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Identikit del buon aspirapolvere

Da che cosa si riconosce un buon aspirapolvere? In attesa che l'etichetta energetica ci aiuti nella scelta, ecco alcuni consigli su cosa tenere d'occhio per non pentirci dell'acquisto e, una volta a casa, per utilizzare al meglio il nostro apparecchio.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Al momento dell'acquisto, controlla i consumi di elettricità e la potenza aspirante dell'apparecchio. Solo benefici per la bolletta di casa.

2

Preferisci modelli dotati di filtro HEPA (indispensabile per i soggetti allergici) e certificato TUV. Tutta salute.

3

Non lasciare l'aspirapolvere acceso a vuoto e metti sempre ordine nei locali prima di iniziare i lavori di pulizia. Pulisci e sostituisci periodicamente spazzole, sacchetti, filtri con ricambi originali. Vantaggio assicurato.

4

Se compri un aspirapolvere nuovo, consegna il vecchio al rivenditore (per legge è obbligato a ritirarlo), altrimenti conferiscilo all'isola ecologica del tuo Comune. Nessun costo, l'ambiente ringrazia.

Ogni anno, sul mercato italiano fanno la loro apparizione dozzine di nuovi modelli di aspirapolvere. Nelle economie domestiche italiane si contano oggi circa 17 milioni di apparecchi. Tutti assieme consumano 1 miliardo e 700 milioni di KWh, corrente elettrica per 306 milioni di euro. Nella durata di vita (da 2 a 20 anni a seconda della qualità del prodotto) di un aspirapolvere, i costi elettrici possono in parte superarne il prezzo di acquisto. Grazie ad una scelta oculata del modello e a un suo corretto utilizzo è possibile ridurne il consumo, con benefici per il portafoglio e per l'ambiente.
Ecco alcuni consigli per non pentirci del nostro acquisto.

Un buon aspirapolvere non è quello più potente
Aspirapolveri con motori potenti sono più che altro potenti consumatori di energia, non aspirano meglio degli altri e per piccole economie domestiche sono del tutto superflui. Attenzione a non confondere la potenza del motore, espressa in watt, che indica solo i consumi energetici dell'apparecchio con la reale capacità di aspirazione, che si misura invece in watt aria. Per assicurare buone prestazioni, dovrebbe essere compresa tra i 250 e i 400 watt (valori IMQ), con la possibilità di regolarla in base al tipo di superficie da trattare.

Si vede dal filtro
Un aspirapolvere di qualità oltre a pulire deve restituire all'ambiente un'aria più pulita di quella che normalmente respiriamo. Molti apparecchi invece di trattenere la polvere, si limitano a spostarla, col risultato di farci respirare ancora peggio. Al momento dell'acquisto, meglio preferire modelli dotati di filtro igienico HEPA(High Efficiency Particulate Aircon certificazione TÜV. Costituito da un “foglio” di fibre di vetro, è in grado di trattenere le più piccole particelle di polvere (fino a 0,3 micron di diametro), che sono le più dannose per chi soffre di allergie.

Si fa sentire poco
Per la tranquillità nostra e dei nostri vicini, non sottovalutiamo al momento dell'acquisto anche la rumorosità dell'apparecchio. L'inquinamento acustico è indicato in Decibel (dB A). Minori sono i valori dB, meglio è. Già piccole differenze di 2-3 decibel si fanno sentire. Un consiglio: se possibile, accendere brevemente l'aspirapolvere in negozio per evitare spiacevoli sorprese a casa.

E' certificato
Diffidiamo dei modelli che non riportano i dati tecnici sul libretto delle istruzioni e facciamo sempre attenzione che l'apparecchio rechi il marchio CE che ne certifica la sicurezza d'uso, meglio ancora se riporta il marchio IMQ (Istituto Italiano del Marchio di Qualità), che indica la conformità dell'apparecchio alle norme Cei (Comitato Elettrotecnico Italiano).

Consigli d'uso
Con un utilizzo di 15 minuti al giorno, i nostri aspirapolveri incidono per il 3,7% sulle bollette elettriche di una famiglia media. Evitando inutili sprechi potremo arrivare a risparmiare fino al 30% di energia.
Mai lasciare l'aspirapolvere acceso a vuoto. Per ottimizzarne l'uso, abituiamoci prima di aspirare a mettere sempre ordine nei locali: renderemo più agili e veloci le nostre operazioni di pulizia e l'aspirapolvere rimarrà acceso solo per il periodo dell'effettivo utilizzo. Se poi il nostro modello è di quelli a vapore, con consumo maggiore rispetto a quelli tradizionali e con necessità di tempi di riscaldamento, vale la pena utilizzarlo solo quanto tutta la casa è in ordine e pronta per essere “vaporizzata”.
Regolare la potenza d'aspirazione. Per migliorare il rendimento del nostro apparecchio, valutiamo sempre il tipo di superficie che andiamo ad aspirare. Conviene usare un aspirapolvere alla massima potenza per pulire pavimenti duri e superfici che trattengono lo sporco in profondità come moquette e tappeti. Ma è bene ridurre l'intensità di aspirazione su oggetti più delicati come tende e divani. La tecnologia ci può venire in aiuto: nei modelli più avanzati è un sensore di pressione che adatta automaticamente la potenza di aspirazione alla superficie trattata.
Lunga vita. Per evitare che il motore lavori sotto sforzo e che alla lunga si danneggi, è buona norma non riutilizzare mai un contenitore filtrante già usato e periodicamente sostituire spazzole, sacchetti (al più tardi quando segnalato dalla spia dell'apparecchio) e sacchi filtro (ogni anno) ricordando di effettuare queste operazioni fuori dalla porta di casa. Nel caso dei modelli senza sacchetto, con contenitore svuotabile e riutilizzabile, o a vapore fare soprattutto attenzione al calcare e alla accurata pulizia dopo ogni utilizzo.

Smaltimento
Il vecchio aspirapolvere ha smesso di funzionare? Se dobbiamo comprarne uno nuovo, consegnamo il vecchio al rivenditore (per legge il negoziante è obbligato a ritirarlo). Diversamente, lo si può conferire all'isola ecologica comunale o ancora, se il proprio Comune prevede questo servizio, farlo ritirare a domicilio su appuntamento (non sempre il servizio è gratuito). In ogni caso, mai abbandonarlo nell'ambiente!


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