LO SAPEVI CHE


Elettrodomestici
 

Dove buttare il tecno-pattume?

RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), ovvero la prima tipologia di rifiuti in crescita nella società odierna. Tanti e soprattutto pericolosi. Cosa sapere e come comportarsi per fare in modo che vengano opportunamente trattati e riciclati. Spesso è più semplice e comodo di quanto si possa immaginare.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

L'80% degli apparecchi di cui ci liberiamo sono ancora funzionanti. Anziché buttarli, rivendiamoli o regaliamoli ad un amico o su Internet.

2

Se devi acquistare un apparecchio nuovo, consegna il vecchio al rivenditore: per legge il ritiro è obbligatorio e senza costi aggiuntivi. Diversamente, conferiscilo nelle isole ecologiche del tuo Comune. Nessun costo.

3

Prima di comprare un nuovo elettrodomestico, verifica che riporti il simbolo del cassonetto barrato e indicazioni chiare sul produttore e che sia accompagnato da istruzioni per il suo corretto smaltimento. Nessun costo.

4

Fai attenzione ai prodotti hi-tech venduti a un prezzo troppo basso: potrebbero non rispettare la legge! La normativa permette ai produttori di introdurre un eco-contributo sui nuovi prodotti messi in vendita (visibile o compreso nel prezzo) per finanziare le attività di gestione dei RAEE. Il costo aggiuntivo è modesto e variabile per categoria di prodotto.

5

Se scopri rifiuti tecnologici abbandonati, rivolgiti ai vigili urbani o, nei casi più eclatanti, alla Provincia, alle Agenzie Ambientali regionali o all'Apat nazionale. Partecipa alle giornate di volontariato come Puliamo il Mondo. Costo: solo un po' di fatica, compensata dal piacere di aver fatto la propria parte.

17 chili di tecno-trash
Ogni cittadino europeo genera in media tra 17 e 20 chili di “tecno-trash” all'anno, per un totale di 6 milioni di tonnellate annue (Fonte: Commissione europea). Un dato allarmante e per giunta in costante crescita, considerato l'aumento del numero di apparecchiature elettriche ed elettroniche che popolano le nostre case e il loro sempre più rapido ricambio.
Mentre in paesi come Svezia e Norvegia la raccolta differenziata dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) raggiunge già i 15 kg e più, in Italia la raccolta pro capite è di 4 kg l'anno (il dato coincide con l'obiettivo per il 2008 fissato dal D.Lgs. 151/2005 che ha recepito le direttive europee 2002/95, 2002/96 e 2003/108). Rispetto al 2009 si è riscontrato un incremento della raccolta del 27%, sicuramente dovuto, perlomeno in parte, all'avvento del digitale terrestre che ha indotto i consumatori a sostituire gli apparecchi televisivi e in parte all'attivazione della raccolta “uno contro uno” presso i rivenditori.
E il resto, dove va a finire? Quando va bene rimane nelle cantine delle nostre case, altrimenti finisce in discarica, più spesso abbandonato ai margini delle strade o esportato illegalmente nei paesi in via di sviluppo. Di circa tre quarti dei rifiuti elettronici che produciamo si perdono completamente le tracce.

E' o non è un RAEE
Il DM 185/2007 ha suddiviso i RAEE in cinque raggruppamenti:
1) Freddo e clima 
(frigoriferi, congelatori, condizionatori e scalda-acqua);
2) Grandi Bianchi 
(lavatrici, lavastoviglie, forni, piani cottura, cappe); 
3) TV e monitor;
4) Piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione;
5) Sorgenti luminose 
(tubi fluorescenti, lampade fluorescenti compatte, ecc.).

Marchio RAEENel caso però in cui fossimo indecisi se l'apparecchio che stiamo per buttare sia un RAEE o meno, ci può venire in aiuto il simbolo del cassonetto barrato che vedete. La normativa (Dlgs 151/2005) prevede infatti che tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche prodotte a partire dal 13 agosto 2005 debbano essere contrassegnate da questo marchio e pertanto siano trattate come RAEE, da raccogliere quindi separatamente rispetto agli altri rifiuti.

