LO SAPEVI CHE


Clima in casa
 

Le pompe di calore ad aria

Riscaldano la casa d'inverno, la raffrescano d'estate, sfruttando il calore dell'aria esterna. Dagli impianti più semplici, ottimi sostituti dei comuni split per raffrescare, a quelli più complessi, che possono sostituire anche completamente caldaie e condizionatori. Applicazioni, costi e benefici delle pompe di calore ad aria.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Se devi installare un impianto di condizionamento, preferisci una pompa di calore reversibile con rendimento estivo (EER) elevato. Il costo è analogo o poco più caro di un condizionatore tradizionale.

2

Nel caso di ristrutturazione o di nuova costruzione, valuta il ricorso a una pompa di calore aria-acqua abbinata a un impianto di riscaldamento a bassa temperatura. Costo indicativo analogo a quello di una caldaia a condensazione.

Detrazione 50% (ex 36%)
Le spese documentate di ristrutturazione edilizia godono della detrazione Irpef del 50% sino al 31 dicembre 2013 (Dl 4 giugno 2013), quando, salvo diverse disposizioni, si tornerà al 36%. L'importo massimo detraibile è di 96mila euro per unità abitativa, da ripartire in 10 quote annuali.

Conto termico
La sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, è ammessa agli incentivi del Conto termico, erogati dal GSE in 2 annualità.
Oltre 35 kW di potenza, il contributo è spalmato su 5 anni.
Per richiederlo, occorre presentare domanda al GSE entro 60 giorni dalla conclusione dei lavori.

Il Conto termico in pillole, QUI

Cosa sono
Le pompe di calore sono macchine capaci di estrarre calore da una sorgente a bassa temperatura e di renderlo disponibile ad una temperatura più alta. Un solo impianto può funzionare per riscaldare, produrre acqua calda sanitaria e, invertendo il ciclo, come condizionatore durante la stagione estiva.
Il principale vantaggio di questa tecnologia deriva dalla sua capacità di fornire più energia (calore) di quanta ne utilizzi per il suo funzionamento, permettendo così di risparmiare dal 40 al 60% sul riscaldamento rispetto a un sistema tradizionale.
Le pompe di calore prelevano, infatti, calore da fonti naturali "gratuite": l'aria, l'acqua e il terreno. Per questo motivo con la direttiva RES (Renewable Energy Sources) sono state riconosciute ufficialmente tra le tecnologie ad alta efficienza che impiegano energie rinnovabili.

Pompe di calore ad aria
Le pompe di calore più diffuse sono quelle che utilizzano l'aria come sorgente da cui estrarre calore. Il vantaggio di questi sistemi è che l'aria è disponibile sempre e ovunque e non richiede opere particolari per essere sfruttata, per cui i costi di installazione della macchina risultano decisamente più contenuti. Il limite è che il rendimento di queste pompe risente più fortemente delle condizioni climatiche esterne. Questo vuol dire che più scende la temperatura dell'aria esterna, più la pompa di calore fatica a lavorare alla massima efficienza. Il problema riguarda soprattutto le pompe di calore elettriche, molto meno quelle ad assorbimento a gas che, per la particolarità del loro ciclo frigorifero (la funzione di compressione è sostituita da una caldaia ad evaporazione alimentata a metano), possono essere utilizzate per il riscaldamento anche in zone dove facilmente si scende sotto lo zero.
Le pompe di calore ad aria si distinguono poi a seconda del tipo di fluido - acqua o ancora aria - attraverso il quale la pompa distribuisce il calore all’interno dei vari ambienti.

Aria–aria
E' il caso dell'85% delle pompe di calore vendute in Italia, è l'impianto più semplice, molto economico dal punto di vista impiantistico e particolarmente adatto alle nostre zone climatiche. Si tratta essenzialmente di un condizionatore d'aria reversibile, in genere modello split, appena più costoso e, in genere, più efficiente, in grado di raffrescare l'aria dell'abitazione in estate e svolgere la funzione di pompa di calore ai primi freddi e in primavera. Gli impianti aria-aria consistono in uno o più apparecchi posti all'esterno dell'abitazione, con uno scambiatore di calore e un compressore, collegati a dispositivi interni dotati di scambiatori di calore in grado di trasferire all'aria di casa calorie in inverno e “frigorie” in estate.
In genere viene installato come integrazione dell'impianto convenzionale di riscaldamento per tutti coloro che decidono di installare il condizionamento dell'aria, con un sovra costo di installazione assai contenuto.

