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Elettrodomestici
 

Come leggere la bolletta della luce

Quanto ci costa tenere acceso il condizionatore? E il boiler elettrico? La nostra lavatrice consuma troppo? Saper leggere la bolletta può esserci d'aiuto nel pagare un po' meno quella successiva. Soprattutto se accompagniamo questa operazione a un'autodiagnosi dei nostri consumi.

  Consiglio Difficoltà Convenienza
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Fai attenzione a come sono ripartiti i consumi della tua famiglia nei diversi momenti della giornata. Ti aiuterà a capire come i nuovi prezzi biorari dell'Autorità potranno influenzare la tua spesa per l'energia elettrica. Possibili forti risparmi.

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Confronta le bollette degli ultimi tre anni e cerca di capire quanto ti fanno consumare gli elettrodomestici di casa (boiler, stufette, condizionatori). Se sei intenzionato a passare al mercato libero, questa informazione risulta essenziale per valutare, ad esempio, la “taglia” di consumi più adatta. Solo risparmi, soprattutto se decidi per la sostituzione dei vecchi elettromodestici con nuovi ad alta efficienza.

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Verifica sul sito dell’Autorità se la tua famiglia rientra nei parametri per accedere al Bonus sociale. Siete voi che inizialmente dovrete attivarvi e fare la richiesta nel vostro Comune di residenza. Risparmi sino al 20% della spesa annua.

Bonus sociale
Per le famiglie meno abbienti, per quelle numerose e per i soggetti in gravi condizioni di salute, è possibile usufruire del bonus sociale, agevolazione direttamente riconosciuta nella bolletta di chi ne avrà fatto richiesta in Comune in forma retroattiva a partire dal 1 gennaio 2008. L'agevolazione è dell'ordine del 20% circa della spesa della bolletta elettrica.
Per il 2013 il valore dell'agevolazione varia da 63 euro a 155 euro a seconda del numero dei componenti familiari.
Per i soggetti in gravi condizioni di salute il valore del bonus dal 2013 è stato modificato e differenziato in base al numero di apparecchiature medico-terapeutiche salvavita utilizzate e al tempo giornaliero del loro utilizzo. Per il calcolo dell'importo spettante, vai qui.

Quando ci arriva una bolletta vorremmo non solo pagare, ma anche capire come sono state calcolate le varie voci che la compongono, per essere se non altro sicuri che l’importo indicato sia corretto. Non sempre però è facile comprendere quanto e quando consumiamo e quindi capire se si riesca a trovare anche il modo di risparmiare.
Dal 1 gennaio 2011 una nuova bolletta semplificata, uguale per le forniture di elettricità o gas, o per quelle congiunte di gas ed elettricità (i cosiddetti contratti dual fuel), spiega nel dettaglio la spesa per i consumi, distinguendo tra servizi di vendita (liberalizzati) e servizi di rete (tariffati). In questo modo, per il cittadino dovrebbe essere più facile verificare la corretta applicazione del contratto stipulato e confrontare la convenienza o meno delle offerte che gli vengono proposte da altri fornitori.
La nuova bolletta viene applicata a tutti i clienti (famiglie e imprese), sia del mercato libero che del mercato vincolato. Consigliamo un confronto tra quelle degli ultimi anni per valutare i consumi stagionali (boiler, stufette e condizionatori), informazione fondamentale se si decide di passare al mercato libero, e l'incidenza di nuovi apparecchi elettrici acquistati o sostituiti nel periodo considerato.

Leggere la bolletta
La bolletta è suddivisa in due sezioni: un quadro sintetico e un quadro di dettaglio.

Il quadro sintetico riporta:

