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Clima in casa
 

La casa certificata

Dopo frigoriferi e lavatrici, anche le nostre case devono dichiarare quanto consumano. Oggi infatti chi vende o affitta un appartamento deve dotarlo dell'attestato di certificazione energetica. Che cos'è e che cosa deve contenere, quando è obbligatorio farlo e come comportarsi per redigere quello di casa propria.

  Consiglio Difficoltà Convenienza
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Consulta il sito Internet della tua Regione per verificare se è stata adottata una normativa sulla certificazione energetica e se ci sono albi dove trovare professionisti accreditati per la redazione dell'Attestato di certificazione energetica. Nessun costo.

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Fai certificare la tua abitazione da un tecnico abilitato e fatti consigliare gli interventi più convenienti per migliorarne le prestazioni. Diffida di chi svende il certificato e si offre di sbrigare il lavoro al telefono senza sopralluogo. Costo indicativo della certificazione: 300-500 euro ad appartamento, 2-3mila euro per un condominio.

Detrazione 65% (ex 55% - risparmio energetico)
La spesa professionale per la redazione dell'Attestato di certificazione energetica è detraibile solo nell'ambito di interventi di riqualificazione energetica che usufruiscono della detrazione del 65%, laddove la normativa preveda l'obbligo di eseguire l'attestato unitamente all'intervento. Attualmente, gli interventi agevolati che richiedono l'attestato sono la riqualificazione globale energetica dell'edificio e le coibentazioni (finestre escluse).

Dal 2009 chi vende un appartamento e, a partire dal luglio 2010, anche chi lo affitta deve dare informazioni sull'efficienza energetica dell'abitazione dotandola dell'attestato di certificazione energetica, che il Governo ha confermato, pur eliminando l'obbligo di allegarlo al rogito.
Introdotta con la Direttiva europea 91 del 2002 e recepita con leggi nazionali o regionali dagli Stati membri, la certificazione è un'opportunità per ogni cittadino di essere informato sulla qualità energetica dell'edificio che acquista o che prende in locazione.

Che cos'è l'Attestato di Certificazione Energetica
E' un documento che fotografa il fabbisogno annuo di energia (kWh/metro quadro) di un edificio o di una unità immobiliare e sulla base di questo lo inserisce in una delle otto classi di efficienza energetica che vanno, a livello nazionale, dalla A+ alla G.
Gli edifici classificati in classe A+ sono i più energeticamente efficienti, consumano all'anno meno di un litro di gasolio a metro quadro riscaldato, contro i 16 e più consumati dalla media degli edifici in cui abitiamo in Italia, classificati perciò in classe G, la peggiore.
Gli edifici costruiti in Italia dopo il 2008 dovrebbero essere di classe C, cioè consumare tra 5 e 7 litri a metro quadrato. Ma nei Comuni in cui si cerca di far applicare con serietà la legge, è raro trovare nuovi edifici che non provino a giungere a classificazioni superiori, come la B (tra 3 e 5 litri) e la A (meno di 3 litri).
Con la Direttiva comunitaria 31/2010 gli standard energetici saranno ancora più elevati. Tutti i nuovi edifici costruiti a partire dal 2021 (quelli pubblici già dal 2019) dovranno avere consumi di energia vicini allo zero, ossia garantire prestazioni tali da non richiedere apporti per il riscaldamento e il raffreddamento oppure essere in grado di soddisfarli attraverso l'uso di fonti rinnovabili.

Cosa deve contenere
Oltre alla classe energetica complessiva dell'edificio, l'attestato deve fornire:

  • le prestazioni energetiche parziali relativamente al riscaldamento, alla produzione di acqua calda sanitaria e alla climatizzazione estiva, che per ora nell'attestato ha una diversa classificazione che tiene conto solo delle capacità isolanti dell'involucro;
  • una stima delle emissioni di CO2 determinate dagli usi energetici dell'edificio;
  • una breve scheda degli impianti esistenti;
  • raccomandazioni di interventi per la riduzione dei consumi energetici, con una stima dei tempi di ritorno degli investimenti necessari a realizzarli (solo se inferiori a 10 anni).

Quando scatta l'obbligo
La certificazione energetica è un documento obbligatorio per le nuove costruzioni e per gli edifici completamente rinnovati, in caso di compravendita e di locazione.
L'attestato, inoltre, va prodotto se si vuole usufruire dei benefici fiscali per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici (detrazioni del 55%).
La prestazione energetica di un immobile (Ipe) va poi anche indicata negli annunci commerciali di vendita e di affitto, su carta e online.
Dal 28 dicembre 2012, per le compravendite non è più consentito autodichiarare un immobile in classe G: chi vende deve dotarlo di attestato, per fornire all'acquirente informazioni adeguate sul rendimento dell'edificio e sugli interventi per migliorarlo.

Il rebus delle sanzioni
Uno dei principali problemi del meccanismo di certificazione riguarda le sanzioni e i controlli da applicare nel caso in cui l'attestato non venga prodotto. L'Italia, al contrario di quanto impone la Direttiva europea 2002/91, lo prevede come atto obbligatorio ma ha eliminato l'obbligo di allegarlo al momento del rogito o della stipula del contratto d'affitto pena la nullità degli atti. Attualmente nei contratti di compravendita deve solo essere inserita una clausola con la quale l'acquirente attesta di aver ricevuto le informazioni e la documentazione sulla certificazione energetica dell'immobile. Senza uno strumento di verifica a posteriori, il rischio è pertanto quello di vanificare l'intero sistema di certificazione. Una procedura di infrazione contro il nostro Paese è stata aperta a questo proposito dalla Commissione europea.

A chi rivolgersi
Dopo molta attesa, in un decreto legislativo varato il 15 febbraio 2013, sono stati definiti i requisiti che devono possedere i certificatori energetici per esercitare l'attività. Oltre a dover dichiarare la propria indipendenza e imparzialità rispetto al committente, il professionista deve possedere un diploma o una laurea a carattere tecnico-scientifico. Alcune lauree sono direttamente abilitanti, altre vanno integrate con un corso di formazione.
Nelle Regioni, però, che hanno già varato proprie regole per i certificatori, continuano a valere i requisiti fissati a livello locale, sia per i titoli abilitanti che per l'obbligo e la durata del corso di formazione. In genere, la maggior parte delle Regioni che hanno proprie normative per il rilascio dell'Ace pubblicano sui loro siti Internet l'elenco dei professionisti accreditati.

Quanto dura
L’attestato ha una validità di dieci anni e deve essere aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione che vada a modificare le prestazioni dell’edificio o dell’impianto in termini di assorbimento e di energia.
Per risultare valido, deve essere firmato dal certificatore e avere il timbro per presa visione del Comune di appartenenza.

Quanto costa
E’ difficile dire quanto costi un attestato: il prezzo varia infatti sulla base della dimensione dell'immobile, della tipologia degli impianti presenti, e ovviamente della quantità e qualità del materiale che mettiamo a disposizione del certificatore. Se vogliamo che il sistema funzioni e avere in mano un documento utile per i futuri investimenti diffidiamo da chi svende l'attestato e vi offre di sbrigare il lavoro al telefono senza sopralluogo!

Chi abita in condominio potrà risparmiare sulla parcella del certificatore ricorrendo a una certificazione energetica unica per appartamenti simili (piani intermedi), sia nel caso di edifici con riscaldamento centralizzato che autonomo (in quest’ultimo caso tutte le unità immobiliari devono essere dotate di caldaie di identica tipologia e potenza).

La diagnosi energetica
Se si vogliono indicazioni più puntuali sugli interventi da fare, dopo l'attestato, che restituisce una fotografia della casa secondo un uso standardizzato (e non legato all'utilizzo reale), il passo successivo è sicuramente la diagnosi energetica.
La diagnosi fa una valutazione dei consumi energetici reali tenendo conto anche di usi energetici non contemplati nell’attestato, quali ad esempio il consumo dell'impianto di condizionamento e di illuminazione. Integrata dalle informazioni raccolte per la redazione dell’attestato, permette di effettuare delle stime puntuali sul risparmio energetico ottenibile dai diversi interventi, fornendo per ciascuno di essi una valutazione economica del tempo di ritorno dell'investimento.

 


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