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Clima in casa
 

Se la stufa va a pellet

Praticità, buona resa energetica, basse emissioni inquinanti: sono queste le principali qualità che hanno contribuito a far crescere rapidamente il mercato delle moderne stufe a pellet. Come sono fatte e come funzionano, cosa verificare prima di affrontarne l'acquisto, la convenienza delle stufe caldaia per chi vive in condominio o in un grande appartamento.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Prima dell'acquisto, controlla sempre la capacità della canna fumaria e informati su eventuali prescrizioni e norme antinquinamento in vigore nel tuo Comune o Regione. Nessun costo.

2

Se già lo possiedi, trasforma il tuo caminetto (aperto) in un termocamino. Per diffondere il calore saranno necessari lavori in muratura e la posa di condotte d'aria. Costo indicativo: 2 mila euro, più l'installazione e l'impianto di diffusione del calore.

3

Se decidi di acquistare una stufa a pellet, preferisci quelle a circolazione d'aria forzata e dotate di doppia uscita. Costo indicativo: da circa 1.500 euro (5-6 kW) a 3-4 mila euro per stufe da 20 kW in grado di riscaldare ambienti di 200 metri quadrati, escluso l'impianto di diffusione del calore.

4

Nel caso di ampie superfici da riscaldare (grandi appartamenti o condomini), può convenirti l'acquisto di una stufa caldaia, da collegare all'impianto di riscaldamento esistente (termosifoni oppure piastre radianti). Costo indicativo per acquisto e installazione: da 4-6 mila euro per taglia più piccola da 20 kW, più 500-1.000 euro di serbatoio di acqua calda per eventuale collegamento a impianto solare termico.

Detrazione 36% (ora 50%)
Dal 26 giugno 2012, giorno di entrata in vigore del DL 83/2012, la detrazione Irpef per le spese documentate di ristrutturazione edilizia aumenta dal 36% al 50% e l’importo massimo detraibile sale a 96mila euro per unità abitativa. L'agevolazione resta in vigore sino al 30 giugno 2013, dopo tale data l'aliquota torna al 36% con limite di spesa di 48mila euro per unità immobiliare. La detrazione va sempre ripartita in 10 annualità fiscali, l'Iva è al 10%. Oltre ai proprietari dell'immobile, ne possono usufruire anche gli affittuari.

Detrazione 55%
Le spese sostenute per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sono detraibili dalle tasse al 55%, sino ad un massimo di 30 mila euro (su un totale di spesa di circa 54 mila euro). La detrazione, da ripartire in 10 anni con Iva agevolata al 10%, è prorogata sino al 30 giugno 2013.

Per saperne di più...

Come funzionano
Di moderna concezione, in genere di buona efficienza e minor inquinamento, le stufe a pellet vengono alimentate con cilindretti di segatura pressata (il pellet, appunto). Sono generalmente dotate di ventilazione forzata e di due uscite, una per lo sbocco dei fumi e l'altra per il flusso d'aria calda che può diffondersi direttamente nell'ambiente da riscaldare o essere convogliato in altre stanze attraverso condotte e bocchettoni. L'aria calda che esce dalla stufa non entra in contatto con i fumi e si riscalda attraverso condutture interne alla camera di combustione, garantendo in questo modo l'isolamento degli inquinanti dall'aria domestica. Queste stufe a pellet assicurano il migliore rapporto tra l'aria che alimenta la fiamma e il combustibile. Il che vuol dire minore inquinamento e rendimento più elevato, in genere superiore all'80% fino ad arrivare al 90% con i modelli più efficienti.
Prima dell'acquisto è buona norma controllare sempre la capacità della canna fumaria e verificare eventuali prescrizioni del proprio Comune o Regione.

Quale scegliere
Esiste una vasta gamma di stufe a pellet sul mercato, dalle più piccole (5/6 kW di potenza, capaci di riscaldare una superficie riscaldata di 50 o 60 metri quadrati) a quelle da 20 kW, adatte a grandi superfici e normalmente collegate ad un impianto di diffusione del calore in tutto l'edificio.
Le stufe presenti sul mercato sono di solito dotate di timer e termostato, di sistemi di sicurezza (ad esempio blocco automatico in caso di mancanza di corrente elettrica), di carico e regolazione (scheda che permetta di accenderle a distanza con una telefonata) e possono costituire il principale, o persino l'unico, sistema di riscaldamento dell'abitazione. Diffidate delle piccole stufe mobili, create sulla falsariga dei condizionatori portatili, per essere trasferite di volta in volta nella zona della casa dove è più necessario il calore. Pur essendo altrettanto valide, la loro installazione non è, nella maggioranza dei casi, a norma (UNI 10683) per lo scarico dei fumi.

