuriamoci che siano dotati diinterruttore generale per essere spenti completamente quando non li si usa. L'informazione è riportata sull'etichetta energetica tra le caratteristiche funzionali dell'apparecchio.

Una volta a casa
Il consumo annuo espresso in kWh che leggiamo sull'etichetta energetica è calcolato sulla base di un utilizzo medio giornaliero di 4 ore per 365 giorni all'anno. E' chiaro che il consumo effettivo di energia dipenderà dall'utilizzo dell'apparecchio. Soprattutto se al nostro TV sono collegati anche altri dispositivi come lettore dvd, console dei giochi, impianto hi-fi etc., i consumi per quattro ore di utilizzo giornaliere possono tranquillamente battere quelli di un frigorifero che resta acceso 24 ore al giorno.
Per tagliare sprechi inutili, evitiamo di lasciarli in modalità stand by quando non li utilizziamo. Il modo più pratico è quello di collegarli a una semplice multipresa con interruttore e ricordarsi poi di spegnerla. In commercio, massimo della comodità, se ne trovano anche di "intelligenti", capaci di rilevare quando i nostri apparecchi sono in stand by e di staccarli in automatico dalla rete.


NESSUN COMMENTO


LASCIA UN COMMENTO

Per lasciare un commento è necessario autenticarsi.
Se non ti sei ancora registrato, clicca qui.


    Licenza Creative Commons. I contenuti di questo sito sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia