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Clima in casa
 

Pannelli fotovoltaici sopra il tetto di casa

Il fotovoltaico conviene? Grazie agli incentivi del Conto Energia, sì. Senza, sarebbe ancora una spesa difficile da ammortizzare. Come funziona il sistema di incentivazione, valutazioni e accorgimenti da prendere prima di mettersi un impianto sul tetto di casa.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Valuta attentamente la convenienza dell'installazione, chiedendo ad un'azienda un sopralluogo in fase preliminare.

2

Approfitta di altri lavori (ad es. progettazione o rifacimento del tetto) per eseguire l’installazione. Si possono ridurre le spese anche del 4%.

3

Scegli con attenzione l'abitazione da acquistare o da affittare anche sulla base dell'esistenza o della disponibilità ad installare pannelli solari. Nessun costo.

4

Installa un impianto fotovoltaico il più possibile dimensionato per l’esatto consumo della tua abitazione: la convenienza del Conto Energia aumenta quanto più è alta la percentuale di energia che si autoconsuma. Costo indicativo per un impianto fotovoltaico di 3 kWp, sufficiente a coprire totalmente il consumo elettrico annuale di una famiglia di quattro persone: 8-9 mila euro.

5

Contatta più fornitori ed esamina più preventivi, facendo attenzione che offrano garanzie di almeno 5 anni sui difetti di fabbricazione di inverter e pannelli. Solo vantaggi.

6

Per abbattere i costi e avere maggiori garanzie tecniche informati sui gruppi di acquisto solare della tua zona, verifica sui siti Internet del tuo Comune se esistono iniziative di promozione e/o incentivazione di impianti da fonti rinnovabili e valuta la possibilità di accendere un mutuo presso uno dei numerosi istituti bancari che stanno iniziando a offrirli anche in Italia. Fai attenzione che il contributo non superi il 30%, che non consentirebbe l'accesso al Conto Energia.

7

Una volta che l'impianto è entrato in funzione, stipulare una polizza contro furti e danneggiamenti può essere utile. Con un premio aggiuntivo, ci si può anche tutelare da cali di produttività. Costo indicativo: 30 euro a kWp.

Conto Energia
E' il meccanismo di incentivazione statale specifico del fotovoltaico aperto a tutti gli utenti di impianti fotovoltaici connessi alla rete nazionale di distribuzione (cittadini, condomini, enti pubblici e aziende). Il Conto Energia non va a sostenere i costi per la realizzazione dell’impianto ma premia la produzione di energia fotovoltaica, riconoscendo una tariffa omnicomprensiva per ogni kWh immesso in rete e una tariffa premio per ogni kWh autoconsumato, per un periodo di 20 anni.

Come funziona un impianto solare fotovoltaico?
Un impianto fotovoltaico trasforma la radiazione solare in energia elettrica tramite degli elementi base, sensibili alla luce, collegati a circuiti elettrici.
I componenti fondamentali che stanno alla base di questa tecnologia sono i moduli, costituiti da un materiale semiconduttore (in genere silicio mono o poli cristallino), in grado di produrre elettricità sfruttando la radiazione solare.
Un dispositivo elettronico, l'inverter, trasforma la corrente continua generata dai moduli fotovoltaici in corrente alternata utilizzabile per alimentare i nostri elettrodomestici e per essere immessa nella rete elettrica nazionale.
Ogni impianto fotovoltaico deve essere dotato, inoltre, di contatori specifici, necessari per contabilizzare l’energia prodotta dall’impianto (il contatore del GSE) e l’energia immessa e prelevata dalla rete per alimentare le utenze domestiche (contatore bidirezionale dell'Enel).
Un impianto può essere collegato alla rete elettrica (grid connected), ma anche rappresentare un’intelligente opzione per le abitazioni isolate (impianti ad isola), come le baite e i rifugi in montagna. In questi casi dovrà essere dotato di una o più batterie di accumulo per le ore notturne e di speciali apparecchiature per la loro carica (regolatori di carica), che hanno prezzi intorno a qualche centinaio di euro.

Quanto produce un impianto fotovoltaico?
Un impianto fotovoltaico ha una potenza espressa in kW di picco (kWp). Si tratta di una unità di misura che indica quanti kW un impianto riesce a produrre quando si trova sottoposto a condizioni ottimali standard.
In concreto, però, la produzione elettrica di un impianto dipende da diversi fattori: la radiazione solare, l'orientamento e l'inclinazione dei moduli, eventuali ombreggiamenti, le prestazioni degli altri componenti dell’impianto (ad esempio l'inverter).
Per avere un'ordine di grandezza, diciamo che in Italia, per ogni kWp installato, un impianto fotovoltaico produce dai 1.000 ai 1.600 kWh all'anno, a seconda della posizione geografica, con un fabbisogno di superficie di circa 8 metri quadri.
In un impianto di 3 kWp, sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico di una famiglia di quattro persone, la resa annua oscilla fra i 3.000 e i 4.800 kWh.
Va detto che con il tempo la produzione di un impianto decade, ma in modo non significativo: la maggior parte dei pannelli garantiscono un decadimento massimo dell’ordine del 10% in 12 anni e del 20% in 25 anni, che è la vita media utile di un impianto.

Dopo quanto tempo si rientra nell'investimento?
Rispetto a pochi anni fa il prezzo all'ingrosso dei moduli fotovoltaici si è considerevolmente ridotto: nel 2007 un impianto da 3 kW di potenza, non costava meno di 21-25 mila euro, oggi si può sperare di spenderne solo 8-9 mila e di recuperare l'investimento relativamente in pochi anni grazie agli incentivi statali del Conto Energia (qui un breve riassunto del Quinto Conto Energia).

