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Elettrodomestici
Andrea Poggio   25 agosto 2014

Progetto di illuminazione

Per illuminare bene, di giorno e di sera, la propria abitazione, non basta cambiare lampadine. Vale la pena progettare (o riprogettare, se la casa l'abitate già) il sistema di illuminazione. Si comincia con lo studio della luce naturale, che entra dalle finestre (ma non solo), per poi ripensare a quella prodotta da lampadari, faretti, tubi di vario colore, forma e scopo. Si tenga presente che una buona illuminazione aiuta a viver bene, a mantenere l'igiene in casa, a lavorare con tranquillità. Non facciamo spaventare dalla parola “progetto” e, se non ve la sentite di ricorrere ad un professionista, cominciate ad usare tanto buon senso e partite dall'esperienza per provare a definire una nuova idea di illuminazione “cucita addosso” alle vostre esigenze. Si può illuminare bene spendendo poco e consumando ancor meno energia.

  Consiglio Difficoltà Convenienza
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Studia l'orientamento della casa, la disposizione delle finestre e delle diverse entrate di luce solare, la dislocazione degli spazi interni, la predisposizione di tende, scuri e schermi solari, i colori delle pareti e degli arredi, per sfruttare al meglio la luce naturale o per difendersene quando è troppa.

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Studia attentamente i punti luce necessari per il tramonto, la sera e la notte necessari per assicurare in ogni momento la visione ottimale per le diverse attività che vi si svolgono: ricordarsi che ogni diversa attività richiede una luce differente: per colore, intensità, durata. Anche nello stesso ambiente: a tavola in cucina, sul piano di lavoro, a letto o in poltrona, in bagno o alla scrivania è richiesta una luce specifica. Tenere sempre accesa la luce centrale di ogni ambiente non aiuta a risparmiare.

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Applica automatismi che aiutano ad accendere, spegnere o regolare l'intensità delle lampade: lungo corridoi, in bagno oppure dove la luce del giorno può variare notevolmente l'illuminazione interna. Il costo di rilevatori di presenza o di sensori di luce è sceso notevolmente, al punto di rendere economiche molte applicazioni domestiche.

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Non è solo questione di lampadine: lampadari, plafoniere, faretti, non sono solo oggetti di disegno, ma danno una diversa resa luminosa, più o meno utile all'ambiente e all'attività che vi si svolge. Vanno scelti con cura, provati e tenuti puliti e in perfetto stato di funzionamento.

La luce solare è molto forte e chiara, evidenzia bene tutti i colori perché gode di uno spettro molto ampio, molto più ampio di quanto può apprezzare l'occhio umano. Per questa ragione la luce del giorno va sfruttata al massimo, aprendo e regolando schermi, tapparelle e tende che non rendano necessario accendere luci artificiali durante il giorno. Se dovete rifare gli infissi (sino a fine anno godrete del 65% di detrazione fiscale sulla spesa e 10% di Iva, poi la percentuale calerà), tenete presente che le finestre vengono prodotte e studiate con vetri selettivi, capaci di filtrare la luce del sole in modo diverso: opachi ai raggi ultravioletti, che limitino la radiazione solare diretta, o anche che lascino passare più luce visibile, ma che trattengano in inverno i caldi raggi infrarossi. Quando non sono sufficienti porte vetrate o finestre, si possono persino usare “camini solari” che, con condutture e sistemi di specchi, convogliano la luce esterna (ad esempio dal tetto) nei locali interni ciechi. Hanno in genere, alle latitudini italiane, una portata non superiore ai 3/5 metri.

Spesso, d'estate o nelle ore centrali della giornata, può essere necessario difendersi dai raggi del sole. La luce migliore per i nostri occhi, soprattutto per lavorare, leggere concentrati è quella riflessa, quella del cielo annuvolato, schermato o filtrato da tendaggi più o meno fitti. Il progetto (nuovo o da rinnovare) di illuminazione di una abitazione parte da una attenta osservazione dell'esposizione e dalle aperture vetrate, per poi valutare la dislocazione dei locali e alle rispettive funzioni nelle varie ore del giorno e delle stagioni. Solo così si possono definire gli schermi o le tende regolabili adatte. La camera da letto può essere tenuta nella penombra, la luce solare aiuta nel momento della pulizia e nel mantenimento dell'ordine e dell'igiene: scuri e tende resteranno solo quando serve. In cucina o in bagno una buona illuminazione naturale evita di ricorrere alla luce elettrica per distinguere chiaramente i colori e concentrarci sul cibo e sul lavoro. Nei locali esposti a sud ci si deve difendere dalla accecante radiazione solare diretta: ad ovest dai raggi ancora intensi e caldi del sole basso d'estate. Tapparelle e persiane, veneziane o schermi orientabili offrono molteplici possibilità di regolazione in qualsiasi momento, anche grazie all'applicazione di appositi automatismi.

Il 10-12% circa dei consumi di elettricità nelle case degli italiani sono causate dall'illuminazione. Non è tanto, ma vale la pena risparmiare: e il risparmio, senza rinunce, nasce sempre da un buon progetto di illuminazione. Ogni punto luce oggi costa decisamente meno che in passato, non solo nell'acquisto, ma soprattutto nell'uso quotidiano: per questa ragione è possibile usare anche sono una parte dell'illuminazione del locale in cui si soggiorna, quella che serve in quel momento. A questo scopo, soffermandoci nei vari locali della nostra abitazione vale la pena ridisegnare i punti luce e decidere l'illuminazione artificiale più utile e conveniente. Illustriamolo con esempi delle soluzioni che si possono adottare.

In ingresso o in corridoio non è necessaria una illuminazione eccessiva, meglio però se diffusa. Si possono usare plafoniere o faretti orientati verso le pareti con lampadine di potenza medio bassa: uno o due per locale capaci di generare 500 lumen di flusso luminoso con una potenza elettrica impegnata di 7 – 10 Watt (se lampade efficienti). Dove si passa senza soffermarsi troppo, può valere la pena applicare temporizzatori (dopo un certo tempo la luce si spegne in automatico) o persino dei rilevatori di presenza (quando si entra la luce si accende automaticamente). I prezzi variano molto, da 15 a 60 euro ogni interruttore.

In soggiorno l'illuminazione d'ambiente può essere anche minima, deve dare dimensione (luce riflessa, non accecante) e una ambientazione rilassante: si chiacchiera, si legge, si vede la televisione. Una illuminazione che può essere resa anche con diversi punti luce, alcuni dei quali con uno scopo preciso, capaci cioè di illuminare perfettamente la zona lettura, la libreria, la parete a lato del televisore, un tavolo. Plafoniere, lampadari, lampade a terra, binari con faretti orietabili in direzioni diverse devono poter disporre di interruttori e comandi separati. Una o due lampadine più potenti (mille lumen, 15 Watt di potenza) saranno accompagnate nei punti luce capaci di fasci più concentrati ma di passa potenza (500 lumen). Se i locali sono grandi, frequentati e esposti a forti variazioni di luce esterna, possono essere utili interruttori crepuscolari (accendono la luce al tramonto, 15 – 50 euro) e varialuce (o dimmer) capaci di regolare in automatico l'intensità del punto luce d'ambiente (da 10 a 40 euro l'uno).

In cucina e soggiorno le luci rimangono acceso più a lungo (circa la metà dell'illuminazione nelle case degli italiani). In cucina le necessità variano molto in funzione degli orari e delle abitudini: solitamente si ricorre ad una luce centrale capace di dare una visione generale dell'ambiente (lampadine da 500 lumen, 10 Watt di potenza) e a lampade localizzate o faretti (da 2-300 lumen ciascuno, 3-4 Watt) che illuminino di volta in volta, piani di lavoro, pensili o fornelli. Il tavolo da pranzo può richiedere una luce regolabile, capace di creare una atmosfera piacevole e rilassante così come dare una chiara visione dei colori.

Nelle camere da letto, oltre ad una illuminazione d'ambiente con una o più apparati luminosi che diffondano luce riflessa (lampadine da 300 lumen), possono essere necessari punti luce per la lettura (ad esempio faretti o lampade con luce calda, intensa e riposante) che non disturbino chi dorme o si sta riposando. L'armadio dei vestiti, gli scafali, possono richiedere illuminazione degli interni, con plafoniere tubolati a basso voltaggio o faretti orientabili. L'accensione dei diversi punti luce deve essere sufficientemente comodo quando serve.

Anche in bagno, oltre all'illuminazione d'ambiente, non necessariamente intensa, si dovranno scegliere punti luce localizzati e intensi sopra al lavello, a fianco dello specchio (diversi punti luce, con lampadine da 2-300 lumen, che diano una chiara visione dei particolari e dei colori).

Lampadari e lampade fluorescenti tubolari (quelle usate spesso negli uffici) hanno raggiunto ottime qualità luminose e efficienza e durata analoga alle lampade a LED: sono ideali per lo studio, il laboratorio o il garage dove ci si sofferma a lungo e è necessaria una buona illuminazione. La scelta delle lampadine deve rispondere al corpo luminoso (lampadario) e allo scopo che si prefigge (intensità, composizione cromatica della luce, durata).

La luminosità di un ambiente è frutto anche di una sapiente combinazioni di colori e di spazi: pareti chiare, mobili ed arredi disposti in modo tale da garantire che la luce arrivi dove serve, che non ci si faccia ombra dove si scrive, non ci siano riflessi sugli schermi del computer come del televisore.

Illuminare bene è anche salutare: aiuta la pulizia e l'igiene, evita stress, favorisce il riposo. I campi elettromagnetici sono proporzionali alla distanza e all'intensità della corrente elettrica che l'apparecchio usa: quindi meno potenza elettrica (consumi) corrisponde anche meno inquinamento elettromagnetico. Per prudenza tenere i punti luce ad almeno 20-30 cm di distanza da presenza umana.

Per chi è sensibile alle radiazioni ultraviolette (un caso su mille) vale la pena tenersi lontano dalle lampade fluorescenti (almeno 20 cm) dalla pelle.

Ricordate: una casa ben arredata, funzionale e piacevole è frutto dell'intelligenza e dell'attenzione che chi la abita dedica anche alla luce per illuminarla di giorno e di notte.

Per saperne di più:

- Opuscolo Enea un po' datato, ma ancora utile, sul risparmio energetico nell'illuminazione: “Risparmio energetico con l'illuminazione”.

- Per progettare con l'illuminazione naturale, si trovano in rete numerosi esempi e proposte di studi di architettura. Tra gli altri si segnala per i professionisti anche un software (foglio di calcolo) gratuito in mygreenbuildings.org/

- Sul sito dell'Osram, a parte l'ovvio catalogo delle soluzioni proposte dalla casa produttrice, trovate un servizio on line di progettazione d'interni.


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