  • i dati del cliente e della fornitura, il periodo di riferimento della fatturazione e la data entro cui deve essere effettuato il pagamento.
  • la tipologia di contratto stipulato, che sarà il nome dell'offerta sottoscritta nel caso siate passati al mercato libero, altrimenti il nome della tariffa regolata. L'Autorità dell'energia e del gas ha stabilito due diverse tariffe per i clienti domestici: la tariffa D2 e la tariffa D3, strutturate per sei scaglioni di consumo (meno consumi, meno paghi).
    La prima riguarda le forniture per le abitazioni di residenza anagrafica e stabilisce una soglia di 3kW impegnati. La seconda si applica alla fornitura domestica che supera i 3kW di potenza impegnata e alle abitazioni non di residenza, come le seconde case, e ha condizioni tariffarie meno vantaggiose rispetto al classico contratto da 3 kW residente.
  • il riepilogo delle letture e dei consumi ripartiti per fasce orarie in base alle letture effettive del contatore. Stando alle promesse della bioraria, in vigore dal mese di luglio del 2010 per le famiglie in servizio di maggior tutela, dovrebbero essere avvantaggiati i clienti che concentrano almeno i 2/3 dei consumi nelle fasce con minore domanda (la F2-3), ovvero nelle ore serali, nei week end e nei festivi.
    Nei fatti, a stare super attenti, il risparmio non supera qualche decina di euro all'anno. Oggi è anche meno: con la crescita delle rinnovabili, che hanno tagliato il costo dell'energia di giorno, la differenza tra fasce si sta infatti riducendo sempre di più (a questo proposito vedi: Bioraria, la notte non porta più risparmio).
  • numeri e recapiti per eventuali reclami, segnalazioni di guasti, informazioni sulle modalità di pagamento.
  • inoltre, almenotre volte all'anno, tutte le bollette devono informare sulla composizione del mix di fornitura, ovvero sulle fonti energetiche primarie utilizzate (carbone, petrolio, gas, rinnovabili, nucleare) per produrre l'energia elettrica che ci viene fornita dall'impresa di vendita.

Il quadro di dettaglio analizza tutti gli elementi che concorrono al calcolo della bolletta e il metodo per determinarlo. Una volta ottenuto il consumo in kWh (attraverso la lettura del contatore o la stima), questo viene utilizzato per il calcolo della bolletta, tramite diverse componenti tariffarie fisse e variabili, in base alla tipologia del contratto.
Tali componenti sono:

  • Servizi di vendita (54% della spesa totale lorda di un consumatore domestico medio). E’ il costo di approvvigionamento per l’energia elettrica prodotta e importata e la voce più direttamente influenzata dalle quotazioni internazionali delle materie prime e dall’efficienza del mercato all’ingrosso.
    Si compone di una Quota Fissa e di una Quota Energia.

    Quota Fissa: comprende tutti gli importi da pagare in misura fissa, cioè indipendentemente dai consumi;
    Quota Energia: comprende tutti i costi di acquisto e di dispacciamento sostenuti dal fornitore.
    Le principali voci che la compongono sono:

  • prezzo dell'energia (PE). E' l'unico soggetto a sconti nel mercato libero e può essere espresso al netto delle perdite di rete (pari al 10,8% dell'energia prelevata) oppure ricomprenderle, come nel caso del prezzo dell'energia fissato dall'Autorità;
  • prezzo di dispacciamento (PD). E' il servizio che garantisce in ogni istante l'equilibrio tra la domanda e l'offerta di energia elettrica.
    Entrambi (PE e PD) sono fissati e aggiornati ogni tre mesi dall’Autorità.
  • Servizi di rete e di misura (10% della spesa totale). Sono tutti quei servizi che garantiscono la distribuzione, il trasporto e la misurazione (per mezzo di contatori), da parte delle imprese di vendita, dell’energia elettrica fornita all’utente finale.
    Questa voce si compone, a sua volta, di una Quota Fissa, da pagare anche in assenza di consumi, di unaQuota Potenza, da pagare in base alla potenza del contatore installato (in genere 3 kW per l'utenza domestica), e di una Quota Variabile, da pagare in relazione alla quantità di energia elettrica trasportata sulla rete per soddisfare la richiesta di energia del cliente.
  • Oneri generali di sistema (14% della spesa totale). Sono fissati per legge e pagati da tutti i clienti finali (compresi quelli del mercato libero). Servono a coprire costi di vario tipo, tra cui: la promozione delle fonti rinnovabili e assimilate (componente A3), il mantenimento di regimi tariffari speciali (quelli di cui attualmente godono le Ferrovie dello Stato), lo smantellamento delle centrali nucleari e le misure di compensazione per i territori che le ospitano, il bonus elettrico.
    Per una lettura di questi oneri "aggiuntivi", rimandiamo al video nel menu in spalla.
  • Imposte (14% della spesa totale). Si distinguono in:

    Imposta erariale e addizionale comunale: entrambe si applicano alla quantità di kWh consumati e sono uguali per tutto il territorio nazionale.
    Iva: per le forniture domestiche è al 10% e si applica al costo totale della bolletta.


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