Facciamo l'esempio di una famiglia di quattro persone che installi a Roma un impianto fotovoltaico tradizionale (non integrato) da 3 kWp con tecnologia "made in Europe". Calcolando 0,228 euro e 0,146 euro rispettivamente le tariffe per immissione in rete e per autoconsumo, e ipotizzando che la famiglia riesca ad autoconsumare il 50% dell'energia prodotta dall'impianto, il rientro dell'investimento viene raggiunto in nove anni (con le tariffe del IV Conto Energia sarebbero invece stati 6).
Dopo, e per i 20 anni successivi di durata dell'incentivo, sarà solo guadagno, mentre il sostanziale azzeramento della bolletta elettrica proseguirà anche dopo il 20° anno, fino alla fine vita dell'impianto (25-30 anni).

Simulazione impianto FV familiare da 3 kW installato a Roma, realizzato con componentistica europea (premio di 2 c€/kWh sull’incentivazione) - fonte: Qualenergia.it

 Costo 8.400€ (IVA inclusa)
Produzione annua media stimata 3.655 kWh
Percentuale di autoconsumo stimata  50%
 Tariffa onnicomprensiva 0,228€/kWh
 Premio autoconsumo 0,146€/kWh
 Guadagno annuo medio stimato 684€ (ai quali si aggiunge il risparmio in bolletta)
 Tempo di rientro 9 anni (con le tariffe del IV Conto Energia sarebbero invece stati 6)

Secondo questa simulazione, i piccoli impianti (quelli esonerati dal registro) continuano ad essere abbastanza convenienti, ma i tempi di rientro dell'investimento sono superiori rispetto a quelli del Quarto Conto Energia.
Inoltre, la convenienza dell'impianto aumenta quanto più elevata è la percentuale di energia prodotta che si riesce ad autoconsumare (il premio di autoconsumo va a sommarsi al risparmio che deriva dal mancato esborso economico per l'acquisto di energia elettrica). Diventa quindi importante, soprattutto per le famiglie, spostare i propri consumi nelle ore diurne, quelle di massima produzione del proprio impianto.
 
Cosa fare per dotarsi di un impianto fotovoltaico?

  • Valutare la convenienza dell'installazione, chiedendo al tecnico un sopralluogo in fase preliminare. Diffidare di sopralluoghi non gratuiti. Il rendimento di un impianto non dipende solo dall'irraggiamento, ma anche dall'orientamento dei moduli, dall'inclinazione, dalle ombre e dalle condizioni meteo e di temperatura.
    Le condizioni ottimali per l'esposizione di un impianto fotovoltaico in Italia sono l'orientamento a sud e una inclinazione sull’orizzontale compresa tra 20° e 40°. Diverse condizioni (ad esempio sud-est o sud-ovest o inclinazioni di 10°) comportano, però, una perdita di energia molto limitata e sono da considerarsi del tutto accettabili. Deve essere evitata, invece, la presenza di ostacoli che possano causare ombre rilevanti.
  • Approfittare di altri lavori (ad esempio, il rifacimento del tetto) per eseguire l’installazione. Si ridurranno le spese effettive, accelerando i tempi di ritorno.
  • Scegliere con attenzione l’abitazione da acquistare o da affittare anche sulla base dell’esistenza o della disponibilità ad installare pannelli fotovoltaici. La legge Finanziaria (2007 e 2008) ha introdotto l’obbligo dei pannelli fotovoltaici nella misura di almeno 0,2 kW per gli edifici nuovi (1 kW dal 2010). Sugli edifici esistenti, a meno che la propria abitazione non sia soggetta a vincoli ambientali, paesaggistici, monumentali, non c'è bisogno di autorizzazione preventiva per impianti fino a 20 kW, ma basterà inviare comunicazione al Comune.
  • Una volta scelto di installare un impianto, stabilire indicativamente la potenza che dovrà fornire. Per farlo, è sufficiente prendere l'ultima bolletta, controllare il consumo annuale in kWh e suddividerlo per la capacità di produzione (kWh / kW di picco) che l'impianto può fornire in funzione dell'area geografica dove lo si vuole installare. Tipicamente una famiglia italiana con consumi di medie entità (circa 3.000 kWh) necessita di 2,8 kW di potenza nelle regioni settentrionali e di 2,3 kW in quelle meridionali per soddisfare interamente il proprio fabbisogno.
  • Contattare più fornitori ed esaminare più preventivi, facendo attenzione che vi offrano garanzie di almeno 5 anni su difetti di fabbricazione di pannelli e inverter. Consigliabile rivolgersi ad aziende che offrono il pacchetto “chiavi in mano”, comprensivo anche delle pratiche burocratiche necessarie sia per l’iter autorizzativo per l’installazione che per gli incentivi del Conto Energia.
  • Valutare la richiesta di un finanziamento per interventi di impianti da fonti rinnovabili.
    Ormai gli istituti di credito si sono attrezzati con prestiti e mutui (i cosiddetti “mutui verdi”), a tassi interessanti o agevolati. Il meccanismo di finanziamento previsto da molti istituti prevede la cessione dell’incentivo direttamente alla banca a garanzia del prestito concesso (anche a copertura totale dell'investimento iniziale). In questo caso all'utente resta il sostanziale azzeramento della bolletta senza nessun esborso economico, mentre il finanziamento si ripaga da sé con le entrate della tariffa incentivante.


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