Per una resa termica migliore
Le stufe a biomassa non si possono accendere e spegnere di continuo come quelle a gas: come per i motori, l'accensione e lo spegnimento sono i momenti in cui, oltre a inquinare di più, è minore il rendimento della stufa. È buona regola, quindi, accendere la stufa al mattino e spegnerla la sera, eventualmente impostando temperature differenti per le diverse ore del giorno o mantenendola al minimo.
Le stufe a pellet si caricano una volta al giorno o ogni due giorni, e si autoalimentano prelevando i pellet dal serbatoio di caricamento, solitamente posto al di sopra della camera di combustione della stufa.
La pulizia delle ceneri si effettua normalmente una volta alla settimana, se il pellet è di buona qualità. Attenzione a svuotare il cassetto della cenere solo quando è pieno: uno strato di cenere sul fondo della stufa migliora la combustione.

Le stufe caldaia
Quando la superficie da riscaldare è particolarmente estesa o frammentata in molti vani diventa conveniente installare una stufa caldaia, un impianto cioè che, scaldando l'acqua (volendo anche l'acqua sanitaria), diffonde il calore come un impianto di riscaldamento tradizionale, con termosifoni (a 60 gradi) o con sistemi radianti a bassa temperatura (30 gradi). Si tratta di impianti che spesso vengono abbinati ai collettori solari termici per fornire un apporto supplementare nei mesi invernali e l'acqua calda in estate. In questo caso, l'ACS viene raccolta in un serbatoio per permettere lo stoccaggio del calore per la notte.
Esistono vari modelli e taglie di stufe caldaie: quelle di taglia più piccola, da 20 kW, sono in grado di riscaldare ambienti di 200 metri quadrati. Rispetto a quelle a circolazione forzata, comportano però lavori più onerosi e richiedono il coinvolgimento di un tecnico specializzato. Solitamente vengono installate in un locale apposito o nel garage, a meno che non si tratti di termocamino.
Le stufe e le caldaie a pellet e a cippato consentono una generazione di inquinanti più contenuti ma l'inquinamento dipende molto dalle sostanze e dagli inquinanti che possono essere presenti nel pellet (leggi qui).

Detrazione 55%
La detrazione viene riconosciuta alle seguenti condizioni:

  • l'intervento deve:
    - essere relativo all’intero edificio e non alle singole unità immobiliari che lo compongono;
    - sostituire totalmente l'impianto di climatizzazione;
    - assicurare che l'edificio raggiunga prestazioni energetiche elevate (DM 11/03/08, allegato A).
     
  • la caldaia a biomasse deve:
    - avere un'efficienza energetica (rendimento utile nominale) conforme alla classe 3, secondo la norma europea UNI-EN 303-5;
    - rispettare i limiti di emissioni in atmosfera (allegato IX D. Lgs.152/06), oppure i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, se presenti. Rivolgersi a un esperto;
    - utilizzare solo biomasse combustibili ammesse dalla legge (allegato X D.Lgs 152/06), sostanzialmente legno vergine;
    - inoltre per gli edifici esistenti ubicati nelle zone climatiche C, D, E ed F, il riconoscimento della detrazione è vincolato alla completa sostituzione di finestre e infissi dell’edificio con nuovi che rispettino i limiti massimi di trasmittanza previsti dalla normativa (D.M. 26/01/10)

Per usufruire della detrazione è necessario:

  • produrre l'asseverazione di un tecnico abilitato;
  • trasmettere per via telematica all'Enea (entro 90 giorni dalla fine dei lavori) l'attestato di qualificazione energetica e la scheda informativa dell'intervento;
  • inoltrare comunicazione telematica alla Agenzia delle Entrate se i lavori proseguono oltre il periodo d'imposta nel quale sono iniziati;
  • conservare la documentazione fiscale, la ricevuta dei bonifici bancari e la ricevuta di invio all'Enea.
     
  • E' detraibile al 55% anche la spesa dello scambiatore di calore e i costi di allacciamento alla rete di teleriscaldamento che preveda la produzione combinata di elettricità e calore da biomasse.


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