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Elettrodomestici
 

Al fresco con il condizionatore

La bolletta dell'elettricità “pesa” solo un terzo di quella del riscaldamento, ma appena si passa al condizionatore rischia di salire. Se proprio siamo decisi all'acquisto, quale comprare? Fisso o portatile? On/off o inverter? Solo per il fresco o anche per riscaldare?

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Valuta accuratamente la disposizione delle unità interne nei vari locali e assicurati che l'impianto sia correttamente dimensionato rispetto alle tue esigenze: affidati ad un tecnico specializzato. Costo indicativo per un sopralluogo: 50 euro, spesso scalati dall'acquisto del climatizzatore.

2

Acquista un climatizzatore di classe energetica superiore (A+++, A++, A+) e con tecnologia inverter: rispetto ad un modello on/off, il risparmio è del 30% sui consumi elettrici. Costo indicativo: circa 1.500 euro per il climatizzatore, installazione e IVA.

3

Evita che il condizionatore sia colpito direttamente dai raggi del sole e installalo lontano da fonti di calore. Puoi ridurre i consumi anche del 5%. Nessun costo.

4

Utilizza il condizionatore solo quando è necessario, cioè nelle ore più calde della giornata, con finestre ben chiuse e schermate, e imposta una temperatura tra 25° e 27°. La differenza tra interno ed esterno non deve superare i 7 gradi, per evitare sbalzi termici poco salutari. Tutta salute.

5

Attiva la funzione di deumidificazione del climatizzatore per contenere l'umidità relativa al 40-60%: la percezione dell'afa e del caldo sarà minore, senza aver bisogno di abbassare ulteriormente la temperatura. Tutta salute.

6

Mantieni sempre puliti i filtri e la griglia da cui fuoriesce l’aria e fai revisionare l’apparecchio da personale specializzato una volta all’anno per il controllo del refrigerante e l'eventuale sostituzione dei filtri. Costo indicativo per revisione: 50-80 euro.

Decisi all'acquisto
La nostra casa non è in grado di proteggerci dalla graticola del solleone? L'uso che pensiamo di fare del condizionatore sarà limitato solo a qualche giorno all'anno? Può valere allora la pena acquistare un comune modello costituito da due unità separate, una interna e una esterna, normalmente appesa o appoggiata sul balcone. Occhio, però, a quando affrontare la spesa: l'acquisto dell'ultimo minuto è il peggiore. Si sceglie l'impianto che c'è e che si può installare prima, che in genere è il più sprecone. Al condizionatore estivo vale la pena pensarci quando nevica, così come i lavori sulla caldaia vanno intrapresi in primavera.

Quale comprare
Il condizionatore più adatto per le nostre esigenze deve essere prima di tutto idoneo al locale in cui verrà applicato. Si può scegliere tra un impianto fisso, costituito da un'unità esterna collegata ad una o più unità interne (monosplit o multisplit), e un apparecchio portatile, solitamente meno potente, ma facile da spostare e da installare senza l'aiuto di tecnici. Teniamo presente che rispetto ai portatili, gli impianti fissi a parità di freddo ceduto all'ambiente consumano meno e sono meno rumorosi: in genere, una macchina split di classe energetica D è più efficiente di una portatile di classe A.
Per ottimizzare l'acquisto e scegliere il climatizzatore più adatto è fondamentale saper valutare la potenza effettivamente necessaria per l'ambiente in cui verrà utilizzato. La potenza non è solo correlata alle dimensioni del locale, ma anche all'esposizione dell'edificio, al livello di isolamento dei muri e del tetto, alla presenza di apparecchiature: un impianto sovra o sottodimensionato può creare problemi di eccessiva o insufficiente potenza e di inefficace deumidificazione. Normalmente un installatore esperto è in grado di valutare oltre la necessità anche la migliore tecnologia e la relativa spesa di acquisto e installazione.
In molte località ed edifici ben costruiti, potrebbe essere interessante l'installazione di pompe di calore (le migliori aria-acqua) che, oltre a rinfrescare nei periodi estivi, possono riscaldare durante le stagioni intermedie.

Evitare sprechi
Con le nuove energy label - in vigore da gennaio 2013 - anche modelli di piccola taglia, con potenza minore o uguale a 12 kilowatt, devono riportare l'indicazione della classe energetica di riferimento. Alla classe A, se ne sono aggiunte altre ancora meno energivore: A+++, A++, A+.
Condizionatori come questi sono ormai tutti dotati anche di inverter. Vale comunque la pena di controllare: si tratta di una tecnologia che permette di adattare il regime di funzionamento del compressore alla temperatura reale della stanza - più freddo serve (stanza con finestre socchiuse e tante persone dentro) più va forte, meno ne serve (stanza chiusa con due persone) più va piano - e quindi di ridurre i consumi elettrici: fino al 30% su otto ore di funzionamento continuo.
Inoltre, calibrando l'emissione del freddo o del caldo sulla base della necessità dell'ambiente, la tecnologia inverter stabilizza la temperatura, che varia in questo modo solo di 0,5°C intorno a quella impostata, contro i circa ±2°C dei classici condizionatori on/off.
È preferibile, infine, acquistare un condizionatore con il funzionamento in corrente continua (DC) invece che in corrente alternata (AC): è più silenzioso e soprattutto riduce gli sprechi energetici.

Respirare meglio
In fase di acquisto, inoltre, è opportuno considerare anche il sistema di filtraggio che oggi può essere molto evoluto: l'aria, infatti, viene reimmessa nell'ambiente sia raffrescata che purificata da batteri, pollini e acari della polvere (la quantità d'aria che un climatizzatore può trattare, espressa in metri cubi/ora, indica quante volte l'aria presente nella stanza viene pulita e deumidificata).

Inquinare meno
I vecchi condizionatori utilizzavano gas refrigeranti - CFC (clorofluorocarburi) e HCFC (idroclorofluorocarburi) -, responsabili della riduzione dello strato di ozono (il famoso “buco”) e dell'aumento dell'effetto serra: se dovete smaltire vecchi impianti, consegnatelo alla piattaforma comunale o alla società incaricata dal Comune, preavvisandoli del rischio. Oggi vengono usati gli HFC (idrofluorocarburi), privi di cloro e innocui per l'ambiente: tra questi, l'R410A è tra i più diffusi e presenta buone prestazioni.

Una volta a casa
Scelto il condizionatore che più fa per noi, prestiamo ora attenzione al suo utilizzo: l'impianto serve per creare artificialmente condizioni di umidità e di temperatura di benessere. Per “stare bene”, il tasso di umidità relativa, principale responsabile del senso di disagio che si avverte durante le giornate afose, deve oscillare tra il 40-60% e la temperatura interna non dovrebbe oltrepassare i 27°C di giorno e i 25° C di notte, più in generale, non superare mai un salto termico di 7°C tra temperatura interna ed esterna. Usare il condizionatore male non causa perdite solo per il portafoglio e per l'ambiente, ma rischia di danneggiare anche la salute (raffreddori, colpi di freddo, dolori, choc).


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