Aria-aria con recupero di calore
Si tratta di impianti dotati di sistema di circolazione forzata dell'aria con recupero di calore, in genere adottati per riscaldare ambienti di medie e grandi dimensioni. In questo caso la pompa di calore lavora sulla differenza di temperatura tra l'aria in entrata e quella in uscita, quindi in condizioni di massima efficienza.
L'impianto è decisamente più costoso perché richiede la progettazione, l'installazione di condotte e di sistemi di controllo e regolazione della temperatura dell'aria nei diversi locali, a tutto vantaggio però del comfort e dell'efficienza.

Aria–acqua
Sono impianti un pò più complessi, per questo meno diffusi, ma con interessanti sviluppi futuri dato che possono soddisfare tutti i fabbisogni di un'abitazione nell'arco dell'anno: riscaldamento, condizionamento e acqua calda sanitaria, con costi di installazione (e di manutenzione) inferiori rispetto all'applicazione separata di una caldaia e di un condizionatore split.
Anche queste pompe sono dotate di un’unità interna e di un’unità esterna. L’unità interna svolge la funzione di caldaia, e nel ciclo inverso produce acqua refrigerata. Per sfruttare al massimo le potenzialità di questa tecnologia, la pompa di calore deve essere abbinata ad un impianto di riscaldamento a bassa temperatura.
L'utilizzo di questa soluzione permette di abbattere i costi di riscaldamento rispetto a una caldaia tradizionale: una pompa di calore assorbe un 1 kW di energia elettrica e ne rilascia fino a 4 di energia termica, la caldaia tradizionale ha un rendimento che non arriva a 1. ?Lo svantaggio è che questo tipo di dispositivi richiede taglie medio-grandi ed è più costoso, dal momento che comporta anche l’installazione di un sistema di distribuzione dell’acqua.

Rendimento
In generale, in ordine di rendimento migliore, viene prima la pompa aria-acqua, seguita dalla pompa aria-aria e, infine, la normale caldaia a metano. Il rendimento delle pompe di calore si misura come rapporto tra l'energia termica fornita e l'energia consumata (elettricità o gas) e si esprime attraverso un valore, il COP (Coefficient of Performance) per le pompe di calore elettriche e il GUE (Gas Utilization Efficiency) per le pompe di calore ad assorbimento a gas.
Normalmente, i valori GUE di una buona pompa di calore a gas si aggirano tra 1,3 e 1,6, quelli delle pompe elettriche raggiungono e superano il valore di 3: se la macchina consuma 1 kWh di elettricità, apporta almeno 3 kWh di calore nei locali abitati.
Come mai allora una tecnologia in grado di triplicare il rendimento dei sistemi di riscaldamento non si è diffusa in tutte le abitazioni?
Un motivo che in Italia ha scoraggiato l'utilizzo di pompe di calore è la maggiore complessità di progettazione (soprattutto per quelle aria-acqua) e nel caso delle pompe di calore elettriche il costo eccessivo dell'energia: collegare una pompa di calore al contatore principale impone di rinunciare alla tariffa domestica agevolata (tariffa D2), quella meno cara e vincolata ai 3 kW di potenza impegnata.
Anche se la normativa italiana prevede che le abitazioni climatizzate da pompe di calore possano usufruire di un secondo contatore dedicato, non sempre la richiesta della seconda presa è tecnicamente possibile né economicamente sostenibile in termini di costi fissi e oneri di installazione.


NESSUN COMMENTO


LASCIA UN COMMENTO

Per lasciare un commento è necessario autenticarsi.
Se non ti sei ancora registrato, clicca qui.


    Licenza Creative Commons. I contenuti di questo sito sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia