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Elettrodomestici
 

Etichetta energetica, come leggerla

Ci sono elettrodomestici che ci faranno spendere di più nell'arco della loro vita che al momento dell'acquisto. Altri il cui costo iniziale è ampiamente compensato grazie al risparmio che si ottiene durante il loro utilizzo. L'etichetta energetica ci aiuta a riconoscerli. Ecco come leggerla per fare una scelta più consapevole.

Consiglio Difficoltà Convenienza
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Valuta i consumi e l'utilizzo che fai dei tuoi elettrodomestici per capire se non ti convenga sostituirli con nuovi più efficienti.

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Prima di acquistare un nuovo elettrodomestico, leggi con attenzione l'etichetta energetica e preferisci apparecchi di classe energetica superiore. Il maggiore prezzo d'acquisto è ampiamento compensato dai risparmi sulla bolletta, sempre che l'utilizzo dell'apparecchio sia corretto. Possibili forti risparmi.

Se l'acquisto di elettrodomestici particolarmente efficienti avviene all'interno di una campagna di risparmio energetico sono possibili sconti generati dai Titoli d'Efficienza Energetica (o Certificati Bianchi).

Valuta i tuoi consumi
Il prezzo d'acquisto degli elettrodomestici è talvolta decisamente inferiore al costo dell'elettricità necessaria per farli funzionare per tutti gli anni del ciclo di vita utile: è il caso ad esempio delle semplici lampadine. Per questa ragione una maggior spesa per l'acquisto di un apparecchio più efficiente può essere più che compensata nel tempo. Attenzione in particolare a quegli elettrodomestici che consumano di più, come ilcondizionatore d'aria: in una giornata calda un condizionatore che sta acceso sette ore consuma 7 kWh, quanto tutta l'energia consumata in un giorno da tutti gli altri apparecchi e lampadine. State attenti anche all'utilizzo medio: il congelatore consuma relativamente poco, ma rimane acceso tutto l'anno.
La tabella 1 è un buon prospetto di quali siano i consumi annuali dei vari elettrodomestici di una casa italiana. Provate a crearvi la tabella di casa vostra: vi sarà utile per poter cambiare gli utilizzi di alcuni elettrodomestici oppure per valutarne la sostituzione con nuovi ben più parsimoniosi.

Tabella 1: Esempio di valutazione del consumo di elettricità

Esempio di valutazione del consumo di elettricità

La nuova etichetta energetica
L'Unione europea ha cominciato a introdurre l'obbligo di etichettatura energetica partendo dai grandi elettrodomestici (i cosiddetti "bianchi") con la Direttiva 92/75/Cee. Il campo di applicazione è stato poi progressivamente allargato anche ad altre categorie di prodotto, come i condizionatori e le asciugabiancheria, sino all'estensione dell'obbligo a tutti i dispositivi connessi al consumo di energia introdotto dalla Direttiva 2010/30/Ue e recepito in Italia dal Dlgs 28 giugno 2012, con un anno di ritardo.
Le nuove norme impongono che l'etichetta energetica venga applicata non solo sugli elettrodomestici (lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie) ma, più in generale, su tutti i dispositivi che consumano energia in fase di utilizzo (televisori, decoder, lettori CD e DVD, forni elettrici...) o che possono contribuire a risparmiarla, comeporte e finestre.
I fornitori hanno l'obbligo di esporre l'etichetta in modo chiaro e ben visibile e di rendere disponibile la scheda prodotto nei cataloghi o in qualsiasi materiale promozionale che accompagni il prodotto stesso.

Ecco come leggere la nuova Energy Label.
ETICHETTA-ENERGETICA

Parte alta: le frecce. Le classi previste nel 1996 andavano dalla G (la migliore) alla A (la peggiore), rappresentate attraverso frecce di diversa lunghezza - più corta è la freccia e minori sono i consumi – e di diverso colore, dal rosso per le classi più energivore al verde per le più efficienti.
Di fatto, però, la classe A rappresenta ormai lo standard minimo di efficienza energetica e da gennaio 2010 classi inferiori non sono più ammesse alla vendita. La stessa A è ormai stata superata. Prodotti tecnologicamente più avanzati ed efficienti (pensiamo ai frigoriferi A+ e A++) si sono affacciati da tempo sul mercato e hanno imposto l'aggiunta di tre nuove classi energetiche: A+, A++ e A+++ per marcare meglio le differenze rispetto alla semplice A ed aiutare così il consumatore a confrontare meglio i prodotti tra loro per scegliere quelli più efficienti.
Il principio dell'etichetta comunque non cambia: le classi rimangono sempre sette (dalla A+++ alla D), a meno che quelle sotto la D siano ancora necessarie per la presenza di apparecchi di efficienza inferiore, come nel caso dei frigoriferi dove il nuovo schema di etichettatura prevede due etichette, una per i modelli dalla A+++ alla D e una a dieci classi per i modelli con efficienza inferiore (dalla A+++ alla G).

Seconda parte: i consumi. Appena sotto le frecce che indicano la classe energetica, l'etichetta chiarisce anche il consumo energetico in kWh su base annua per un utilizzo misurato in condizioni standard di laboratorio. Dalla propria bolletta elettrica è facile controllare il costo medio del chilowattora: si può così stimare, per ogni elettrodomestico, la spesa energetica annuale, che dipende ovviamente anche dalle modalità di utilizzo dell'apparecchio.

Terza parte: le caratteristiche funzionali. Nel settore ancora più in basso l'etichetta indica le caratteristiche prestazionali fondamentali dell'apparecchio, ad esempio il volume di frigoriferi e congelatori, il consumo annuo di acqua e l'efficienza di centrifuga/asciugatura per lavatrici e lavastoviglie. Segue infine il livello di rumorosità espresso in decibel, spesso molto importante per convivere con l'apparecchio e per non infastidire i nostri vicini.

La tabella 2 illustra i risparmi di energia che è possibile raggiungere con apparecchi della migliore classe energetica oggi sul mercato, confrontati con prodotti equivalenti di classe C.

Tabella 2: valutazione dei risparmi ottenibili scegliendo gli elettrodomestici più efficienti (Enea).


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