L'importanza del recupero
Trattare correttamente i RAEE significa evitare la dispersione nell'ambiente di sostanze altamente pericolose. Qualche esempio. L'80% dei frigoriferi abbandonati è di vecchia generazione e contiene ancora CFC e HCFC, gas che “bucano” l'ozono atmosferico e che aumentano di conseguenza le malattie della pelle. Il mercurio è invece presente nelle lampadine a fluorescenza, negli interruttori e nei termostati e, rilasciato nelle acque che attraversano le discariche o nell'aria dagli inceneritori, avvelena piante e animali. Bario, stronzio e soprattutto piombo (tutti metalli pericolosi) si trovano nei tubi catodici dei televisori e negli schermi dei computer.
Ma i rifiuti elettronici, oltre che nemici pericolosi dell'uomo e dell'ambiente, sono anche un inestimabile serbatoio di materiali riciclabili. Basti pensare che da un solo frigorifero si possono recuperare circa 28 kg di ferro, 6 kg di plastica e oltre 3 kg tra rame e alluminio che, reimmessi nel ciclo produttivo, consentirebbero di risparmiare materie prime e l'energia necessaria alla loro estrazione e lavorazione (Fonte: Ecodom).

Dove portare il vecchio apparecchio
La Direttiva europea (2002/96/CE) ci dice che tutti i prodotti elettrici o elettronici contrassegnati dal simbolo del cassonetto barrato non possono essere smaltiti nel normale bidone della spazzatura e debbono essere affidati ai produttori di queste apparecchiature per cercare di riciclare la maggior parte delle componenti e smaltire correttamente le frazioni pericolose.
L'Italia ha recepito la Direttiva europea sui RAEE con il decreto legislativo 151/2005, ma le continue proroghe dovute alla mancata emanazione dei fondamentali decreti attuativi hanno fatto slittare al 18 giugno 2010 la partenza operativa del sistema di raccolta presso i rivenditori (il cosiddetto “uno contro uno”), con tre anni di ritardo.
Il meccanismo (DM 65/2010) consente a chi acquista una nuova apparecchiatura elettrica o elettronica di consegnare al negoziante quella vecchia. Il ritiro è obbligatorio e gratuito, a condizione che il vecchio apparecchio sia di tipo equivalente e con le stesse funzioni di quello che si intende acquistare.
Diversamente, il vecchio apparecchio andrà conferito nei Centri di raccolta (isole ecologiche) attrezzati dal proprio Comune di appartenenza da dove verrà poi ritirato dagli appositi Consorzi e trasferito presso un impianto specializzato per il trattamento. Nel caso di rifiuti ingombranti, alcune società municipalizzate permettono il ritiro a domicilio previo appuntamento (il servizio non è sempre gratuito e i costi variano da Comune a Comune).

L'Eco-contributo RAEE
Con la nuova normativa è responsabilità dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, e non più degli enti locali, la gestione dei RAEE (attività di ritiro dai centri di raccolta, trasporto e trattamento) attraverso i Consorzi. Per finanziare questa attività, da novembre 2007 la normativa prevede il possibile ricorso a un Eco-Contributo RAEE sui nuovi prodotti messi in vendita.
I produttori possono scegliere se includere i costi di smaltimento nel prezzo di vendita del nuovo prodotto oppure evidenziarli tramite un Eco-contributo, aggiunto al prezzo. La visibilità dell'Ecocontributo in fattura è consentita fino al 13 febbraio 2011, ad eccezione dei grandi bianchi che potranno beneficiarne fino al 13 febbraio 2013.
Attenzione quindi ai prodotti dal prezzo troppo basso, perché potrebbero non rispettare la legge!


NESSUN COMMENTO


LASCIA UN COMMENTO

Per lasciare un commento è necessario autenticarsi.
Se non ti sei ancora registrato, clicca qui.


    Licenza Creative Commons. I contenuti di questo sito sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia